venerdì, Febbraio 27, 2026
Home CRONACA Torino. Si può dire che il governo Meloni ha molte responsabilità per...

Torino. Si può dire che il governo Meloni ha molte responsabilità per gli scontri?

dalla pagina FB di Fed. Ber. 

ASKATASUNA SIGNIFICA LIBERTÀ…. SOLIDARIETÀ A CHI IERI HA MANIFESTATO A TORINO SUBENDO LA DURA REPRESSIONE POLIZIESCA IN PIAZZA ED OGGI LA CANEA BIPARTISAN DA REGIME FASCISTA SUI MEDIA…

Quello che è successo a Torino è soltanto responsabilità del governo di Giorgia Meloni… Partiamo da questo punto per non perdere di vista il centro politico della vicenda. Askatasuna è stato un riferimento per tutto il quartiere, c’era un collettivo politico ma era anche un centro sociale aperto e disponibile a tutti e tutte. Chi vive a Vanchiglia lo sa bene e la presenza di 50. 000 persone ad una manifestazione in cui chiunque già sapeva quale sarebbe stato il finale, lo testimoniano. Proprio per il centro sociale, teatro di molteplici attività, si era avviato con il comune un percorso di regolamentazione dello spazio, inteso come bene collettivo della cittadinanza. Il governo Meloni se ne è infischiato ed ha sgomberato Askatasuna solamente per motivi ideologici, solo per reprimere l’antifascismo ed una delle anime più forti del dissenso in questo paese.

Askatasuna é stato il capro espiatorio perfetto per mandare un segnale forte a tutti, il dissenso contro il genocidio che sta compiendo Israele sulla pelle dei palestinesi, l’antifascismo militante, le lotte degli studenti, delle donne, dei lavoratori, dei poveri, la lotta contro il TAV in valle di Susa, devono essere colpite in modo tale che nessuno domani possa alzare di nuovo la testa. Dopo un atto di prepotenza politica del genere, con il quartiere Vanchiglia da un mese totalmente militarizzato, che significa traffico bloccato, mezzi pubblici che si fermano prima e check point fissi come se fossimo nella Palestina occupata barbaramente da Israele o a Belfast in Irlanda del nord durante le guerra tra il governo inglese e l’ IRA degli indipendentisti cattolici, con danni ingenti al commercio ed alla socialità della gente che vive la zona, non ci si poteva aspettare certamente una reazione gentile, educata, pacifica, addomesticata, pure perché a questo governo delle manifestazioni pacifiche con milioni di persone non interessa granché, come abbiamo visto in autunno.

A Torino è quindi sorto un grande movimento di solidarietà ad Askatasuna che va dagli studenti, dai giovani, agli abitanti del quartiere Vanchiglia fino a tutta la rete della sinistra non solo antagonista della città, passando per la solidarietà attiva da tutto il resto d’Italia. Ieri notte, dopo tre enormi cortei pacifici che si sono uniti è scoppiata la guerriglia urbana proprio nelle strade limitrofe e davanti al centro sociale oggi presidiato dalle camionette della polizia.
La polizia ha provato a reprimere con cariche violente, idranti e lacrimogeni, il corteo ha reagito. Sì, perché in piazza ci possono essere anche scontri con la polizia e non sempre si scappa al primo lacirmogeno, a volte si resiste ed ciò che è successo ieri a Torino. Le immagini del poliziotto preso a calci fanno da contraltare a quelle dei manifestanti pestati a sangue, manganellati dalla polizia. Talvolta si prendono e si danno in una reciproca dinamica di scontro.

Tutto questo lo avrebbe potuto evitare il governo Meloni non compiendo uno sgombero soltanto per motivi di odio politico ad una realtà sociale trentennale, radicata in città che stava tra l’altro per regolarizzare la sua presenza con il comune di Torino. Ma è chiaro che invece la prospettiva è tutt’altra. Si sta realizzando infatti un disegno fascista che impone una svolta autoritaria a questo paese partendo proprio dalla criminalizzazione e dalla repressione del dissenso, con tutta una serie di dispositivi di legge e pacchetti sicurezza, dal 1660 agli altri ultimi decreti che negano di fatto il diritto a manifestare portandoci in un vero e proprio stato di polizia, tipico di una dittatura dove le forze dell’ordine non hanno alcun limite nella loro azione. Askatasuna è solo un punto di questa progetto complessivo.
La reazione allo sgombero, il movimento di solidarietà che ha portato 50.000 persone in piazza ieri, i cortei che ci sono stati, sono quindi solo atti legittimi di resistenza.
TUTTI A PARLARE DELLA VIOLENZA DEL FIUME IN PIENA. NESSUNO DEGLI ARGINI CHE LO COSTRINGE