venerdì, Febbraio 27, 2026
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Cesare Cremonini all’Unical: incontro con gli studenti sulla poetica dell’amore nell’era dei social media

Pomeriggio a sorpresa al Tau dell’Università della Calabria, dove il cantautore Cesare Cremonini ha incontrato e dialogato con un gruppo di studenti in occasione dell’evento “L’amore non è mai logico. Poetica dell’amore nell’era dei social media”, un appuntamento dedicato alla riflessione sul linguaggio dei sentimenti e sulle trasformazioni delle relazioni nell’epoca digitale.

Sul palco, insieme all’artista bolognese, erano presenti il Rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco e l’imprenditore e produttore televisivo Lucio Presta, protagonisti di un dialogo aperto con il pubblico universitario su creatività, comunicazione e nuove forme di narrazione dell’amore tra musica, televisione e social network.

Cremonini ha dialogato a lungo con gli studenti. Al centro delle sue parole, il tema dell’essere scelti: “Oggi ho capito che voi studenti siete amati. Siete stati scelti da chi vi sta aiutando a formarvi, e sapere di essere stati scelti è una grande fortuna”. Cremonini ha ricordato come ogni passaggio decisivo della sua vita sia stato reso possibile da qualcuno che ha creduto in lui – dalla famiglia al pubblico – ribaltando una narrazione esclusivamente meritocratica del successo. “Dire che chi non ce la fa non è abbastanza determinato è una violenza. Chiunque abbia cambiato in meglio la propria vita – ha detto – è stato, prima di tutto, scelto. Anche solo da un’ispirazione artistica”.

Accolto con grande entusiasmo dagli studenti, Cremonini ha condiviso esperienze personali e professionali, raccontando il ruolo delle emozioni nella scrittura musicale e l’importanza di mantenere autenticità e profondità espressiva anche in un contesto dominato dalla comunicazione digitale veloce. Cremonini ha poi eseguito alla chitarra Marmellata #25 e Dev’essere così ma soprattutto “Vorrei” al piano tra l’entusiasmo dei fan. “Vorrei – ha detto – è la prima canzone che ho composto nella mia vita, a 15 anni. L’ho scritta in una delle tante estati degli anni ’80 in vacanza a Maratea, ad un millimetro dalla Calabria. Già allora ebbi la sensazione di essere stato scelto dall’ispirazione”. 

Il cantautore bolognese ha poi accennato alle proprie fragilità, descrivendo il palcoscenico come “un luogo di terrore”, ma anche uno spazio in cui imparare a convivere con le proprie paure. La scrittura delle canzoni, ha spiegato, è fatta di incertezze e “incidenti interiori”: “Una canzone non dimostra nulla, è ambigua per natura. Non è mai finita davvero, perché ogni ascoltatore la completa con la propria esperienza. Anche l’amore è giusto che resti così: ambiguo e non definibile”.