I sindaci faranno ancora una volta quadrato per affrontare il problema legato all’erosione costiera che da anni interessa il litorale e per il quale non si sono mai trovate soluzioni definitive. Si dovrà cercare nel prossimo incontro – convocato nella delegazione comunale della Marina di Fuscaldo venerdì prossimo – di andare oltre i confini locali ragionando in una visione di insieme per chiedere precise garanzie. Gli interventi tampone nel tempo in alcuni casi hanno finito per aggravare le cose a causa della mancanza di progettualità organiche e complessive.
L’erosione minaccia l’economia locale, che è fondata in larga parte sul turismo balneare, e la sicurezza delle comunità costiere. La perdita di spiagge significa meno attrattività per i visitatori, un patrimonio naturale che si riduce anno dopo anno e costi crescenti per interventi tampone spesso inefficaci. Il tratto compreso tra Bonifati e San Lucido risulta uno dei più critici, dove le mareggiate hanno portato il mare pericolosamente vicino ai binari ferroviari della linea Battipaglia-Reggio Calabria. Interruzioni e misure di sicurezza sono state necessarie più volte negli ultimi anni, con conseguenze dirette sulla mobilità regionale e nazionale.
Nell’ultimo decennio la linea di riva del Tirreno cosentino si è difatti gradualmente ritirata, mettendo a rischio stabilimenti balneari, spiagge, abitazioni e persino infrastrutture strategiche come la linea ferroviaria, che in alcuni tratti è ormai finita a ridosso del mare. Finora, molti degli interventi messi in campo sono stati parziali: pennelli, scogliere e ripascimenti che, se da un lato hanno portato sollievo temporaneo in alcuni tratti, in altri hanno finito per accelerare il degrado o alterare ulteriormente i processi naturali. L’incontro unitario che i sindaci terranno nelle prossime ore ribadisce la necessità di un tavolo di lavoro permanente, con il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali per ottenere finanziamenti mirati e una pianificazione condivisa. In gioco non c’è più solo la salvaguardia di qualche metro di spiaggia, ma il futuro stesso del litorale tirrenico cosentino: la protezione delle comunità costiere, la continuità delle infrastrutture, la competitività turistica e la tenuta ambientale di un territorio che da troppo tempo aspetta risposte concrete che ancora non sono arrivate. Fonte: Gazzetta del Sud









