venerdì, Febbraio 27, 2026
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Calabria. Il turismo che non c’è tra la propaganda della Bit e lo sfasciume pendulo della malapolitica

TURISMO. TRA LA PROPAGANDA DELLA BIT DI MILANO E LO SFASCIUME PENDULO DELLA CALABRIA

di Pino Tassi 

Mai come quest’anno i fatti disvelano la brutale realtà e dimostrano la vacuità di certa facile propaganda. In questi giorni abbiamo visto da un lato le immagini che provenivano dalla Bit di Milano (fiera del turismo) con una regione Calabria che presentava l’ennesimo padiglione gigantesco con schermi ultramoderni, luci e papillion da discoteca, ultra costoso e dall’altro lato le immagini che provengono da tutta la Calabria che mostrano le devastazioni portate dai cicloni e dal cattivo tempo. Le mareggiate delle nostre coste, le devastazioni dei lungomari, le frane, i borghi che si frantumano, l’erosione costiera, la stessa ferrovia che viene minacciata dal mare, dovrebbe riportare con i piedi per terra i nostri governanti e far loro capire che per avere un turismo per tutto l’anno servirebbero innanzitutto politiche e interventi mirati nelle infrastrutture e nei servizi. Altrimenti lo slogan Season 4 rimane lettera morta, uno slogan insignificante visto e rivisto nel corso dei decenni. Purtroppo invece ancora una volta assistiamo a dichiaraziono di facile ottimismo e di trionfo da parte dell’assessore al turismo e del presidente di regione.

La Bit di Milano nel corso degli anni si è trasformata pian piano da luogo dove si incontra la domanda turistica, in particolare i buyer internazionali, con l’offerta turistica locale, tour operator, albergatori, strutture ricettive, in un luogo dove si promuove l’immagine del presidente di regione del momento e dell’assessore al turismo di turno. Fin quando il ruolo di Direttore generale era ricoperto da dirigenti che avevano una conoscenza del turismo e degli operatori turistici, bene o male c’era un minimo di produttività dagli incontri e dalle iniziative programmate durante la fiera. Da quando invece il Dg si cambia un anno si e l’altro pure assistiamo al prevalere della sola attività propagandistica che viene profusa a pieni polmoni. I presidenti di regione sono i novelli faraoni del nostro tempo. I faraoni gareggiavano facendosi costruire piramidi gigantesche per divenire immortali, così oggi è una gara tra i presidenti di regione per chi può esibire lo stand più grande, più bello, più seducente alla Bit di Milano. Naturalmente per il nostro presidente Occhiuto lo stand più bello e più ammirato è stato il nostro. Così come per tutti gli altri presidenti che si sono succeduti in questi decenni. La stampa amica rilancia sulle presenze stratosferiche, sui commenti entusiastici, sull’ammirazione e i consensi ricevuti dai visitatori. Tutta Italia, ma che dico, tutto il mondo… parla dello stand della Calabria. L’assessore Giovanni Calabrese poi è entusiasta nel presentare il programma dello stand Calabria.

Quest’anno lo slogan prescelto è stato: “DIAMO VOCE ALLA CALABRIA”. L’intenzione sbandierata era di dare voce ai protagonisti del turismo calabrese. Per realizzare questo grande programma autocentrato sulla regione è stato ideata una Glass room. Una specie di stanza di comando delimitata da pareti di plexiglass da dove il presidente, l’assessore e i loro invitati hanno fatto pervenire ai pochi operatori presenti (36 in tutto, mai così pochi) la loro presenza e voce. In realtà la Glass room sembra l’unica cosa di trasparente di questa edizione della Fiera di Milano. Poi per il resto è tutto avvolto nella nebbia. Il presidente Occhiuto e il suo assessore hanno lanciato con grande risalto che la Calabria nel 2025 ha superato i 2 milioni di turisti in arrivo. Bene, ne sono contento. Poi, ad oggi, non si ha alcun riscontro di questi dati. Se si va sul sito del Dipartimento al turismo ancora campeggiano i dati degli arrivi e delle presenze del 2024. Non metto in dubbio i dati forniti dalla regione, ma di grazia, non si capisce perché non viene più pubblicato l’Instant Tourism con i dati finali del 2025. Che si aspetta a fornire i numeri degli arrivi e delle presenze nazionali ed estere? Una volta alla Bit si presentava il rapporto sul turismo dell’anno precedente curato da uno studioso come il Prof. Becheri. Il rapporto è da anni che non viene più presentato, ma almeno un Istant Tourism è stato pubblicato fino a settembre 2025. Poi più nulla.

Dal rapporto si potevano scomporre i numeri delle presenze suddivise tra strutture ricettive ed extra alberghiere. Fino a settembre 2025 i dati forniti dal dipartimento dimostravano un aumento complessivo degli arrivi ma nella lettura dei dati scomposti si registrava un calo nelle strutture alberghiere ed un calo nei mesi estivi del turismo nazionale. E questo sarebbe un segnale preoccupante. Perchè nonostante il dato positivo delle tante strutture extra alberghiere aperte, rimane chiaro che la spina dorsale del turismo si basa soprattutto sulle strutture alberghiere. In più sarebbe interessante conoscere quanti stranieri sono arrivati in Calabria grazie ai voli della Ryanair e delle altre compagnie low cost. Solo in questo modo si può capire lo stato reale del nostro turismo e se gli investimenti e le scelte della regione sono state giuste e produttive. Altrimenti siamo di fronte a verità che non danno la possibilità di analizzare il tutto. A volte la verità è dall’altra parte della luna. Ma non per questo la parte che vedi è una bugia.

La maledizione del turismo è che si pensa che vive solo di propaganda e promozione. Si pensa che sia una materia facile da gestire e invece è terribilmente complicata perchè si intreccia con tanti altri settori, dalle infrastrutture, ai servizi e all’ambiente. C’è ancora chi pensa che il turismo possa convivere con i depositi costieri a pochi passi o con un rigassificatore, anzi due, a pochi chilometri. Non si capisce come il turismo possa vivere in Calabria, non dico tutto l’anno, ma almeno 6/8 mesi se poi abbiamo che le strade di accesso ai nostri borghi sono delle mulattiere abbandonate a se stesse, se gli impianti sciistici vengono aperti a stagione turistica invernale inoltrata, se le baie più belle, come quella di Riace a Capo Vaticano, sono minacciate da frane, se i lungomari sono devastati dai cicloni invernali, se i fiumi esondano minacciando città come Cosenza o aree archeologiche importanti. Il turismo vive di passaparola, di consigli degli amici. oggi anche dei consigli sui social. Le immagini da cartolina, belle da vedere, non reggono se la realtà è diversa. Neanche se tenta di imbellettarla Nina Zirli e il Capodanno Rai con i suoi… dieci milioni di spettatori.