La costa tirrenica reggina sta vivendo ore di apprensione a causa di una mareggiata che ha eletto Scilla come suo epicentro. Dalle prime luci della notte, il vento di maestrale soffia con una forza brutale, superando raffiche di 120km/h e trasformando lo specchio d’acqua antistante il borgo in un muro di schiuma e detriti. Le onde, che raggiungono l’altezza impressionante di sei metri, si abbattono senza sosta sul litorale, modificando tragicamente il volto di uno dei panorami più celebri e amati d’Italia.
Il cuore del disastro si registra presso la Marina Grande, dove la furia degli elementi ha superato ogni barriera protettiva. La forza d’urto del mare ha letteralmente inghiottito ampi tratti del lungomare, dove fortunatamente le panchine erano già state smontate in precedenza. Ma l’acqua è arrivata anche in strada, rendendo la circolazione non solo impossibile ma estremamente pericolosa. Il lungomare è ormai indistinguibile dalla spiaggia, completamente invaso da una massa d’acqua salmastra che spinge sabbia e detriti fin dentro i portoni delle abitazioni e le attività commerciali poste al piano terra, lasciando i residenti in uno stato di isolamento e allerta costante. Emblematiche le immagini a corredo dell’articolo, realizzate da Enrico Pescatore in queste ore.
Lo spettacolo più drammatico e al contempo maestoso si consuma ai piedi del Castello Ruffo. La leggendaria rocca sembra una nave in balia della tempesta, assediata da ondate che si infrangono con una violenza inaudita contro la scogliera. Gli schizzi d’acqua superano in altezza le stesse rocce, avvolgendo l’intera struttura in una nube densa di salsedine e oscurando la vista del borgo. Il fragore delle collisioni tra il mare e la pietra è talmente potente da essere udito nitidamente anche nelle zone più alte del paese, sovrastando l’urlo incessante del vento. Al momento la situazione rimane di estrema emergenza e le autorità locali hanno interdetto ogni accesso alle zone costiere. Mentre il maestrale continua a sferzare la costa senza dare segni di cedimento, si attende con ansia che la furia della natura si plachi per poter avviare una prima conta dei danni. Fonte: Meteoweb









