dalla pagina FB di Lorenzo Tosa, giornalista e scrittore
Con un atto senza precedenti e dal valor politico e simbolico enorme, poco fa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presieduto i lavori ordinari del Csm.
È la prima volta che accade in 11 anni, dall’inizio della sua Presidenza.
Lo ha fatto per far sentire la propria vicinanza fisica e formale nei confronti del Consiglio Superiore della Magistratura dopo le vergognose e infamanti parole del ministro della Giustizia Nordio che aveva definito il meccanismo delle nomine dei magistrati “para-mafioso”.
Mattarella ha preso in questo modo le difese dei giudici.
Poi durante il suo discorso, ha voluto spiegare nel dettaglio perché:
“Sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio.
Per quanto mi riguarda, non si è mai verificata in 11 anni.
Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare ancora una volta il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm, soprattutto la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente da parte delle altre istituzioni nei confronti di questa istituzione”.
Un messaggio diretto e preciso a Nordio e al governo, nel suo stile, ma in modo che più chiaro di così davvero non si poteva.
Menomale che Mattarella c’è.









