venerdì, Febbraio 27, 2026
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Cosenza. Azienda Ospedaliera: clima di tensione, riorganizzazioni contestate e dimissioni eccellenti

Clima di tensione, riorganizzazioni contestate e dimissioni eccellenti: all’interno dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza si respira un’aria sempre più pesante.
Nomine e incarichi: tra fedeltà e riorganizzazioni
All’interno dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, nelle ultime settimane, si starebbe consolidando un sistema di nomine e incarichi che, secondo diverse voci interne, seguirebbe logiche non sempre trasparenti. Il ruolo di futuro coordinatore della cardiochirurgia, ad esempio, sarebbe già stato individuato in una figura ritenuta particolarmente vicina alla direzione, ancora prima della presa di servizio ufficiale.
Parallelamente, sarebbe stato rimosso il coordinatore della rianimazione, vincitore regolare di concorso, professionista descritto come dedito al lavoro e stimato nel reparto. Una decisione che, secondo quanto riferito da ambienti interni, sarebbe maturata per ragioni personali e per favorire un profilo più allineato alla governance attuale, amico e fedele del caro Professoricchio Bruni, che tutti conoscono meglio come il “pupillo” del capo… 

Non solo: si parlerebbe di incarichi di funzione costruiti “ad hoc” per figure considerate fedeli, con provvedimenti predisposti in anticipo rispetto alla formalizzazione di alcuni ruoli.
Il nodo SITRA e la gestione del personale
Particolare attenzione viene posta sulla gestione del SITRA (Servizio Infermieristico, Tecnico e Riabilitativo Aziendale), struttura chiave per l’organizzazione del personale non medico. Attualmente il ruolo di direttore facente funzione sarebbe ricoperto dallo stesso Pasqua in modo discusso, visto che non è prevista una figura medica all’apice di una struttura che si occupa del personale, alimentando malumori tra dirigenti e operatori per l’influenza diretta verso i suoi nemici.

Alcuni dirigenti del servizio sarebbero stati allontanati o costretti alle dimissioni, vedi il Dott. Fuina, il Dott.Ramacciati e in ultimissima battuta il Dott. Bonofiglio, con trasferimenti verso altre sedi o rinunce forzate all’incarico. Secondo fonti interne, tali cambiamenti risponderebbero all’esigenza di liberare la posizione per una figura ritenuta particolarmente influente e già destinataria, in passato, di incarichi rilevanti, compresa la gestione di attività legate allo smaltimento delle liste d’attesa attraverso prestazioni aggiuntive, ovvero la “marescialla” Eva De Rose… 
La stessa figura avrebbe beneficiato di contratti con ditte esterne e di responsabilità operative di rilievo portando il suo Cud a lievitare…, circostanze che alimentano interrogativi tra il personale visto che si parla di una infermiera in passato esonerata e poi riabilitata allo scattare dell’istituzione del ruolo di coordinatore.

Spostamenti e provvedimenti: “premi” e “punizioni”
Altro tema ricorrente riguarda gli spostamenti di OSS, medici, infermieri e tecnici. Secondo quanto riferito, trasferimenti e assegnazioni non seguirebbero criteri oggettivi e condivisi, ma sarebbero determinati da rapporti personali e dal grado di fedeltà dimostrata. Quindi neo primari usciti dal nulla ma che hanno dimostrato fedeltà al Rais.
Si parla di un clima di forte controllo interno, con segnalazioni, studio dei commenti dei dipendenti sui social network e screenshot di conversazioni private che circolerebbero negli uffici direzionali. Una situazione che avrebbe generato un diffuso senso di sfiducia tra colleghi e una percezione di “sorveglianza” costante.
Anche alcune delibere sarebbero state adottate in maniera unilaterale, senza la piena condivisione con la direzione amministrativa o con le rappresentanze sindacali, aumentando la frattura interna.

Reparti fantasma e dimissioni eccellenti
Nel frattempo, l’ospedale avrebbe registrato dimissioni significative tra dirigenti medici di comprovata esperienza. Un chirurgo specializzato in trapianti renali, Dott. Vaccarisi, sarebbe stato inizialmente spinto alle dimissioni, salvo poi essere richiamato con un contratto esterno oneroso per garantire la continuità di un’attività altamente specialistica.
Un altro primario avrebbe lasciato l’azienda dopo aver atteso invano l’apertura del proprio reparto, il noto Prof. Zaza. Secondo quanto riferito, tra le altre cose, avrebbe subito l’esproprio dei posti letto temporaneamente riallocati per esigenze di comunicazione e promozione mediatica per l’inaugurazione del reparto di Cardiochirurgia prima delle elezioni, salvo poi essere restituiti alla destinazione originaria visto che il reparto ha avuto una inaugurazione finta per la tv.
Ulteriori tre medici sarebbero pronti a rassegnare le dimissioni, esasperati da un contesto descritto come sempre più difficile.

Le accuse più gravi: sanità e politica
Tra le segnalazioni più delicate vi sarebbe anche la presunta sospensione, in prossimità delle elezioni regionali, di alcune procedure salvavita per evitare esiti infausti che avrebbero potuto generare ricadute mediatiche negative. Un’accusa gravissima che, se confermata, richiederebbe verifiche immediate da parte delle autorità competenti.
Un clima di paura
Il quadro che emerge è quello di un ambiente lavorativo segnato da tensioni profonde. Molti operatori parlano di una “politica del terrore”, in cui nessuno si sentirebbe libero di esprimere dissenso per timore di ritorsioni.

L’Azienda Ospedaliera di Cosenza, punto di riferimento sanitario per l’intera provincia, si trova oggi al centro di un malessere interno che rischia di riflettersi sull’organizzazione e sulla qualità dell’assistenza.
Resta ora da capire se le istituzioni regionali e gli organi di controllo intenderanno fare chiarezza su una vicenda che, al di là delle contrapposizioni interne, tocca un bene primario: la salute pubblica.
Ma ne dubitiamo fortemente visto che i dirigenti messi in quei posti sono stati selezionati proprio da quella politica!