AI VERTICI di Fratelli d’Italia non sta convincendo come il referendum viene trattato in televisione. Anche se l’atte nzione mediatica è ancora tutta per le Olimpiadi (domenica la premier sarà a Verona per la cerimonia finale con l’incognita del possibile arrivo di Donald Trump visto che ieri a Milano sono stati fatti nuovi sopralluoghi di routine) e la prossima settimana sarà per Sanremo, ai vertici di FdI non piace la copertura mediatica di Mediaset.
Con alcune eccezioni in cui i talk si concentrano su singoli casi di malagiustizia – c om e Garlasco – un dirigente meloniano spiega che il “bazooka” del Biscione“ non è stato attivato”. I talk serali di punta puntano quasi unicamente sulla sicurezza (altro tema che viene letto con sospetto dai Fratelli d’Italia) e pochissimo sulla riforma costituzionale. Una strategia che viene confermata da due fonti Mediaset che spiegano la scelta in termini unicamente commerciali: da alcuni test di queste settimane autori e conduttori dei talk si sono resi conto che la riforma della giustizia fa calare gli ascolti, mentre i temi di cronaca e quelli legati alla sicurezza li fanno alzare. Tra i meloniani, invece, circola il sospetto di un disimpegno della famiglia Berlusconi che – nonostante gli appelli a votare “Sì”–non vuole rischiare di intestarsi una possibile sconfitta. Anche perché il nuovo sondaggio di Demopolis per
Otto e Mezzo trasmesso ieri ha certificato una partita aperta: il “No ”è avanti con il 41%, il “Sì”al 40% e un 19% di indecisi. Senza gli indecisi, invece, il “No ” vincerebbe 51 a 49%. Il trend mostra un aumento di 10 punti del “No ” rispetto a metà gennaio. A oggi andrebbe a votare solo il 42% degli elettori. I favorevoli andranno alle urne soprattutto per limitare le correnti e per sanzionare i giudici che commettono errori, i contrari soprattutto perché la riforma intaccherebbe l’in d ipendenza della magistratura.









