venerdì, Febbraio 27, 2026
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Referendum, la sfida a distanza dei talk: il più seguito è “8 e mezzo”

di Aldo Grasso

Fonte: Corriere della Sera

A un mese dal voto referendario sulla separazione delle carriere di giudici e magistrati, il dibattito inizia a prendere forma in televisione, con in prima linea i talk politici della sera: per questi non è facile trovare la chiave giusta per affrontare un tema percepito come «tecnico» e complesso.

Mantiene la palma del programma più seguito nel genere «8 e mezzo», con una media, dall’inizio dell’anno, di 1,7 milioni di spettatori medi e oltre l’8% di share. Nel corso della settimana, la predominanza del tema referendario ha allontanato qualche spettatore (7,7% di share medio), tranne nella puntata di giovedì (ospiti di Lilli Gruber Massimo Cacciari, Annalisa Terranova e Alessandro De Angelis), con un dibattito molto acceso seguito da 1.750mila spettatori medi (8,2% di share).

Il dirimpettaio Paolo De Debbio, sempre in access prime time, dedica nella settimana porzioni limitate di programma al tema referendario, mescolandole con questioni di cronaca (il trapianto di cuore sbagliato, la
sicurezza, la politica internazionale). Dall’inizio dell’anno «4 di sera» è seguito da 930mila spettatori medi e il 4,4% di share. Nella medesima settimana analizzata, quella appena conclusa, questa mescolanza di temi, col referendum come ingrediente marginale (sembra questa la linea editoriale Mediaset), consente di mantenere una media d’ascolti decisamente stabile.

Passando al prime timemantiene la leadership «Di Martedì» (1,4 milioni di spettatori dall’inizio della stagione, 8,5% di share), con l’ultima puntata, molto «referendaria», che raccoglie 1.360.000 spettatori medi (8,3% di share).

In controtendenza Corrado Formigli, che fa registrare 895mila spettatori medi (6,5% di share) con l’ultima puntata dedicata alle conseguenze politiche del referendum (la media di share nella stagione è del 6%).

Come si spiegano queste variazioni, per quanto minime? Il caso di «Piazzapulita» è emblematico per capire qualcosa di più: la platea di Formigli è molto qualificata (11% di share fra i laureati, 10% nella classe socioeconomica «alta»); inoltre il tema referendario – ostico per la tv diventa più trattabile se letto in una prospettiva fortemente politica. Nelle prossime settimane capiremo se questa sarà la direzione del dibattito.

In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca su dati Auditel