Il 20 febbraio scorso, quindi appena pochi giorni fa, l’Asp Cosenza – Distretto del Tirreno – ha sdoganato i “dollaroni” ai boss della sanità privata per il business sempre più florido e fiorente dell’Assistenza Domicliare Integrata. Un bel “pacco” di milioni che anno dopo anno doventa sempre più consistente per foraggiare uno squallido sistema che fa affari sulle sofferenze della gente e sopra il disastro di una sanità pubblica affossata in maniera “chirurgica”.
Quanti sono i malati che a causa di situazioni particolari desiderano essere curati presso la propria abitazione? Quanti desiderano essere accuditi, circondati dai propri affetti e non costretti ad abbandonare le proprie abitudini quotidiane? Esiste un’assistenza detta Assistenza Domiciliare Integrata che serve proprio a questo e nello stesso tempo serve per alleggerire le strutture ospedaliere. L’ADI non ha alcun costo per l’assistito e garantisce trattamenti medici, di supporto infermieristico e terapie riabilitative.
Chi ha diritto ad ottenere l’ADI? Le persone che possono accedere sono coloro che hanno perso l’autosufficienza, persone affette da malattie in fase avanzata, come patologie oncologiche terminali o malattie neurologiche degenerative, che richiedono un importante supporto alla famiglia e ai caregiver. Può essere attivata sia per adulti, anziani, minori.
La situazione calabrese è veramente disastrosa, e di ciò non ci possiamo meravigliare. Secondo l’analisi della Fondazione Gimbe sullo stato di avanzamento del PNRR Missione salute del quarto trimestre 2023 veniva specificato che la Calabria per raggiungere il target 2026 erogando prestazioni in ADI almeno al 10% della popolazione doveva aumentare i pazienti assistiti del 416%. Nel 2023 così tuonava Cartabellotta della Gimbe: “Nuovi pazienti che ricevono assistenza domiciliare (prima parte)”. In dettaglio, entro marzo 2023 avrebbero dovuto essere assistiti in Adi (assistenza domiciliare integrata) 296 mila pazienti over 65, una scadenza slittata di 12 mesi per le enormi differenze regionali nella capacità di erogare l’assistenza domiciliare, ambito in cui il Centro-Sud era già molto indietro».
Il monitoraggio da parte di Agenas al 20 dicembre 2024 ha evidenziato ancora un trend negativo per la Calabria nell’Assistenza domiciliare integrata. Logicamente la provincia più penalizzata è quella di Cosenza, come riportato nel Piano regionale di supporto alla fragilità redatto dalla Regione Calabria, con la percentuale maggiore di invalidi rispetto a tutte le altre provincie della Regione.
Il PNRR definisce chiaramente quali devono essere gli obiettivi per aver il money: l’assistenza domiciliare deve passare dal 4% per gli over 65 ad almeno al 10%. Secondo il report Salutequità nel 2023 quasi tutte le regioni hanno raggiunto l’obiettivo restano fuori la Sicilia, la Campania, la Sardegna ed infine la Calabria che risulta sotto la soglia minima.
La Regione Calabria per sopperire a tali criticità con il suo Commissario ad acta – il famigerato Occhiuto – punta ad un modello privatistico, modello che per agevolare gli amici del cerchio magico, ridefinisce il processo di accreditamento per alcune Società rendendolo lentissimo mentre per altre molto più velocizzato.
Per garantire pacchetti di prestazioni ADI ai suoi amici il Commissario ad Acta della Sanità con la complicità dei suoi compari del Dipartimento della Salute della Regione Calabria escogitano e mettono in atto procedure e trattamenti diversi tra le società che hanno chiesto l’accreditamento e l’autorizzazione a poter erogare prestazioni ADI.
I Decreti firmati e pubblicati sul sito della Regione Calabria sono la testimonianza tangibile di questo artificioso modo di gestire la cosa pubblica pur di favorire gli amici del cerchio magico. Il “solito” Potestio, ex socio del Commissario, ormai sgamato persino dai giornali nazionali e gli emergenti Baffa’s di Cotronei.
Due pesi, due misure, due Calabrie diverse perché anche se fai investimenti per dare risposte al territorio se non fai parte di quella cerchia, puoi morire di debiti. Tempi velocizzati per gli amici. Accreditamenti ed autorizzazioni affidati in tempi da record, mentre per altri imprenditori i tempi si allungano ed in alcuni casi anche con esito negativo.
Infatti, gli amici del cerchio magico non passano attraverso l’autorizzazione del Sistema nazionale di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria (SiVeAS), istituito ai sensi della Legge 266/2005, che provvede alla verifica nell’erogazione dei servizi sanitari, e soprattutto verifica che vengano rispettati sia i criteri di appropriatezza e qualità, sia i criteri di efficienza nell’utilizzo di fattori produttivi, compatibilmente con i finanziamenti erogati.
Ed eccoci all’attualità. Come accennvamo, il 20 febbraio scorso l’Asp di Cosenza ha sfornato l’atteso impegno di spesa per il 1° trimestre del 2026 per la proroga dei contratti sottoscritti negli anni 2024 e 2025 con le strutture che erogano Assistenza Domciliare Integrara (ADI) di base. Come già detto, si tratta di risorse che arrivano dal Pnrr e che vengono giustificate sotto la dicituda “CASA COME PRIMO LUOGO DI CURA E TELEMEDICINA”. Della serie: oltre il danno, anche la beffa…
Passando al quibus, come vedete nella tabella sottostante, l’Asp di Cosenza con l’ultimo decreto ha liberato oltre 5 milioni e mezzo per il 1° trimestre 2026. Per l’Assistenza Domiciliare Integrata prima erano previsti dieci milioni mentre adesso sono cinque milioni e mezzo ogni tre mesi e di conseguenza il budget è stato almeno raddoppiato.
I beneficiari sono sempre i soliti boss: le società del cerchio magico ovvero ANMI (leggi Potestio/Occhiuto) con sede legale in Via Monte San Michele n. 13 a Cosenza e sede operativa nel distretto Corigliano-Rossano e SADEL (leggi fratelli Baffa/Aiello) con sede legale Cotronei e sede operativa in Castiglione Cosentino (accreditata per 180 posti ADI) definendo i tetti di spesa massimi solo per l’anno 2025 pari a 4.203.486,00 euro per singola società e di conseguenza per singolo distretto operativo. Qui di soldi ne circolano tanti ma non solo per il cerchio magico perché si sono aggiunte al business altre due società che conosciamo bene: Villa Adelchi di Longobardi (leggi Citrigno/strozzini) r Villa Sorriso (leggi Morrone/mammasantissima). Tutti insieme appassionatamente. E l’augurio può essere uno solo: che tutti questi soldi possano esservi utili per… comprare medicinali, speriamo i più costosi possibile. Sempre e comunque a futura memoria.










