La notizia è di poche ore fa. Blitz nel cimitero di Rota Greca (Cosenza): i cancelli erano chiusi per lavori di messa in sicurezza ma all’interno si sarebbe continuato a costruire nell’illegalità. È questo lo scenario cristallizzato nel decreto di sequestro firmato dal gip di Cosenza, Letizia Benigno. Secondo quanto ricostruito nell’informativa dei carabinieri della Stazione di Lattarico, un gruppo di privati avrebbe approfittato dell’ordinanza comunale n. 1 del 13 febbraio 2025, con cui si vietava l’ingresso al pubblico per consentire il rifacimento della pavimentazione, per eseguire – secondo l’accusa – lavori edilizi in totale assenza di titoli abilitativi. Dei veri e propri “furbetti” del camposanto, perché la chiusura al pubblico, che avrebbe dovuto garantire sicurezza e tutela, si sarebbe trasformata, secondo gli inquirenti, in un’occasione per aggirare controlli e vincoli.
Tra le opere contestate: edicole funerarie da otto loculi e platee in calcestrruzzo realizzate senza permesso di costruire nè autorizzazioni paesaggistiche. Vilipendio e degrado, in un caso definito “eclatante” dagli investigatori poiché i lavori sarebbero stati effettuati su un terreno dove era presente una salma ancora perfettamente mummificata. Pericolo pubblico, in quanto l’area cimiteriale ricade in zona classificata a rischio idrogeologico R3. Nuove colate di cemento, secondo i pm, potrebbero compromettere ulteriormente la stabilità del suolo. Nel decreto, si sottolinea come il sequestro sia stato necessario e urgente per impedire la prosecuzione di reati che, data la natura permanente dell’abuso edilizio, averebbero continuato a produrre effetti dannosi sotto il profilo ambientale e urbanistico.
E adesso vediamo chi sono gli indagati. De Fiore Piero nato a Rota Greca ivi residente;
De Fiore Franco nato a Rota Greca ivi residente; Raddi Domenico nato a Rota Greca ivi residente; Lannia Laura nata a Rota Greca e residente in Germania.
Indagati del reato di cui all’art. 110 c.p. e 44 dpr 380/2001 per la costruzione di una tomba funeraria ad 8 loculi realizzati senza alcun titolo abilitativo su area a rischio idrogeologico in zona R3.
Musolino Immacolata nata a Rota Greca ivi residente; Bottino Maria nata a Lattarico residente a San Martino di Finita; Capano Massimiliano nato a Cosenza, residente a Rota Greca. Indagati del reato di cui all’art. 110 c.p. e 44 dpr 380/2001 per aver costruito una piattaforma di tomba funeraria, realizzata senza alcun titolo abilitativo su area a rischio idrogeologico in zona R3.
Fiume Carmelo nato a Rota Greca ivi residente indagato del reato di cui al dpr 380/2001 per aver costruito una piattaforma di tomba funeraria, costruita sopra la sepoltura della salma appartenente in vita a Romano Franceschina di Rota Greca deceduta il 15/02/1980 realizzata senza alcun titolo abilitativo su area a rischio idrogeologico in zona R3.
Raddi Domenico e De Fiore Franco, all’epoca dei fatti lavoravano come TIS presso il Comune di Rota Greca, tali da non dare sospetto a nessuno per lavori che stavano eseguendo. Il tutto in pieno cantiere aperto, dove era inibito non solo entrare nei luoghi di lavoro per ovvie ragioni di sicurezza quanto vigeva Ordinanza da parte del Comune di Rota Greca del 16/02/2025 che disponeva la chiusura totale del cimitero.
Alcune osservazioni sono doverose: come si può lavorare, in cantiere aperto a fianco dell’impresa appaltatrice dei lavori senza che né la ditta né il direttore dei lavori chiedano niente alle persone che vi entrano e lavorano tranquillamente?
Non è che forse la ditta esecutrice dei lavori forniva materiali e attrezzature per la realizzazione dei manufatti?
Come si può entrare ed uscire con naturalezza in tutta tranquillità senza che il Comune, potesse vigilare i lavori da parte della ditta esecutrice? Esiste un RUP? Riteniamo di si considerato che sono stati approvati e pagati ben due stati di avanzamento alla ditta esecutrice…. Come sono stati controllati i lavori e gli stati di avanzamento alla ditta esecutrice?
Addirittura ci sono tombe abusive pare appartenenti e realizzate da consiglieri comunali, il tutto nel silenzio assoluto delle Istituzioni locali che ancora si aspettano risvolti… come anche un presunto vilipendio di cadavere per aver costruito una piattaforma di tomba funeraria, costruita sopra la sepoltura della salma appartenente in vita a Romano Franceschina di Rota Greca deceduta il 15/02/1980 ….
Vi è di più: pare che si sia realizzata un’altra tomba sfuggita agli occhi della procura me la mostriamo qui in basso… Attendiamo sviluppi.









