Chiusa la tragicomica parentesi delle auto blu e più in generale del parco auto di Roberto Occhiuto e famiglia, entriamo nel vivo delle vicissitudini della famiglia Posteraro, individuata da Robertino come bancomat per i suoi porci comodi. Anche la nota della Guardia di Finanza si sofferma a lungo sui rapporti tra Occhiuto e i Posteraro ed è opportuno a questo punto mettere in fila un po’ di fatti.
Ma chi è Paolo Posteraro? Nato a Roma ma da genitori cosentini nel 1982 secondo il giornale del quale la moglie è editrice (Maria Gabriella Dodaro è la sorella dell’editoe Francesco Dodaro) è un giornalista e un manager pubblico. Laureato in Giurisprudenza, ha ricoperto diversi incarichi pubblici e ha collaborato con la Rai e la Treccani. E’ stato anche consulente della trasmissione di La7 L’aria che tira e dell’Adnkronos. Ha scritto per «L’Indipendente» e «Il Riformista» e oggi, manco a dirlo, è pure editorialista del giornale della moglie, Il Quotidiano del Sud, ma sinceramente non sapremmo indicarvi qualche sua “perla” di scrittura. Per la Newton Compton ha pubblicato addirittura due libri, Rifugiati e Povera Italia. Che non sono passati alla storia della letteratura italiana, salvo prova contraria.
Quanto all’etichetta di manager pubblico, dal 2011 al 2013, è stato capo della Segreteria particolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e anche componente del Corecom della Regione Calabria, nomina politica – ottenuta in quota Udc Casini e Roberto Occhiuto naturalmente, ai tempi in cui era ancora “casiniano” – in un organismo di controllo che è solo un “carrozzone” per elargire prebende, anche piuttosto “pesanti”. E dal 2017 direttamente in quota Occhiuto è il chiacchieratissimo amministratore unico dell’Amaco, azienda del trasporto pubblico cosentino, altro caravanserraglio di consenso politico, tra l’altro in caduta libera sia sotto il profilo finanziario sia sotto quello dell’efficienza dei servizi ma utilissimo per coltivare serbatoi di voti agli amici degli amici.
Dalla brillante carriera disegnata, sorge spontanea una domanda: ma da quale famiglia proviene il signor Posteraro? Il capo indiscusso è il papà, Francesco Posteraro, cosentino doc, classe 1950, pezzo grosso delll’Amministrazione della Camera dei Deputati negli anni Novanta e poi vice Segretario generale della Camera dal 2003 al 2012, quando è stato nominato commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) per i Servizi e i prodotti. Incarico ricoperto fino allo scorso anno.
La famiglia Posteraro in particolare è originaria di Cavallerizzo di Cerzeto, sì proprio il luogo dove una frana rovinosa ha lasciato migliaia di famiglie senza casa e dove si trova ancora il famigerato Palazzo Posteraro, la cui storia è un caso classico di favoritismi da prima Repubblica. Laureato in giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma, ha conseguito il titolo di procuratore legale e ha esercitato per alcuni anni la professione forense presso lo studio del professore avvocato Luigi Gullo in Cosenza. Si dà il caso infatti che Francesco Posteraro era sposato con Pierrette, la figlia di “don” Luigi Gullo (successivamente hanno divorziato) e quindi l’approdo nel famoso studio legale che fu di Fausto (il celeberrimo “ministro dei contadini” comunista dell’immediato dopoguerra) e passò poi al figlio Luigi è stato relativamente facile. Ma la sua strada non sarebbe stata quella forense. La svolta arriva nel 1979 quando entra all’Amministrazione della Camera dei Deputati come consigliere parlamentare Udc e diventa un vero e proprio boiardo di stato, uno di quei colletti bianchi che macina denari su denari, sempre legalmente si capisce.
Nell’ambito di essa, dopo essere stato componente della segreteria della Commissione bicamerale d’inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia, negli anni dal 1980 al 1992 ha diretto la segreteria di una serie impressionante di organi collegiali, tra i quali addirittura la Giunta per le autorizzazioni a procedere ovvero quella che decide se arrestare o meno qualche parlamentare, guarda un po’ il caso… Dal 1992 al 1997 ha tra l’altro fatto parte della segreteria della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali presieduta prima dall’on. De Mita e poi dall’on. Iotti (1992-1994) e della segreteria della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali presieduta dall’on. D’Alema (1997). Quella famosa dell’inciucio con Berlusconi, guarda tu nuovamente il caso… E sarà proprio zio Silvio a fare un regalo “personale” al boiardo all’epoca della frana di Cavallerizzo di Cerzeto.
Nel febbraio 2003, Posteraro senior è stato nominato Vice Segretario generale della Camera (ufficio che ha ricoperto fino al 25 luglio 2012) e poi è stato a lungo commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) per i Servizi e i prodotti.
Per chi non lo sapesse l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è un’Autorità indipendente, istituita dalla legge 249 del 1997. L’Agcom è innanzitutto un’Autorità di garanzia: la legge istitutiva affida all’Autorità il duplice compito di assicurare la corretta competizione degli operatori sul mercato e di tutelare i consumi di libertà fondamentali degli utenti.
L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è un’Autorità “convergente”. In quanto tale svolge funzioni di regolamentazione e vigilanza nei settori delle telecomunicazioni, dell’audiovisivo, dell’editoria e, più recentemente, delle poste. Al pari delle altre Autorità previste dall’ordinamento italiano, l’Agcom risponde del proprio operato al Parlamento, che ne ha stabilito i poteri, definito lo statuto ed eletto i componenti. Dunque, si tratta di boiardi di stato nominati dai partiti. Lo scorso anno “Prima Comunicazione” aveva pubblicato un’inchiesta al vetriolo contro il “pachiderma Agcom” e aveva rivelato tra l’altro come il consiglio fosse in proroga da nove mesi per l’incapacità dei politici di mettersi d’accordo sui nomi da scegliere, con un ennesimo obbligato rinvio alla fine dell’emergenza per il coronavirus.
Ma non solo: attribuiva la nomina di Posteraro in Agcom a “gentile concessione” o a “un atto di generosità di natura personale” del capo indiscusso dell’Udc, il partito dal quale proviene ovvero Pierferdinando Casini, tanto lo sappiamo tutti che il sistema è rigorosamente bipartisan dalla notte dei tempi. E chiosava sul fatto che il Nostro percepiva sia l’indennità dell’Agcom che la pensione della Camera dei Deputati.
Insomma, il grande vecchio che si nasconde dietro Paolino Posteraro è certamente il potentissimo papà, al quale chiaramente non mancheranno i soldi per comprare un’azienda vinicola. Tutto legale, per carità, uno lavora e poi è lecito che si compri un’azienda da 2 milioni e mezzo di euro per il figlio e per i suoi sodali. Una specie di bancomat di stato legalizzato per chi se lo può permettere. Del resto, gli Occhiuto hanno sempre avuto fiuto quando si parla di “vigna”. Diciamo pure che quando si prospetta qualche affare di “vigna” loro non mancano mai. Ci pu minà ‘ccu na mazza. Così come era decisamente scontato il “finale” di questa storia. Ovvero che alla fine si sarebbe trovato un caggio al quale ammollare il “pacco” della vigna con relativi debiti. Ma questa è un’altra storia, della quale sentiremo parlare presto.
Adesso è il momento di ritornare alla nota della Guardia di Finanza per l’inchiesta sulla corruzione di Occhiuto e alle intercettazioni che vi sono contenute. Apriamo dunque il capitolo della promessa di un incarico pubblico a POSTERARO da parte di OCCHIUTO. Nel periodo in cui erano sorti i problemi tra POSTERARO e OCCHIUTO per la quantificazione delle quote, già l’imprenditore parlava con la moglie di una controprestazione che egli avrebbe ottenuto accettando di addivenire a un accordo con il politico.
SINTESI:
Maria Gabriella Dodaro per Paolo Posteraro. La conversazione inizialmente è a carattere personale. Posteraro: non so se ho fatto una minchiata a dire si vafanculo andiamo in causa, Dodaro Maria Gabriella: andare in causa non conviene mai, Pa poi 80 (ndr, mila euro) li hai messi in conto, per questo ti dico, 100 compreso di macchina, 80 eravamo arrivati noi a dire che valeva quello, quindi comunque hai fatto bene a dire si perchè alla fine di una causa, dopo aver pagato, come avevamo detto, già solo per coinvolgere Augusta se ne partono per un parere per una cosa 10 mila euro, calcola pure questo, poi non ti puoi fidare nessuno di calabrese te lo devi far fare da uno di fuori, quindi questo hai fatto bene…
Paolo Posteraro: si, forse si.
Maria Gabriella Dodaro: Poi avremo tempo di pensare ad accomodamenti ed altre cose, ma di sostanza a non fare la causa, a queste condizioni, fai bene, poi tutto il resto si vede, viene o non viene come al solito, se viene viene, se non viene sei diverso anche in questo da tutti gli altri, ti posso dire, se viene perchè ti stima, verrà, se non viene appunto tu non fai le cose perché do ut des, fanto che saresti financo dimesso da Matilde.
Paolo Posteraro: Oggi Tonino (Daffinà, ndr) è scantato (si è sorpreso), dice eh Roberto mi aveva detto che avevi parlato con Matilde ma non che ti volevi dimettere, eh dico perchè Roberto (OCCHIUTO) racconta le cose a suo uso e consumo, gli ho detto comunque… Domenica lo tratterò malissimo, dirò tu con me ti sei comportato malissimo, glielo dirò proprio”…
Maria Gabriella Dodaro: come amico, come amico, innanzitutto sei stato assente, sei sparito, non ti dimenticare che ho avuto l’anno più buio della mia vita, dovevo fissare gli appuntamenti peggio degli altri per parlarti
Paolo Posteraro: sono stato un anno depresso e non ti ho visto, no gliele dico tutte, a sto punto…
Maria Gabriella Dodaro: questa estate so che ti ho detto questa cosa (incomprensibile) stato particolarmente vicino, hai fatto passare un mese per dirmi due, e per dirmi che ti dimettevi, eravamo a fine luglio, glielo dici pure davanti a Tonino, tanto non sei ne il primo ne l’ultimo che soffre di…
Paolo Posteraro: ma gliel’ho già detto a Tonino sono stato, ho avuto una brutta depressione e Roberto non l’ho visto e non l’ho sentito.
Effettivamente, i dissidi relativi al recesso di OCCHIUTO venivano pian piano superati, per essere risolti la sera del 24.11.2024, dopo la cena tra quest’ultimo e POSTERARO.
Inoltre, prima del “chiarimento” tra OCCHIUTO e POSTERARO, quest’ultimo parlava con il padre e iniziava ad emergere la possibilità che gli venisse affidato un incarico pubblico, evidentemente quale controprestazione per il pagamento delle quote al governatore.
SINTESI:
Francesco Posteraro per Paolo Posteraro.
Francesco Posteraro: Non è affatto vero, tu hai fatto un solo guaio, quello della fottuta terra che ti sei voluto comprare. Perchè per il resto, guarda come sei stato bravo con…., TRECCANI non fa altro che darti nuove cose, se fossi così incapace non credo che lo farebbe no, non vanno contro i loro interessi, o no?
Paolo Posteraro: non ce la faccio più papà…
I due continuano la conversazione parlando del magazzino di TRECCANI e di come far passare i soldi tra le varie società. Posteraro Paolo dice a Francesco che deve dare direttamente 18 mila euro alla HOLDING.
Paolo Posteraro: non ce la faccio più papà, non ce la faccio più a vivere…
Francesco Posteraro: Paolo ma non ce la fai più a vivere per questo, perchè questo (ndr. verosimilmente riferendosi ad OCCHIUTO) ti ha disastrato la vita, e l’avrebbe disastrata a chiunque, e perlomeno a chiunque non avesse uno strato di pelo sullo stomaco che certo non hai tu, non ce la fai più perchè questo…., se non fosse questo i tuoi orizzonti di vita perchè debbono essere, se non ci fosse questa preoccupazione continua, mi pare che in casa stai bene, perchè mi sembra che con Gabriella il rapporto si sia molto rinsaldato, i rapporti sociali mi sembra, io ti vedo quando sei con gli altri, sei vivace, sei brillante, sei contento, eee solo questo che è il tuo problema Paolo, tu dici non è un problema da poco, ma è un problema di questo, non è un problema la tua testa, è un problema reale dal quale ancora non sei riuscito a venir fuori. Quando sembrava che tutto si fosse messo per il megliosi ci è messa questa cosa di Roberto.
Paolo Posteraro: Forse (incomprensibile) io non trovo nessun accordo, io forse non trovo nessun accordo, non gli do nessun soldo, gli dico fai recesso, farà una perizia in Tribunale e vediamo quanto vale la società e i soldi li prendi tra due anni e ciao, che ti posso di.
Francesco Posteraro: questi veramente ti hanno offerto sta cosa oppure no, di cui mi hai parlato.
Paolo Posteraro: eh?
Francesco Posteraro: questa soluzione la quale mi hai parlato è reale oppure no?
Paolo Posteraro: non ho capito scusa
Francesco Posteraro: la soluzione la quale mi hai parlato, delia questione con Roberto è concreta oppure no,
Paolo Posteraro: che vuol dire la soluzione è concreta, non ti seguo
Francesco Posteraro: tu mi hai parlato di una soluzione che avrebbe…
Paolo Posteraro: ah sisi è concreta, è concretissima, tu dici non vale la pena finire in causa so sempre rotture di coglioni
Francesco Posferaro: non è sempre una rottura di coglioni, bisogna vedere cosa è meno svantaggioso perchè questo ti comporta un’uscita immediata, però verosimilmente molto più piccola o no, se ho capito bene, o no?
Paolo Posteraro: si vabbe poi domani quando ci vediamo parliamo.
Francesco Posteraro: domani mattina parliamo
La conversazione continua su altri aspetti.
Francresco Posteraro: tu sei giustamente, logorato, proprio distrutto da questa cazzo di maledetta vicenda… mai lo avessi incontrato quel maledetto Occhiuto, stavi così bene con Myrta e con tutti i suoi nervosismi e con la TRECCANI.
All’indomani dell’incontro “chiarificatore” con OCCHIUTO, il padre chiedeva a POSTERARO Paolo delucidazioni in merito all’incarico. Dalla conversazione, emergeva il rapporto sinallagmatico tra l’accettazione della liquidazione delle quote al governatore da parte di POSTERARO e l’affidamento a questi di detto incarico, che sarebbe dovuto avvenire “contestualmente”…












