venerdì, Febbraio 27, 2026
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Unical e contrasto culturale alle mafie: la testimonianza del procuratore della Dda di Catanzaro Salvatore Curcio

Oggi all’UniCal, nell’aula Solano, si è svolto un importante momento di riflessione dedicato al contrasto culturale alle mafie, nell’ambito del XV ciclo di seminari di Pedagogia dell’Antimafia, coordinato dal prof. Giancarlo Costabile.
Un incontro intenso, che ha messo al centro il valore della formazione, della responsabilità collettiva e della costruzione di una coscienza civile capace di resistere alla cultura mafiosa.

✨ Il Procuratore Capo della DDA di Catanzaro Salvatore Curcio ha offerto una testimonianza lucida e profonda, ricordando che “fare memoria” significa trasformare il ricordo sfuggente in un impegno vivo, capace di orientare le scelte e prevenire gli errori. Il cambiamento, ha evidenziato, nasce da una rivolta delle coscienze, da una rinascita della libertà interiore: una vera e propria rivoluzione culturale che mira a sradicare prima ancora di combattere.

✨ Il Magnifico Rettore Gianluigi Greco, che ha concluso l’iniziativa, ha richiamato la missione dell’università come luogo in cui coltivare il “fresco profumo di libertà” evocato da Paolo Borsellino: uno spazio in cui educazione e libertà crescono insieme, dove si impara a rifiutare le scorciatoie e a costruire alternative fondate sul pensiero critico, sulla legalità e sulla forza della testimonianza.

Dagli interventi degli esponenti istituzionali è emersa con forza l’idea che il contrasto alle mafie debba poggiare su un lavoro culturale profondo, capace di andare oltre la sola risposta giudiziaria. La dimensione educativa è stata riconosciuta come decisiva: le mafie non agiscono soltanto come organizzazioni criminali, ma anche attraverso simboli, modelli e narrazioni che si radicano nei territori e condizionano mentalità e comportamenti. Per questo la formazione diventa il terreno su cui restituire alle persone la possibilità di immaginarsi e progettarsi diversamente: il patto educativo tra istituzioni e università diventa una rivoluzione culturale che parte dalle aule e che mira a sradicare la cultura mafiosa attraverso il pensiero critico, la conoscenza e la libertà interiore 🌍
Perché la mafia si combatte anche – e soprattutto – con la cultura.