TURISMO IN CALABRIA: LA REGIONE SI VANTA. MA E’ SEMPRE LA STESSA MUSICA
di Pino Tassi
Dopo tanti annunci finalmente è stato pubblicato l’Instant Tourism sul turismo in Calabria per il 2025. La nota del Dipartimento ci comunica che nel 2025 abbiamo superato i 2 milioni di arrivi. L’esordio è trionfale: “Nel 2025 la Calabria registra il miglior risultato turistico di sempre… Gli arrivi superano quota 2 milioni ( +17,4% sul 2024 ) mentre le presenze raggiungono 9,1 milioni ( +11%)”. Il rapporto della Regione non ci dice che se come arrivi abbiamo superato i 2 milioni di persoine… di sicuro però come presenze non raggiungiamo il dato del 2019, precovid, quando le presenze raggiunsero e superarono i 9.509.423.
Quindi per la Regione è un trionfo… Ma è tutto rose e fiore la stagione 2025? E soprattutto la politica di promozione voluta da Roberto Occhiuto è stata vincente? Per tentare di dare una risposta bisogna esaminare i dati.
TURISMO IN CALABRIA 2025
In Calabria nel 2025 si sono avuti 2.054.671 ARRIVI E 9.090.445 PRESENZE. Per arrivi si intendono le persone che sono arrivate in Calabria e per presenze i giorni che hanno trascorso in hotels, villaggi turistici, residence, b&b, agriturismo. Nel 2024 abbiamo avuto 1.788.047 ARRIVI E 8.307.010 PRESENZE. Quindi sono arrivati in piu’ 288.227 ( + 15,68%) persone che hanno portato ad un aumento dei soggiorni di 804.460 (+ 9,68%). Quindi un successone. Sembrerebbe di sì… Ma andiamo a scomporre i dati. Le voci principali delle presenze turistiche sono due: 1) esercizi alberghieri (hotels, villaggi turistici, le residenze turistico alberghiere, le pensioni, i motel) e gli esercizi extra alberghieri ( campeggi, agriturismo, case per ferie, bed and breakfast). E qui la faccenda si complica terribilmente perchè abbiamo:
A) ESERCIZI ALBERGHIERI 2025: ARRIVI 1.482.247; PRESENZE 6.566.967
B) ESERCIZI EXTRA ALBERGHIERI 2025: ARRIVI 572.424; PRESENZE 2.523.478
B: ESERCIZI EXTRA ALBERGHIERI
Scomponendo il dato dell’extra alberghiero la Regione ci informa che il boom del turismo in Calabria è dovuto a questo segmento turistico che registra 580.435 arrivi aumentando rispetto al 2024 di ben il 56,9% sugli ARRIVI E abbiamo 2.548.050 presenze con un aumento del 38,4% sul 2024. Un balzo in avanti enorme che si registra anche in tutte le altre regioni e che si evince dai dati del Ministero del Turismo.
Il problema è che questo dato è poco attendibile non per colpa della Regione ma dal fatto, come ha evidenziato la Federalberghi nazionale, che è probabile, che un confronto anno su anno, sia falsato. Perché dall’1 gennaio 2025 è entrato in vigore per tutte le strutture extra alberghiere l’obbligo di munirsi di un Codice identificativo nazionale (Cin), pena una multa fino a 8mila euro. Una stretta che ha fatto emergere centinaia di migliaia di alloggi fino al 2024 non censiti, spiegano gli albergatori. Morale: le strutture che nel 2025 hanno inviato dati al ministero dell’Interno sono molte di più rispetto a quelle del 2024, il che potrebbe spiegare almeno in parte l’aumento del flusso turistico. Questa Ipotesi è corroborata dal fatto che a trainare l’incremento sono proprie le strutture extra alberghiere con gli aumenti a due cifre che abbiamo visto, mentre per le strutture alberghiere i dati sono meno entusiasmanti e ci danno un dato luce/ombre.
A) ESERCIZI ALBERGHIERI
Sempre l’Instant Tourism dell’ assessorato ci informa che nella spina dorsale del turismo, che sarebbero gli hotels e i villaggi turistici, abbiamo avuto nell’anno 2025 un aumento complessivo del 7,0% negli arrivi e appena del 3,9% nelle presenze rispetto al 2024. Se andiamo a scomporre questo dato tra arrivi/presenze di turisti italiani e stranieri vediamo
– STRANIERI ( NON RESIDENTI): ARRIVI 2025: 301,644 (2024: 244,796), PRESENZE 2025: 1.473,258 ( 2024: 1.264,174). In pratica sono arrivati nel 2025 circa 57 mila turisti stranieri in piu’ rispetto al 2024. Abbiamo avuto un aumento del 23.22% degli arrivi. Pero’ i soggiorni sono aumentati di meno con il 16,5% delle presenze rispetto al 2024.
– ITALIANI (RESIDENTI): ARRIVI 2025: 1.186,245 ( arrivi 2024 1.141.164) + 3,9%- PRESENZE 2025: 5,090,162 ( presenze 2024 5.058.621) + 0,64. Quindi abbiamo una situazione nel 2025 immobile, stazionaria, stagnante per quanto riguarda il cuore del turismo. Cioe’ le presenze nelle strutture alberghiere da parte degli italiani
Esaminiamo brevemente questi due segmenti.
MERCATO ESTERO
La Regione enfatizza il dato degli arrivi e delle presenze straniere parlado di un 43,8% degli arrivi in piu’ e di 34% di presenze in piu’ rispetto al 2024. Nel calcolo inserisce tutto anche i dati delle strutture extralberghiere che, come abbiamo scritto sopra, sono poco attendibili per il 2024. Se limitiamo il campo sulle strutture alberghiere i numeri sono di gran lunga piu’ contenuti. Abbiamo infatti un 23,22% in piu’ degli arrivi e un 16,5% nelle presenze. Che ci sembrano dati molto piu’ vicini alla realtà. In ogni caso un aumento va registrato ma che è ancora poca cosa rispetto alle altre altre regioni del Sud partendo da Campania e Sicilia e arrivando alla Puglia. Nel rapporto la Regione ci dice che il tasso di internalizzazione è del 23,2% sul totale. In pratica su quattro turisti che arrivano in Calabria,quasi uno è straniero. Per capire la strada ancora da percorrere tenete conto che in Italia oltre il 50% delle presenze è di stranieri. In Puglia siamo passati dal 20% del 2015 al 41% del 2024 e ad oltre il 50% del 2025. In Sicilia già nel 2019 si era al 51%.
Comunque sempre la Regione ci dice che il primo mercato di arrivi in Calabria è rappresentato dalla Germania con 100.288 arrivi (21,0% della quota mercato) e 579.515 presenze (26,9% quota mercato). Poi abbiamo la Polonia con 41.352 arrivi e 189.004 presenze. E poi nell’ordine Repubblica Ceca, Svizzera, Regno Unito, Francia, Austria, Stati Uniti d’America, Canada, Belgio. Qui bisognerebbe capire come arrivano in Calabria. Quanti con voli di linea, quanti con low coast, quanti con charter dei tour operator, quanti in auto. Dai dati fornitici dalla regione abbiamo che su un totale 476.416 mercato estero nemmeno la metà (circa 200 mila) sono quelli arrivati da Paesi collegati anche con i voli low cost così ben finanziati dalla Regione Calabria. Ma non tutti questi come vedremo sono arrivati con i voli low coast.
DISTRIBUZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO
L’Istant Tourism ci dice che per il 2025 abbiamo avuto l’87% dei turisti che è arrivato in Calabria con l’automobile. Solo il 6% è arrivato con un volo, il 4% in camper, l’1,4 in bus, lo 0,8% in treno e lo 0,3% in nave. Questo dato smonta quasi tutta la narrazione della crescita del turismo in Calabria grazie alle politiche di incentivazioni fatte dalla Regione Calabria verso le compagnie low cost a partire dalla Ryanair. Naturalmente se avessimo i dati dei passeggeri in arrivo dall’estero con le compagnie low coast si potrebbe capire bene se i tanti contributi elargiti sono realmente produttivi o meno. In ogni azienda sana si fa sempre un rapporto tra costi e benefici. Anche per valutare se alcuni investimenti non sia piu’ produttivo destinarli ad altre iniziative.
MERCATO ITALIANO
Il mercato Italiano degli arrivi/partenze 2025 negli esercizi alberghieri è stazionario con un segnale preoccupante di calo. Gli arrivi da gennaio sono stati 1.186,245 con un aumento del 3,9%. Ma il dato piu’ preoccupante è che le presenze, che sono state 5,090,162 registrano un aumento insignificante dello 0,6%. La permanenza media perde lo 0,1%. Ma andando ancora piu’ nel profondo abbiamo che le perdite piu’ cospicue si registrano proprio nei mesi di Agosto e Luglio, i mesi che sono quelli che dovrebbero assicurare margini di utilità maggiore alle strutture. Se in primavera un soggiorno viene pagato 10, a luglio sarà pagato 60 e ad agosto 100. Ad agosto si arriva a 1.730.436 pernottamenti contro 1.729.277 del 2024. Un aumento nell’ordine dello 0,6%, e in luglio si registra un calo, si passa dai 1.449.189 del 2024 a 1.380.688 con una perdita di 68.501 pernottamenti pari al 4,37. Neanche giugno brllla piu’ di tanto si arriva a 720.091 presenze contro i 692.548 del 2024. In pratica si guadagnano 28.000 pernottamenti. Aver avuto un boom a gennaio del 17% e a maggio del 22,8% non recupera minimamente le perdite avute dagli albergatori nel cuore della stagione estiva. Proprio per i motivi che ho spiegato prima sui margini di utilità e i prezzi di vendita. E si tenga conto che già nel 2024 si era registrato un calo nelle presenze alberghiere rispetto al 2023 di 159,399 persone pari al 2,46% e negli arrivi di 68.332 persone pari al 4,7%.
COMPOSIZIONE MERCATO ITALIANO
L’altro grande investimento delle politiche turistiche del presidente Occhiuto puntava su uno sviluppo turistico in tutta Italia. Purtroppo anche nel 2025 ll turismo in Calabria rimane ancora un turismo di prossimità. La Campania è la regione che continua ad essere attratta dal nostro mare. Nel 2025 sono arrivati 378.500 campani con una quota di mercato del 24,00%. Cioè su 4 turisti che arrivano in Calabria uno arriva dalla Campania. Poi abbiamo il Lazio con 171.655 arrivi ( 10,9%), la Puglia con 163.053 ( 10.3%), la Sicilia con 169,633 ( 10,7%) , la Basilicata con 33.761. Il turismo interno di residenti in Calabria tocca 272.794 (17,3%). Il Nord Italia ancora è poco attratto dalla nostra regione e dalle nostre bellezze. Abbiamo la Lombardia con 121.733( 7,7%), il Veneto con 42,476 ( 2,7%), l’Emilia Romagna con 47,497 (3,0%), il Piemonte con 43.073 ( 2,7%). in pratica oltre il 70% dei turisti che arrivano in Calabria arrivano dalle regioni del Sud compreso il Lazio. E purtroppo arrivano per il mare…
CONCLUSIONI
Le conclusioni non possono che essere preoccupanti. Speranzosi per il mercato estero su cui c’è molto ma molto da fare. E assolutamente preoccupati per il mercato italiano. Dai dati esce fuori purtroppo l’Italia vera. Gli italiani in questi ultimi due anni sono stati costretti o a non andare in vacanze oppure a tagliare drasticamente i giorni di pemanenza. Altro che il quadro idilliaco che ci offrono il governo nazionale e il presidente Occhiuto. Da questi dati forniti dall’assessorato al turismo esce fuori un dato sociale difficle che nessuno coglie nell sua interezza. Poi ci si lamenta che gli italiani e i calabresi non vanno a votare. La seconda conclusione è che tutte le campagne promozionali e i grandi eventi, ad iniziare dal Capodanno Rai, voluti e programmati da Roberto Occhiuto saranno serviti a rafforzare la sua immagine ma di certo non hanno portato i turisti sperati negli esercizi alberghieri calabresi che sono stazionari da due anni a questa parte.
Manca una programmazione seria del turismo, degli eventi e della promozione. Manca soprattutto una politica seria che investa sulla difesa del territorio, dell’ambiente, del patrimonio storico e archeologico. Poi ci si lamenta che non riusciamo a portare turismo dal Nord Italia. Gli stessi arrivi in Calabria in gran parte da regioni limitrofe è la dimostrazione che le politiche di trasporto basati esclusivamente sui voli low cost, in particolare della Ryanair a cui è stata affidata anche la campagna promozionale sui social, ha prodotto pochissimi effetti positivi. Questo ci dicono i dati che ci consegna oggi la regione Calabria. Purtroppo la mancanza di altri dati non ci permette di valutare l’incidenza dei voli low coast sui mercati esteri. La mia sensazione è che per almeno il 50/60% questi voli siano utilizzati dai calabresi e dai sicilini per effettuare viaggi alla conoscenza delle città estere. In pratica la Regione incentiva le compagnie aeree per portare calabresi all’estero con tariffe basse aiutando in questo modo il Pil di quei paesi e non il nostro.
Il nostro continua ad essere un turismo di prossimità, un turismo balneare. Lo stesso rapporto ci dice che il 52,6% di turisti sceglie la Calabria per una vacanza balneare. Poi abbbiamo un 21% per l’enogastronomia, solo il 3,9% per tempo libero e sport. Un 12,9% viene per eventi culturali che se si pensa ai tanti milioni investiti in eventi di tutti i tipi cascano le braccie ed è l’ultima dimostrazione del fallimento delle politiche regionali sul turismo nel corso di questi anni. La Regione ha lanciato alla Bit di Milano la campagna 4 Seasons in Calabria. Io mi accontenterei di rafforzare in tutta la regione il turismo da Maggio a Ottobre e questo lo si puo’ fare se si punta su segmenti di mercato specifici. Piange il cuore leggere che solo il 6% dei turisti sono giovani dai 19 ai 25 anni. Così come non si puo’ leggere, che dopo tanti anni di investimenti, solo il 12,4% sono over 65 anni. Con il turismo piu’ ricco, quello degli anziani che si muove nei periodi di bassa e media stagione la Calabria non riesce a parlarci. Questo dicono i dati sul turismo in Calabria per il 2025. Ed è sempre la stessa tristissima musica.










