San Giovanni in Fiore, il Comune dei Pupi e il tramonto della dignità
Lettera aperta ai cittadini e ai “figuranti” di Palazzo Barone
C’è un limite oltre il quale il silenzio diventa complicità e la politica si trasforma in farsa. A San Giovanni in Fiore quel limite lo abbiamo superato da un pezzo. Quella che dovrebbe essere l’assise democratica della nostra città si è ridotta a un teatro dei pupi, dove i fili sono visibili a occhio nudo e i “manovratori” non si preoccupano nemmeno più di nascondersi dietro le quinte.
Siamo passati dalla gestione del “sindaco ombra” Ambrogio sotto l’era Succurro, al dominio assoluto del “plenipotenziario” super assessore Ambrogio. E nel mezzo? Il vuoto. Una sindaca facente funzioni, Claudia Loria, che sembra aver accettato con rassegnazione il ruolo di comparsa di lusso, prestando il volto a una scena occupata quotidianamente dai proclami e dalle promesse a tutto campo del solito regista.
L’umiliazione dei “Sissignore”
Ma il vero spettacolo deprimente è quello offerto da consiglieri e assessori di maggioranza. Uomini e donne ridotti a meri sollevatori di braccia in consiglio comunale. Persone elette per rappresentare i cittadini che, invece, hanno scelto di svendere la propria autonomia decisionale per un briciolo di visibilità o per il quieto vivere. Qual è la vostra proposta politica? Qual è il vostro sussulto di dignità? Siete diventati l’emblema dell’inermità: entrate in aula, alzate la mano a comando e tornate a casa, mentre il paese viene governato altrove, da chi non sembra avere a cuore il futuro di San Giovanni, ma solo il mantenimento di un feudo.
L’eccezione che conferma la regola: il caso Carbone
Per chi avesse dubbi sulla natura autoritaria di questo sistema, basta guardare cosa è successo a Patrizia Carbone. L’unica che ha provato a esercitare una funzione politica con autonomia e dignità è stata prontamente isolata e costretta alle dimissioni. Un segnale chiaro per tutti gli altri: chi pensa con la propria testa è fuori. E gli altri, i “sopravvissuti”, hanno preferito chinare il capo pur di non perdere la poltrona, accettando il ruolo di comparse mute.
Un risveglio necessario
Cittadini, è tempo di aprire gli occhi. Il paese è in vendita e chi dovrebbe difenderlo lo sta consegnando nelle mani di chi lo guarda come una terra di conquista dall’esterno. Questi “voltagabbana” della politica locale devono sentire il peso del giudizio della piazza. Non basta fare la sfilata nei giorni di festa se poi, nei palazzi che contano, si è solo dei “pupi” senza voce.
San Giovanni in Fiore merita amministratori, non figuranti. Merita una politica fatta di confronto, non di diktat. A questi signori che hanno svenduto la propria dignità per delle briciole, restano solo i loro proclami vuoti. A noi resta il dovere di non dimenticare chi ha preferito servire il padrone anziché la propria città.









