La relazione della Prefettura di Cosenza, così come quella del ministero dell’Interno, dedicano ampio spazio alle vicende del responsabile dell’area amministrativa del Comune di Altomonte Franco Garita. Eppure allo stesso Garita è stato rinnovato l’incarico da parte dei commissari prefettizi… Noi non possiamo fare altro che raccontare fatti e pubblicare atti che ormai sono di dominio generale…
Con riguardo a ciò che ha connotato l’azione amministrativa del Comune di Altomonte, la Commissione d’accesso segnala la vicenda riguardante l’assessore al patrimonio comunale, manutenzione e servizi esterni. Vicenda tratta dall’audizione dell’amministratore unico della società cooperativa sociale, che ha partecipato alla gara d’appalto indetta dal Comune alla fine del 2024 relativamente al trasporto e raccolta dei rifiuti, aggiudicandosela nel maggio 2025: dal verbale emerge che erano stati segnalati all’amministratore unico due nominativi da assumere presso la ditta, entrambi legati alla criminalità organizzata altomontese.
La valutazione dell’episodio richiede una premessa. Le ultime indagini sul conto del più volte citato Saverio Magliari, confluite in un procedimento penale della Direzione Distrettuale Antimafia, avevano consentito di accertare che questi aveva mantenuto il ruolo di capo indiscusso della realtà criminale di riferimento fino all’epoca immediatamente precedente la morte, curando e controllando in prima persona tutte le attività delittuose perpetrate dal sodalizio, con particolare riferimento a quelle inerenti il traffico di sostanze stupefacenti, con relazioni intessute con altre ‘ndrine e locali della provincia di Cosenza
(“FORASTEFANO” e “ABBRUZZESE” di Cassano All’Ionio – “RECCHIA” di Castrovillari – “ZINGARI” di Cosenza – “IMPIERI” di Castrovillari) e con il “locale” di Cirò, nonchè l’eredità criminale trasmessa a sodali e partecipi, tutt’oggi presenti sul territorio altomontese, tra i quali si annoverano il figlio, il fratello e alcuni nipoti…
Entrambi i nomi segnalati dall’assessore appartengono alla famiglia Magliari perché uno potrebbe essere il genero di Saverio Magliari (marito della figlia) in quanto aveva già lavorato al servizio di nettezza urbana per più di dieci anni al servizio della precedente Ditta e l’altro il figlio di Garita Carlo, fratello di Garita Franco e Cristian, nipoti di Magliari.
Nella relazione del prefetto si riepiloga il ruolo di Franco Garita, dirigente-responsabile dell’area amministrativa del Comune di Altomonte, in relazione al quale la Commissione d’accesso non ritiene esservi dubbi sul coinvolgimento e sulla vicinanza alla criminalità organizzata per i motivi che vengono cosi riassunti.
Franco Garita, nipote del defunto capo cosca di Altomonte in quanto figlio della sorella, assurge a fulcro dell’attività amministrativa dell’Ente in termini totalizzanti, prescindendo cioè dalle competenze di settore, e come tale è riconosciuto e considerato. Di questo suo
peculiare ruolo rendono testimonianza sia dipendenti che rappresentanti politici del
Comune. In tal senso un dipendente durante l’audizione dinanzi alla Commissione d’accesso: “È risaputo nel Comune che Garita è molto autoritario ed è sempre interessato al lavoro che svolgono gli altri settori… io credo che la segretaria comunale non abbia l’autorevolezza del suo ruolo. Garita tante volte sembra sostituirsi a lei. Gli altri dirigenti si limitano a svolgere il loro lavoro. Pure il sindaco e gli altri assessori si rivolgono quasi sempre a Garita anche quando riguardano temi di competenza di altri settori.
Analogamente i consiglieri di minoranza: “Abbiamo riscontralo dei condizionamenti di Garita
nei confronti della segretaria comunale. ln più di una circostanza, dopo aver fatto delle richieste formali in qualità di consiglieri di minoranza, la segretaria si riservava di darci una risposta, solo dopo essersi consultata con Garita. Anche in Consiglio più volte Garita ha dato indicazioni alla segretaria comunale su quello che avrebbe dovuto scrivere a verbale. Tale comportamento del Garita ha sempre avuto l’appoggio della Giunta Comunale”.
In tal senso anche la funzionaria dei Servizi demografici: “C’è un clima di terrore imposto da Garita su tutti i dipendenti comunali. Invade anche gli altri settori al punto da imporre le sue decisioni sugli altri dirigenti. Questo suo atteggiamento è risaputo all’interno della casa comunale e naturalmente ne è a conoscenza anche il sindaco che non agisce. Ogni volta che mi rivolgo alla segretaria comunale per risolvere un problema, la stessa si rivolge immediatamente al Garita e si adegua alle sue decisioni più importanti all’interno del Comune le prende Garita. Mi risulta che durante i consigli comunali interviene anche per problematiche che non sono attinenti al suo settore”.
E’ finanche il Segretario del vicino Comune di San Donato di Ninea a segnalare l’atteggiamento impositivo del Garita, dal momento che questi aveva colà svolto le funzioni di responsabile del servizio amministrativo per effetto del C.d. “scavalco di eccedenza”: in occasione di una discussione avuta per alcune prestazioni da lui rivendicate, testimonia il Segretario, l’atteggiamento è stato “non metterti contro di me”, di tipo intimidatorio, infatti
l’ho fatto uscire dalla stanza”.
L’atteggiamento predominante del Garita viene testimoniato anche da un imprenditore che riferisce di un immotivato rinvio di un esito di gara per il servizio idrico comunale dopo un consulto dei commissari di gara nell’ufficio del funzionario, pur non avendo questi alcuna formale attribuzione per la trattazione della materia.
ln altra gara invece, quella per l’affidamento del servizio di gestione della mensa scolastica, Garita ha partecipato attivamente con il ruolo di Ru.p. nonostante la sussistenza delle condizioni per l’obbligo di astensione, dal momento che il coniuge risultava —come risulta attualmente- prestare servizio alle dipendenze della ditta aggiudicataria.
Al riguardo, la Commissione d’accesso ricorda che più disposizioni normative e la stessa Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) con più delibere, per ultimo la n. 63 del 08.02.2023, hanno precisato gli obblighi gravanti sui soggetti legati da vincolo parentale o di affinità, configurandolo quale potenziale condizione conflittuale. Ciò induce a considerare che, attesa la preesistenza del rapporto di dipendenza lavorativa del coniuge dall’impresa concorrente, Garita si sarebbe dovuto astenere dallo svolgimento delle funzioni di R.u.p., mentre non è stata rinvenuta alcuna dichiarazione in tal senso da parte dell’interessato…









