Che i Dirigenti Scolastici respirino un’aria di insofferenza di fonte a chi si oppone al loro strapotere è cosa ormai risaputa. Quando vengono definiti “sceriffi” non ci si allontana molto dalla realtà dal momento che la Legge sulla “Buona Scuola” e l’Autonomia Scolastica ha conferito loro maggiori poteri dispiegando, con il passare degli anni, il rischio concreto di autoritarismo e di riduzione degli spazi di dibattito. I malumori che si raccolgono tra gli operatori scolastici, spesso vessati, derisi ingiustificatamente, delegittimati, fanno parte di un vissuto quotidiano molto preoccupante. Come corollario a tutto ciò assume forte preoccupazione quanto si legge in una nota inviata dal sindacato DirigentiScuola in cui chiedono agli Uffici Scolastici Regionali di non dare seguito a quelle segnalazioni provenienti dalle RSU o dai sindacati nei loro confronti.
Ritenendo che vi siano anche in Calabria Dirigenti scolastici aderenti a questo sindacato, la lettera denota una impronta culturale di un Dirigente scolastico padrone della scuola e delle sue prerogative in grado di eludere tutte le regole democratiche anche quelle di essere sottoposto a visite ispettive se queste dovessero provenire, come dice la nota, da RSU e da OO.SS. Il Dirigente scolastico, secondo il sindacato viene posto al di sopra di ogni controllo legittimo da parte degli organismi competenti. Ma c’è dell’altro, rivendicano sempre più pieni poteri, magari anche quello di poter scegliere il personale da assumere o di licenziare quel personale non azzerbinato e contrastivo ai loro diktat o addirittura farsi scudo di comportamenti che violano le più elementari norme contrattuali.
Riteniamo che la nota sia aberrante poiché alimenta una ostilità nei comportamenti delle RSU, organo scolastico di controllo e democraticamente eletto e delle OO.SS. garanti dei contratti nazionali. Eppure sono così rare le segnalazioni che provengono dai sindacati “maggiormente rappresentativi”, più impegnati spesso a presentarsi come interlocutori affidabili e tranquilli verso dirigenti delle scuole e dell’Amministrazione che a fare denunce!
Questa nota evidenzia un portato culturale e politico tendente a svilire il ruolo dei corpi intermedi, di fare della contrattazione decentrata un momento non più di controllo, di verifica accurata e delle ricadute che dispiega all’interno di ogni scuola, ma di elargizione di somme economiche a chi decide il dirigente scolastico. Tutto ciò, purtroppo, mette in luce un disegno sempre più arrogante e antidemocratico nei confronti del sistema scuola, che ha sì molti problemi da risolvere, ma che non può lasciarsi scivolare in una deriva autoritaria.
Sarebbe auspicabile che gli Uffici Scolastici regionali respingessero totalmente il contenuto della nota, poiché rappresentativa di una gravità intollerabile, in cui viene confermata la piena preoccupazione ormai non più tacite da parte dei lavoratori della scuola nei confronti dei Dirigenti scolastici. Se ne facciano una ragione i promotori di questa nota: i loro Dirigenti scolastici non sono e non possono considerarsi al di sopra della legge e delle ispezioni ministeriali, anche per loro vige la regola che devono sottostare alle norme democratiche e che se pensano di liberarsi dei fastidiosi laccioli utili ad intervenire nei loro confronti sul loro operato provando a fare pressione con una nota sugli uffici scolastici regionali. Sappiano che la Scuola non si farà intimidire e né tantomeno accetterà passivamente il dispotismo imperante. Anzi, sarebbe preferibile che uffici regionali dessero seguito anche alle semplici segnalazioni, che spesso contengono verità incontrovertibili, proprio nei confronti di quei Dirigenti scolastici responsabili di atteggiamenti non conformi alle regole democratiche.
USB Scuola Cosenza









