In Consiglio si discuterà la “rottamazione” delle entrate comunali.
Noi lo diciamo chiaramente: andare incontro a chi è davvero in difficoltà economica è doveroso. Chi ha perso il lavoro, chi ha avuto un crollo del reddito, chi ha attraversato un periodo duro non può essere trattato come un evasore.
Ma c’è una linea rossa che non accettiamo di oltrepassare:
questa misura non può trasformarsi in un premio agli evasori seriali, a chi non paga da anni per scelta, a chi ha usato il contenzioso come strategia, a chi aspetta la prossima sanatoria.
Perché diciamolo senza giri di parole: le casse comunali sono state messe in ginocchio anche da questi comportamenti.
E quando i bilanci traballano, a pagare non sono i “furbi”: pagano tutti i cittadini con servizi più scarsi, manutenzioni rinviate, investimenti bloccati, tasse che pesano sempre sugli stessi.
La nostra posizione è semplice e concreta: – aiuto vero e selettivo per chi dimostra difficoltà (criteri oggettivi, tipo ISEE e rate sostenibili); – nessun regalo a chi è recidivo e ha accumulato debiti per scelta; – tutela dell’equità fiscale: chi paga regolarmente non può essere penalizzato; – sostenibilità finanziaria: prima di approvare, servono numeri chiari su impatto, residui, cassa e FCDE.
Noi non siamo contro la rottamazione “a prescindere”.
Siamo contro la rottamazione fatta male e regole vaghe, che rischia di essere percepita come un favore, di aumentare l’ingiustizia e di indebolire ancora di più il Comune.
Cariati ha bisogno di queste due semplici regole: solidarietà verso i fragili, fermezza verso gli evasori. È questo l’equilibrio che difenderemo in Consiglio.









