A due anni dalla morte di Beatrice Celia, il procedimento giudiziario entra in una fase significativa. Per il 18 marzo è stata infatti calendarizzata l’udienza che rappresenta un passaggio chiave nell’inchiesta sulla giovane, trovata senza vita la mattina del 17 marzo 2024 all’età di 22 anni: ne dà notizia Catanzaro Informa.
Fin dall’apertura del fascicolo, la Procura ha escluso una lettura immediata e lineare dell’accaduto come suicidio, optando invece per l’ipotesi di morte in conseguenza di altro reato. La dinamica dei fatti, ritenuta non del tutto coerente con la personalità della ragazza e con il contesto familiare, ha alimentato dubbi condivisi anche dai genitori Elena e Andrea, che sin dall’inizio hanno respinto la ricostruzione del gesto volontario. In questo quadro, le indagini non sono mai state archiviate e hanno continuato a svilupparsi nel tempo.
Gli accertamenti attualmente in corso coinvolgono diversi ambiti specialistici. Proseguono le analisi biologiche e genetiche sui campioni prelevati, mentre ulteriori verifiche riguardano i dati contenuti nel telefono cellulare della giovane. Proprio dalle attività di natura informatica sarebbero emersi elementi ritenuti meritevoli di approfondimento, tra cui l’aggancio alla zona dell’abitazione di celle telefoniche riferibili a utenze estranee al nucleo familiare.
Un dettaglio che potrebbe aprire nuove ipotesi investigative. Saranno ora le risultanze tecniche, insieme alle relazioni dei consulenti di parte e dell’esperto nominato dal GIP, a delineare con maggiore chiarezza lo scenario: dall’eventualità di un gesto autonomo a quella di un’azione indotta, fino all’ipotesi più complessa di un intervento di terzi, con la possibile messa in scena di un suicidio.









