venerdì, Febbraio 27, 2026
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Catanzaro. Crac Fondazione Betania, arrestato Zummo per bancarotta e autoriciclaggio. Sequestrati 644 mila euro, 7 indagati

Un imprenditore originario della Sicilia, Marco Zummo della fondazione Karol Betania, è stato posto agli arresti domiciliari con il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali e professionali, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Catanzaro e condotta dalla Guardia di Finanza. Al centro dell’inchiesta una ONLUS della provincia di Catanzaro, attiva nei servizi socio-sanitari e assistenziali, già in stato di liquidazione giudiziale. Le indagini hanno ricostruito una dinamica fondata sulla creazione di un nuovo soggetto giuridico, la newco Karol Betania, nella quale sarebbe confluita esclusivamente la parte operativa della onlus in liquidazione giudiziale. Della nuova società l’imprenditore siciliano risulta amministratore delegato.

Secondo quanto emerso, l’ente, insolvente dal 2016 e con debiti tributari e previdenziali superiori a 19 milioni di euro, sarebbe stato svuotato attraverso la creazione di una nuova società (newco), alla quale è stata trasferita la parte operativa senza alcun corrispettivo per quattro anni, con un mancato introito stimato in oltre 4,2 milioni di euro. L’operazione avrebbe consentito di sottrarre beni e attività alla ONLUS, favorendone il fallimento. Le indagini hanno inoltre evidenziato presunte condotte di autoriciclaggio e drenaggio di liquidità dalla newco verso una società per azioni riconducibile allo stesso imprenditore, senza giustificazione economica. Il Giudice per le indagini preliminari ha disposto anche il sequestro preventivo della newco e di oltre 644 mila euro, somma corrispondente agli utili conseguiti tra il 2022 e il 2023.

L’indagine ha dunque evidenziato che l’operazione ha avuto gli effetti sostanziali di una vera e propria cessione di ramo d’azienda, poiché alla newco è stata trasferita anche e soprattutto la titolarità degli accreditamenti con il Servizio sanitario regionale. Accreditamenti considerati dagli investigatori “primari e necessari allo svolgimento dell’attività aziendale”, nonché alla base dei principali flussi di ricavo. Secondo la Procura, l’intera operazione sarebbe stata preordinata ad abbandonare la Fondazione Betania al fallimento, salvaguardando invece la continuità dell’attività produttiva e reddituale nella nuova società. Oltre a Zummo, sono sette gli indagati nell’inchiesta: Biagio Amato, Antonio De Marco, Vincenzo Arturo Grillo, Giuseppe Leone, Vincenzo Cesare Pelaia,  Pietro Puglisi, Ivan Rauti.