di Riccardo Colao
PRIMO TEMPO – Qui al Ceravolo non son proprio le “cinque della sera” – per menzionare – a giusta ragione – Garcia Lorca ma un quarto d’ora dopo le 17 “o’clock” (per gli amici lettori britannici o anglofili “catanzaristi”). È l’orario ufficiale che consente all’arbitro Zanotti di aprire le ostilità in un clima decisamente invernale. Fischia il vento e infuria la bufera anche di sabato. Nei giorni precedenti il forte impegno del dio Pluvio e quello del fratello Eolo, han generato piogge a dirotto, forti raffiche di tramontana e temperature ostiche per le articolazioni. Così che l’antico stadio del capoluogo offre – con sprazzi di nebbia e doccia a catinelle – una location alla Wembley. Il Mantova, avversario che s’affronta nella gioiosa (almeno quella) ricorrenza del Valentines’Day non appare difficile da domare. I precedenti rivelano: 6 vittorie, 5 pareggi e 13 sconfitte. Vista la data odierna (14 febbraio) in concomitanaza, non è da escludere l’avvenire della quattordicesima …
Il mister virgiliano Modesto (di cognome) e un po’ più presuntuoso nei fatti (viste le dichiarazioni di pre partita) ha dovuto ridisegnare la retroguardia (causa la squalifica di Cella); si è però avvantaggiato dei rientro di Radaelli. Le sue speranze di far risultato, per sottrarsi alla legge dei play-out, son riposte negli ex Buso e Mancuso e magari su Marras. Intanto perviene la notizia della vittoria del Modena sulla Carrarese e così i “canarini” si “appollaiano” sul ramo dei 40 punti e ora al “Catanza” non resta che andarsene in fuga per la vittoria e restituire il sorpasso.
Parte di gran carriera il Mantova che già neppure dopo 38” ha la palla giusta sul piede di Ruocco favorito dall’indecisione di Pigliacelli: il pallone finisce fuori. Poi mentre la nebbia è lei a farla da padrona mangiandosi tutte le visuali possibili dalla nostra postazione è lo zar a svettare di testa e a bucare Bardi. Raccontiamolo questo gol che è frutto di una scorribanda di Liberali che si libera bene con classe e stile dei mastini che lo tampinano e serve D’Alessandro. Sulla fascia sinistra il giallorosso corre e crossa. Il resto lo compie Pietro che ad opera compiuta sorride beffardo e soddisfatto.
La nebbia che sale sui non irti colli catanzaresi aumenta lo spessore al punto che l’arbitro, il riminese Zanotti non può esimersi dall’interrompere le fasi di gioco per consentire un suo diradamento. Scorrono i secondi che si trasformano in minuti, poi finalmente l’aria appare più pulita e si riparte col Mantova che le tenta tutte pur di recuperare lo svantaggio. Trascorre poco più di una mezz’ora duante la quale assistiamo (per modo di dire) a interventi decisi da parte dei virgiliani sovente puniti con calci di punizioni. Molto volume e tanto pedalare da una parte all’altra, assembramenti a centrocampo ma i portieri restano quasi sempre inoperosi. Poi se c’é qualcuno che rischia qualcosina quello è il vigile Pigliacelli ma Brighenti e Antonini (che se la intendono alla grande) non garantiscono corridoi ai vari Marras, Mensah o Ruocco.
Al 38′ il “Catanza” raddoppia. C’é il solito controllo e scambio di Liberali che spadroneggia e impera. Questa volta preferisce servire direttamente Iemmello che sgancia verso Pontisso in corsa. Il suo tiro s’infrange con violenza sul palo ma la forza è tale da farlo carambolare al di là della linea di porta. 2 a 0 e palla al centro mentre mister Modesto trova riparo sconsolato sulla poltroncina della panchina.
La nebbia scompare e si dilegua come non fosse stata mai presente e finalmente il gioco del Catanzaro splende e diverte il pubblico sotto la luce artificiale dei riflettori ma anche sotto una pioggia fitta e incessante. Il Mantova cade nella rete del possesso palla e dei passaggi veloci (quasi sempre di prima) degli schemi “Aquilani” e il “Catanza” appare invincibile sino allo scadere del tempo regolamentare. Al 42′ ancora Liberali serve D’Alessandro che brucia i difensori e s’invola verso la porta avversaria. Il suo tiro rabbioso viene deviato in corner dal pipelet mantovano (è l’ora di Bardi) che evita il 3 a 0. Vengono assegnati quattro minuti di rigore e proprio nell’ultimo istante il Mantova reclama un penalty ma sia l’arbitro che il Var optano per il tuffo dell’attaccante biancorosso e si va – finalmente – al riposo negli spogliatoi.
SECONDO TEMPO – Ad onore del vero di una cronaca che non è stata ricca di episodi eclatanti c’é da rilevare che la partita ha avuto un senso quasi solo per il Mantova teso costantemente alla ricerca del pareggio. I ragazzi di Aquilano però non si sono fatti mai sorprendere e quando Pigliacelli attento e preciso non si è fatto beffare dai tiri dalla distanza ci ha pensato la traversa a dire no alla giravolta di Mucci. Poi dovremmo elencare i tantissimi falli commessi dal diavolo nero Dembelè che ha il record dei colpi proibiti rifilati a Iemmello, a Petriccione, a Liberali …insomma un po’ a tutti gli attaccanti e centrocampisti giallorossi senza meritarsi neppure uno straccio di ammonizione. L’arbitro Zanotti che ha dovuto pignoleggiare in fatto di interruzioni ha elargito un giallo solo al povero allenatore mantovano Modesto (che di fatto è un cittadino nativo della “Calabria Saudita”). Il suo torto? Aver protestato a lungo per alcuni episodi che secondo lui avrebbero dovuto essere giudicati a favore dei ragazzi da lui allenati. Non bisogna dimenticare che i Giallorossi erano reduci da due partite disputate in precedenza a stretto giro e quindi con poco riposo e le energie – come il manzoniano coraggio – chi non ce l’ha non se le può dare. La prova di forza tuttavia è stata vinta dalle Aquile di Aquilani che hanno saputo controllare bene gli avversari gestendo il pallone e smistandolo quasi sempre di prima senza starci troppo a ragionare vista l’asfissiante marcatura degli ospitati. L’impegno del Mantova non è da sottovalutare e ci si meraviglia come questa formazione debba trovarsi nelle zone povere della classifica. Proprio la volontà dei virgiliani di andare sempre e comunque all’attacco nobilita ancora maggiormente la vittoria catanzarese perché conseguita contro avversari che hanno lottato ad armi pari senza mai cedere sotto il profilo psicologico. Auguriamo loro di allontanarsi presto dalle zone minate e comunque di raggiungere la salvezza.
CONCLUSIONI – Il “Catanza” con questa bella e netta vittoria si riprende la titolarità del quinto posto e riscavalca il Modena. 9 punti nel giro di una settimana del calendario appaiono un forte ricostituente per generare entusiasmo e speranza. Palermo e Monza appaiati a 48 punti sono lontani e al momento la possibilità di fiatare sul loro collo appare compito non facile. Poi nel calcio (come nella politica) tutto è possibile. Il prossimo turno vedrà i Giallorossi a Chiavari per la sfida all’Entella per il 21 di febbraio. A voi amici lettori del quotidiano l’Italiano e a quelli di “Iacchitè” – immancabile megafono sui social che amplifica le nostre cronache – giunga il tradizionale, sincero e consueto: giallorossamente vostro da...
Riccardo Colao
IL TABELLINO DI CATANZARO – MANTOVA 2 – 0
MARCATORI: 5′ IEMMELLO (Cz), 38′ PONTISSO (Cz)
US CATANZARO 1929 (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Antonini, Brighenti; Favasuli, Pontisso (78′ Buglio), Petriccione, D’Alessandro (70′ Frosinini); Liberali (70′ Pompetti), Nuamah (78′ Alesi); Iemmello (93′ Koffi). All.: Aquilani
MANTOVA 1911 (3-4-2-1): Bardi; Dembélé, Meroni, Castellini; Maggioni (57′ Radaelli), Trimboli, Wieser (70′ Muci), Gonçalves (57′ Benaissa); Ruocco (70′ Mancuso), Marras; Mensah (7′ Kouda). All.: Modesto
DIREZIONE ARBITRALE: Andrea Zanotti di Rimini (nella foto sottostante); assistenti Giacomo Monaco di Termoli e Matteo Pressato di Latina; quarto ufficiale Enrico Gemelli di Messina. Al Var Marco Monaldi di Macerata; Avar: Giacomo Paganessi di Bergamo.











