venerdì, Febbraio 27, 2026
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“Catanzaro. Ma cosa è successo a Talerico? Cronaca di un’ascesa bloccata e di un regolamento di conti”

Gentile direttore,

come lei ben sa la Città di Catanzaro è la città più massomafiosa d’Italia, dove i colletti bianchi vanno a braccetto con la politica e viceversa la sera vanno a cena con i peggiori gruppi loschi d’affari. Di recente, la Città dei tre colli è stata presa d’assalto da una serie di vicende politiche che ne stanno riducendo l’immagine in modo molto notevole a discapito di altre Città calabresi che ormai hanno preso il volo (vedi Reggio Calabria e Cosenza). Ma i problemi che stanno travolgendo la Città, non sono solo politici, ma anche di altra natura se non fosse che in molti casi s’intrecciano con varie analogie in personaggi che provano a stare a galla su più fronti.

Il caso emblematico è quello che ha fatto finire alla ribalta di tutti i media locali e nazionali l’Ordine Degli Avvocati Catanzarese, dove per come si apprende dalla stampa gli inquirenti stanno verificando circa l’effettiva certezza di un ammanco di molte centinaia di euro. Soldi distratti e utilizzati con artifizio per scopi personali da alcuni consiglieri dell’ordine e non di certo per spese destinate alla gestione dell’organo stesso. Come già raccontato in precedenza, in tutti i bar di Catanzaro, soprattutto in quelli nel perimetro del Tribunale, di Corso Mazzini e di Piazza Anita Garibaldi nel quartiere Lido, si dice che quel nome corrisponde ad Antonello Talerico, già consigliere regionale, consigliere del Consiglio Nazionale Forense e consigliere comunale di Catanzaro, già presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro.

Sarebbe lui, secondo quanto denunciato nell’esposto della tesoriera, ad avere usato la carta di credito del Consiglio dell’Ordine con la quale ha effettuato acquisti per sé stesso, con la compiacenza e il benestare della presidente Vincenza Matacera. Peraltro – nel chiacchiericcio della Città – si dice che Talerico era legatissimo alla tesoriera che avrebbe commesso le sottrazioni in danno del Consiglio, tanto da averne sponsorizzato la candidatura quale sindaco di Cropani, comune a poca distanza da Catanzaro, candidatura poi non andata a buon fine per l’errata presentazione della documentazione.
Del resto, Antonello Talerico non ha mai nascosto che il Consiglio in carica fosse sua espressione, rivendicandolo pubblicamente.

Nel medesimo esposto la tesoriera segnalerebbe che nel corso della perquisizione presso il suo studio, il consigliere Vittorio Ranieri, già presidente del Movimento Forense, avrebbe violato le garanzie costituzionali che presiedono gli accertamenti compiuti presso gli studi legali, abbandonandola immediatamente, per come dalla stessa documentata dalla produzione del verbale di perquisizione. Questi sono i nomi che non sono stati fatti. Nonostante la strenua difesa del Consiglio, che si è arroccato senza rassegnare le dimissioni richieste a gran voce dal Foro nel corso dell’assemblea del 29 dicembre 2025, la Procura della Repubblica continua a indagare a largo raggio, esaminando anche i conti della Fondazione Forense, di cui Tesoriera è Jole Le Pera, già capostruttura (ben remunerato) di Talerico quando era consigliere regionale.

L’avvocato Antonello Talerico di Catanzaro, ci dicono i ben informati  è molto nervoso e lo capiamo benissimo. Non si sarebbe mai aspettato che una sua amica, collega e sostenitrice come Daniela Rodolà, “ormai leggendaria tesoriera dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro”, mettesse in piazza tutte le magagne interne al fantastico mondo forense catanzarese. E invece è accaduto, eccome se è accaduto. Si è autodenunciata ma ovviamente ha tirato con se diversi nomi eccellenti. Per molte settimane, grazie anche alla (buona stampa con notevoli interferenze politiche) dell’avvocato Talerico, gli aspetti più sconcertanti della denuncia di Daniela Rodolà ma soprattutto i nomi erano rimasti sotto traccia.

Questo suo nervosismo nasce anche dal malessere politico che lo attanaglia da ormai qualche mese perché, come tutta la Città racconta, è rimasto intrappolato nel suo stesso partito dove è stato silurato alle recenti elezioni regionali, e oggi  è stato addirittura costretto a depositare la propria firma per la decadenza del sindaco Fiorita (di cui è stato sostenitore) insieme a quella del fedelissimo Francesco Assisi (detto fuffì) al quale, è stato promesso che andrà a ricoprire un ruolo di dirigente presso l’Asp di Vibo Valentia.

Ma la cosa che gli ha provocato un ulteriore malessere  è quella di dover raccontare una verità distorta rispetto alla realtà e vi spieghiamo il perché. Tutti sanno che nel periodo in cui la procura di Catanzaro era guidata dal procuratore Gratteri era proprio il Talerico, all’epoca presidente dell’Ordine degli Avvocati, il principale “suggeritore” di nomi e cognomi di soggetti afferenti alle operazioni (spesso fallimentari) dello stesso Gratteri. E oggi si trova addirittura a dover fare una campagna politica a favore del Si per il prossimo referendum di marzo andando in contrapposizione a quanto sempre detto e denunciato.

E a questo punto cito direttamente Iacchite’. “… Da giovedì 15 gennaio, dunque, deve essere accaduto qualcosa. E infatti proprio il 15 gennaio Antonello Talerico rompe gli indugi e si reca alla Guardia di Finanza per querelare Daniela Rodolà, accusandola di avere denunciato falsità e di averlo diffamato. Attenzione, però. Nessuno è al corrente di questa sua iniziativa e soprattutto perché si sia deciso solo il 15 gennaio a varcare la soglia della caserma della Finanza. Deve avere avuto notizia di qualche “movimento!” sospetto e la conferma arriva il giorno dopo perché noi di Iacchite’, come di sicuro anche altri organi di informazione, riceviamo una lettera nella quale si chiariscono quali sono i nomi che i media di regime che tengono ancora nascosti.

Vi confessiamo che questa lettera, datata appunto 16 gennaio, noi l’abbiamo vista soltanto sabato sera 17 gennaio perché era andata a finire nelle… spam. Ma una volta che l’abbiamo letta, non abbiamo avuto dubbi sull’opportunità della pubblicazione. Non tanto per la firma che portava (i giornalisti hanno il segreto professionale e di conseguenza noi proteggeremo questa fonte anche… sotto tortura!) ma per quanto denunciava. E la lettera, pubblicata ieri, l’hanno letta tutti e non è neanche il caso di ritornarci. Va da se che Talerico, a quel punto, visto e considerato che i buoi erano scappati dalla stalla per… colpa di Iacchite’ ha deciso di rendere pubblica la denuncia alla sua ex amica e di rimproverarci perché “copriremmo!” qualche suo “nemico” che aveva tutto l’interesse a far uscire quello che per settimane era stato nascosto ovvero il coinvolgimento di Talerico in questa faccenda.

Oggi invece ci piace ricordare che solo fino a qualche mese fa l’atmosfera tra Antonello Talerico e Daniela Rodolà era del tutto idilliaca, tanto che la Rodolà, ad aprile dello scorso anno, era stata candidata a sindaca di Cropani anche e soprattutto in “quota Talerico”. A Catanzaro lo sanno e lo dicono tutti, è di dominio pubblico. Poi la lista che era stata presentata fu ricusata per alcune irregolarità formali e così Daniela Rodolà dovette rinunciare al sogno di entrare in politica sotto le insegne dell’allora amici Talerico. L’intoppo, tuttavia, non aveva creato problemi tra di loro. E così oggi siamo agevolmente in grado di pubblicare una testimonianza fotografica del loro ancora ottimo rapporto di amicizia fino ad appena tre mesi fa, ottobre 2025, in occasione delle recentissime elezioni regionali. Talerico appare sorridente insieme alla tesoriera Daniela Rodolà e anche a Jole Lepera (tesoriera della Fondazione Forense), che a quanto si legge sarebbe oggetto di verifiche… anche lei. Come potete constatare, il messaggio scritto in calce alla foto è inequivocabile: le tesoriere facevano il tifo per il loro caro amico Talerico e nulla lasciava presagire quello che sarebbe accaduto”.

E qui mi permetto di “azzardare” qualche ipotesi. Forse la mancata elezione dell’avvocato catanzarese ha rovinato qualche piano? Forse qualche patto è stato infranto? Forse Forza Italia meglio conosciuta come Forza Mafia non ha garantito l’avvocato? Forse i compari di merenda dell’eletto Polimeni (Costanzo, Levato, Lobello e compagnia cantante) non vanno a genio all’avvocato forzista catanzarese? Forze oggi non può essere il “giustiziere” di nessuno di loro causa trasferimento del buon Gratteri? Noi non abbiamo risposte ma raccontiamo fatti, ma come diceva qualcuno a pensar male ogni tanto ci si azzecca. Alla prossima! Di seguito allegati i link degli articoli dai quali ho preso spunto, per approfondire il racconto già ampiamente esposto da Voi con ulteriori informazioni provenienti dall’ambiente politico e professionale della città.

https://www.iacchite.blog/lettere-a-iacchite-catanzaro-lordine-degli-avvocati-e-i-media-di-regime-omertosi-ecco-i-nomi-che-nessuno-osa-fare/

https://www.iacchite.blog/catanzaro-faida-allordine-degli-avvocati-quando-talerico-rodola-e-le-pera-erano-amici-per-la-pelle/