Si fa sempre più complicato il caso dei pontili nel porto del capoluogo di regione. I diportisti si sono infatti visti recapitare una lettera della Carmar srl con la quale la società, che ha gestito due specchi d’acqua nell’ultimo biennio, li invita a rimuovere le proprie imbarcazioni, facendo leva sulle pendenze giudiziaria davanti al Tar con il Comune. La vicenda è quella, ormai arcinota, del “no” del settore Patrimonio di Palazzo De Nobili alla richiesta di rinnovo della concessione avanzata dalla società crotonese. Il Tar non ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata da Carmar che ora potrebbe – ma ancora non ha mosso passi ufficiali – rivolgersi al Consiglio di Stato, in attesa dell’udienza di merito nella quale “giocarsi” tutto. La società ha ripreso il contenzioso esistente con il Comune nella missiva ai diportisti, sottolineando che l’ente ha “inserito all’ultimo minuto l’ipotesi della facoltà discrezionale di poter fare altro sulla nostra concessione, evitando ancora una volta di affrontare le presunte difformità a noi imputate”.
Sulla scorta di ciò ha dunque deciso di rimuovere le imbarcazioni, “in attesa di far valere i nostri diritti nelle sedi opportune”. Peraltro, Carmar chiede anche di essere messa a conoscenza della data di rimozione di ciascuna imbarcazione per valutare la posizione con i pagamenti dei proprietari e corrispondere così eventuali rimborsi. Dunque, potrebbe esserci chi ha pagato il posto barca 2025 senza avere certezze sul rinnovo della concessione.
A Palazzo De Nobili l’aria che tira non è delle più serene, anche se si tiene a ribadire che si sta lavorando a soluzioni che possano dare risposte concrete. Alcuni esponenti della maggioranza non nascondono una certa preoccupazione di fronte al complicarsi di un quadro così intricato che potrebbe creare – e lo sta facendo – malcontento tra i diretti interessati: almeno i 170 diportisti più gli operatori diretti e dell’indotto.
Se il piano originario era quello di avere pronti i pontili di Catanzaro Servizi (ma la conferenza per i pareri è ancora in corso e lo sarà fino al 22 giugno) e le aree di alaggio e varo, per le quali sono in corso le verifiche sui documenti dell’unica partecipante alla gara, si può dire che nulla di quanto previsto si è ancora concretizzato.
I diportisti sono sul piede di guerra e pronti ad azioni di protesta. L’associazione “Amici del Porto di Catanzaro” ha promosso due sit-in nei giorni scorsi, ora guarda alla Prefettura per chiedere un tavolo di confronto assieme a Comune e Carmar per provare a trovare una soluzione concreta e a breve termine. La speranza è quella di avere risposte prima che le barche vengano trasferite in altri porti calabresi, sempre ammesso che altrove si trovino ormeggi disponibili. Fonte: Gazzetta del Sud









