di Riccardo Colao
PRIMO TEMPO – Non c’é il “Pitta” all’annuncio delle formazioni che scendono in campo ed Aquilani è “costretto” a schierare assieme, per la prima volta, i due gioielli: LIberali e Cisse. Poi il fuoriclasse (che dopo una giravolta di mercato infinita – con un colpo del Diavolo è stato acquistato dal Milan ma lasciato in giallorosso, almeno sino a fine torneo) si procura uno strappo muscolare. Prova comunque a restare in campo ma quando si rende conto che è tutto inutile lancia la spugna. Lo rimpiazza il rode Nuamah. Siamo al 17′ e non abbiamo assistito al gran football che ci si attendeva qui al Ceravolo. Tanta carica, molta volontà, forte concentrazione nella zona di centrocampo. Languono le occasioni di rilievo e nonostante l’impegno di chi va su e giù nell’arena il taccuino è tutt’altro che ricco di dati salienti. Se proprio vogliamo rifarci alla cronaca spicciola è stata la “Reggia” (all’8′) a flirtare con sua maestà il gol. Rivediamolo al rallenty questo episodio: assistiamo al salvataggio miracoloso di D’Alessandro che devia sopra la traversa un tap-in a porta vuota di Lambourde…
Poi è il “Catanza” ad aumentare i giri del motore. La pressione costringe gli ospitati ad erigere murate difensive. Sono due le linee nello scacchiere granata ad opporsi alle invenzioni dello zar Iemmello e del regista Petriccione. Ma al 29′ è Liberali ad interpretare la parte del protagonista. Il diciannove fuoriclasse scuola “MIlan” che a tanti ricorda il “Golden Boy” degli anni ’60, Gianni Rivera vede spiovere il pallone ed è lesto a gestirlo con il petto anticipando il felino Bozhanaja… e quando si rende conto di aver conquistato il possesso della sfera di cuoio la scaraventa, col sinistro, all’angolino basso dove Seculin non può impedire che varchi la linea di porta. Ciak si segna ed è il Catanza a passare finalmente in vantaggio con il primo gol in serie B di Liberali. Un calciatore che avrebbe dovuto (ma è solo una nostra convinzione) fare prima il suo ingresso nell’orchesta titolare diretta dal maestro Aquilani.
“Reggia” doma? Ma non diciamo eresie. I Granata emiliani non si considerano battuti e reagiscono con impeto alla ricerca del pareggio. La difesa catanzarese regge bene alla tensione e controlla. Pigliacelli ben amministra le varie opportunità anticipando, quando possibile, in prese aeree. Poi si scivola verso la fase finale del primo tempo. AL 41′ un cross di Liberali per Iemmello consente allo “zar” di elevarsi e colpire di “capoccia”: il pallone non è di quelli velenosi e al di là del gesto tecnico non accade nulla. Ed invece è la “Reggia” al 43′ grazie all’improvviso e rapido contropiede ad avvicinarsi al pareggio con l’insanziabile Gondo, che però a parte il thrilling in tribuna non produce effetti neppure collaterali. Promosso ai massimi livelli nazionali da un biennio, l’arbitro Perri – a nostro avviso – ha ben diretto la prima parte del match. Allo scoccare del 45′ assegna quattro minuti di recupero, la cui amministrazione, da una parte e dall’altra delle due rive, è solo pura accademia.
SECONDO TEMPO– Il ritorno dagli spogliatoi riconferma le formazioni di apertura. Il fuoco del “Catanza” infiamma il match. Spira forte la forza del Dio Eolo e il fattore “V” è a vantaggio del “CaaLa “Reggia” disposta dal Davide Dionigi sul tema del contropiede è costretta alle corde. Almeno sin quando non assistiamo al raddoppio dei Giallorossi. Stavolta è Iemmello a inventarsi l’assist che consente, al 52′, a D’Alessandro di galoppare verso la porta difesa da Seculin. Il primo tentativo di batterlo s’infrange sulle chiappe di un difensore, ma il secondo controllo lo favorisce. Il “D’Ale” si scopre in corsa nella posizione ottimale per bucare il portiere granata. 2 a 0 e palla al centro.
Il tripudio dei supporters catanzaresi oltrepassa gli spalti ceravoliani: non v’é dubbio, veramente, “che bello è“!. La dea Nike pare occhieggiare al di là delle tribune e il suo sorriso spingerebbe persino l’apertura della “goleada”. La “Reggia” si rende insidiosa ma non è più disposta, sul manto verde, nella primitiva versione di mister Dionigi. Il trainer emiliano tenta di porre rimedio con alcune sostituzioni e l’antagonista Aquilani non è da meno. Dal 57′ al 65′ s’assiste al valzer delle panchine: fuori Paz e Bozhanaj, dentro Girma e Rover; poi esce Charlys ed entra Belardinelli; in casa “Notiello” (mezzo Noito e mezzo Iemmello) sen va sentendosi idolatrare Antonini e Liberali ed è la volta di Frosinini e Pompetti a scatenare l’applauso spontaneo delle orde barbariche giallorosse.
La doppietta catanzarese è un antidoto contro la depressione e un’iniezione di pura fiducia. Le Aquile volano e i granata non fanno più paura. Tuttavia c’é sempre ancora tantissimo tempo per poter gettare l’ancora e tirare in remi in barca. L’approdo nel porto della dea Nike è a vista ma c’é necessità di stringere i denti e di battersi ad armi pari contro le furie emiliane. Tuttavia è giusto riconoscere che esiste molta differenza di potenzialità tecnica e di aspetti qualitativi tra le due formazioni. Ed è quella di Aquilani a rischiare di andare oltre al risultato già acquisito. Ci provano Iemmello (tantissime volte) e ancora Pompetti, D’Alessandro. Ci provano pure Gondo e Girma dall’altra parte della barricata. Ci prova pure l’arbitro, l’ottimo Perri ad allungare l’agonia del match assegnando addirittura otto minuti di recupero e quando emette il triplice fischio non è una liberazione ma la constatazione che a vincere oggi è stato il “Catanza” ricco di idee, gagliardo e tosto, forte della convinzione di voler andare avanti nel migliore dei modi e cioé ritornando a vincere!
CONCLUSIONI – Ci piace pensare che il successo odierno del “Catanza” appartenga un po’ a tutte le componenti del club giallorosso. Tifosi sugli spalti da una parte; fattore che non ha mai lesinato la vicinanza e il calore ai beniamini perdonando di tutto. Aspettando, con pazienza, il ritorno alla vittoria che oggi si è presentata in tutta la sua grande, esplosiva bellezza, ha di fatto cementato l’unità che consente di prosperare nell’ambiente condito da “anema e core“. Arrivano così due nuovi record da annotare: primo gol di Liberali in serie B e prima vittoria del 2026 e scusate se è poco, incassiamo un trittico di punti salutari che consente ai giallorossi di superare Modena e Juve Stabia piazzandosi al 6° posto in piena zona play off. C’è ben poc’altro da aggiungere. Qui dal Ceravolo in festa mentre le Aquile si uniscono all’esultanza sotto la curva Capraro e – per oggi – è tutto! A voi amici lettori del quotidiano l’Italiano e a quelli di “Iacchitè” che non manca mai di segnalare le nostre cronache, giunga il tradizionale, sincero e consueto: giallorossamente vostro da…
Riccardo Colao
CATANZARO-REGGIANA 2-0
MARCATORI: 28’ pt Liberali (C), 6’ st D’Alessandro (C)
CATANZARO (3-4-2-1): Pigliacelli; Antonini (20’ st Frosinini), Iemmello, Petriccione; Liberali (20’ st Pompetti), Pontisso (30’ st Koffi), Brighenti, Favasuli; D’Alessandro, Cisse (18’ pt Nuamah e 30’ st Rispoli); Cassandro. A disposizione: Marietta, Esteves, Jack, Verrengia, Alesi, Di Francesco, Buglio. Allenatore: Aquilani
REGGIANA (3-4-2-1): Seculin; Papetti, Bozzolan (1’ st Tripaldelli), Rozzio; Paz (11’ st Rover), Charlys (20’ st Belardinelli), Bozhanaj (11’ st Girma), Gondo; Reinhart, Libutti; Lambourde (29’ st Novakovich). A disposizione: Micai, Vallarelli, Quaranta, Vicari, Bonetti, Mendicino, Fumagalli. Allenatore: Dionigi
ARBITRO: Perri
RECUPERO: pt 4’ ; st 8’
ANGOLI: Catanzaro 2 – 10 Reggiana
AMMONITI: 34’ pt Bozzolan (R), 38’ pt Papetti (R), 28’ st Nuamah (C), 38’ st Novakovich (R)









