Oggetto: TFR non pagato, decreto ingiuntivo ignorato e liquidazione ferma – Caso Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini Meridionali del Cosentino lavoratore Sig. Rosario Giannone.
Spett.le Redazione,
Mi chiamo Rosario Giannone, Con la presente intendo segnalare una vicenda di estrema gravità sotto il profilo giuridicо, amministrativo e sociale, che riguarda il mancato pagamento del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) da parte del Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini Meridionali del Cosentino, nonostante la cessazione del rapporto di lavoro sia avvenuta in data 30 giugno 2023.
Dopo inutili solleciti e a fronte del perdurante silenzio dell’Ente, sono stato costretto ad adire l’Autorità Giudiziaria, ottenendo regolare decreto ingiuntivo nei confronti del Consorzio, divenuto titolo esecutivo. Successivamente, prima dell’avvio della procedura di liquidazione coatta amministrativa, ho proceduto anche a pignoramento presso terzi nei confronti dell’istituto bancario del Consorzio. Tuttavia, la banca pignorata ha dichiarato l’assenza di disponibilità finanziarie, rendendo di fatto inefficace l’azione esecutiva, nonostante il Consorzio continuasse e continui – a sostenere spese per compensi e gestione, inclusi quelli riconosciuti al Commissario liquidatore. A seguito della soppressione dei consorzi di bonifica e dell’avvio della liquidazione coatta amministrativa, con Deliberazione di Giunta Regionale n. 344 del 10/07/2025 e Decreto del Presidente della Regione Calabria n. 76 del 04/12/2025, è stato nominato Commissario liquidatore il Dott. Vittorio Zupо.
Ebbene, alla data odierna il Commissario liquidatore Dott. Vittorio Zupo non ha posto in essere alcun atto concreto volto alla liquidazione del mio TFR, né risulta abbia dato seguito all’esecuzione di un credito già accertato giudizialmente. Ancora più grave, non risulta una presenza effettiva e continuativa dello stesso negli uffici del Consorzio, circostanza che contribuisce a una paralisi totale della procedura liquidatoria.
La situazione appare paradossale e inaccettabile: un lavoratore con titolo giudiziale esecutivo non viene pagato; una banca dichiara assenza di fondi; nel contempo il Commissario liquidatore viene regolarmente retribuito per il proprioincarico.
Tale condotta determina una palese disparità di trattamento, una compressione dei diritti dei lavoratori e solleva interrogativi rilevanti sull’uso delle risorse disponibili, sulla trasparenza della gestione liquidatoria e sul rispetto delle priorità stabilite dall’ordinamento.
Con la presente chiedo pubblicamente:
1. perché un credito assistito da decreto ingiuntivo non sia stato soddisfatto;
2. come sia possibile che non vi siano fondi per i lavoratori, ma vi siano risorse per compensi e gestione commissariale;
3. quali atti abbia effettivamente adottato il Commissario liquidatore dalla data della sua nomina;
4. quali siano i tempi certi per la liquidazione del TFR dovuto.
Rendo disponibile alla Redazione tutta la documentazione comprovante quanto sopra:
⚫ atti di cessazione del rapporto di lavoro; decreto ingiuntivo e atti di pignoramento; risposte della banca; documentazione amministrativa e previdenziale.
Autorizzo espressamente la pubblicazione del mio nominativo, confidando che la Vostra attenzione possa contribuire a ristabilire legalità, trasparenza e rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori.
Cosenza, 14/01/2026
Rosario Giannone









