venerdì, Febbraio 27, 2026
Home AREA URBANA Cosenza Cosenza. Writer fantasma imbratta i muri dell’Annunziata: “Occhiu’, a sanità unn’è ca..u...

Cosenza. Writer fantasma imbratta i muri dell’Annunziata: “Occhiu’, a sanità unn’è ca..u tua!”

QUESTO E’ UN ARTICOLO DI SATIRA… PURTROPPO NESSUNO HA FATTO QUELLA SCRITTA CHE E’ SOLO…. LA VERITA’

COSENZA – Amaro risveglio questa mattina per le Guardie Giurate Che custodiscono l’entrata dell’ospedale della città bruzia alla consueta apertura dei cancelli. Un writer ha imbrattato con una bomboletta spray, nella notte la facciata principale dell’Annunziata. La facciata dell’ospedale interessata dalle scritte

Una frase di protesta in dialetto, piazzata tra le finestre come se l’ospedale avesse deciso di farsi tatuare la frustrazione collettiva. Le scritte non sono a portata di braccio. Sono alte. Secondo l’ipotesi più accreditata, sembrerebbe che il writer si sia calato dall’alto, magari adoperando una imbracatura di quelle usate nella cosiddetta edilizia acrobatica. Certo è che nessuno ha visto o si è accorto di nulla. Gli inquirenti stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere. Frame per frame. Zoom su ogni ombra sospetta.

Per ora, pare che nei video si intraveda solo un gatto che attraversa la scalinata, una foglia che vola e un’ombra che potrebbe essere chiunque… o nessuno. Il commissario De Salazar, anche lui tirato giù dal letto alle luci dell’alba, ha inviato sul posto l’intera “Dussmann“, l’azienda addetta alle pulizie sanitarie del nosocomio, con l’ordine di rimuovere il tutto, prima che la frase diventi sfondo di ogni selfie davanti all’ospedale. Il presidente Occhiuto, destinatario dello scarabocchio murale si dice stupito ed amareggiato… proprio ora che la sanità stava in leggera ripresa.

Intanto il writer fantasma è già entrato nel folklore urbano e nelle grazie del popolo. C’è chi parla di arte urbana. C’è chi parla di esasperazione sociale.

E mentre qualcuno prepara secchi d’acqua e solvente, la città discute più della scritta che delle liste d’attesa. La facciata verrà comunque ripulita. Le indagini continueranno. Ma una cosa è certa: quando i muri iniziano a parlare in dialetto, significa che qualcuno ha finito la pazienza in italiano.