venerdì, Febbraio 27, 2026
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Crotone e la bonifica. Conferenza dei Servizi: ecco cosa hanno detto dentro la stanza chiusa al Ministero dell’Ambiente

DENTRO LA STANZA CHIUSA

Fonte: U’Ruccularu

Roma. Ministero dell’Ambiente. Conferenza dei Servizi sulla bonifica del SIN. E per la prima volta un associazione di cittadini. A rappresentare l’inedito evento ci sono Giuseppe Trocino e Roberto Salerno. Dentro quella stanza si è vista una cosa che a Crotone conosciamo bene: il sindaco che parla. E il sindaco che conta. E come sempre, Non sempre coincidono.
Perché se nel 2026 siamo ancora in attesa di un progetto completo, se si discute ancora di perimetri da includere o escludere, se si rinvia di altri 45 giorni, allora una domanda diventa inevitabile: Cosa hanno prodotto, fino ad oggi, queste conferenze di servizi?
Se ogni volta si riparte da zero, significa che qualcuno ha sempre dettato la linea. E quel qualcuno non è il Comune.
Tanto meno Enzo Voce che ha sempre affermato di andare alle conferenze dei servizi dettando la linea, mostrando i muscoli, petto in fuori e pugni(anche) sul tavolo.
Per poi scoprire che “u petto” è “i palumma” E che non conosce neanche l’ordine del giorno.

ENI DETTA, IL TERRITORIO RINCORRE?
Se la variante presentata da Eni riduce le aree da bonificare, se si tenta di escludere parti già incluse, se si parla implicitamente di discarica di scopo all’interno del sito, allora la questione non è tecnica. È politica. Chi guida il processo? Chi decide davvero?
Perché se la linea cambia, e cambia sempre nella direzione più conveniente per chi deve bonificare, significa che il tavolo non è un luogo di imposizione pubblica ma di mediazione continua. E in una mediazione continua, chi ha più forza contrattuale vince. Tradotto: vince Eni.

LA DOMANDA CHE NESSUNO FA
Esiste una pre-riunione politica prima della Conferenza dei Servizi?
Esiste un confronto informale tra amministrazione ed Eni prima del tavolo ufficiale?
Non abbiamo prove. Ma la domanda è legittima.
Perché quando si entra in una sede istituzionale impreparati o con posizioni che sembrano già allineate, il dubbio nasce. E quando il rappresentante di ISPRA fa capire che non tutti i presenti hanno capito davvero il loro ruolo il problema diventa ancora più grave.
Perché ISPRA non è opposizione. È un ente tecnico. Se il sindaco appare impreparato lì, il problema non è comunicativo. È strutturale. Vuol dire che da 6 anni a rappresentare Crotone ci va chi non capisce assolutamente nulla di bonifica a quanto pare, anzi, capisce di più di scavi milionari.
Intanto però, l’associazione Cittadini Liberi che avrebbero dovuto solo udire, è riuscita invece a strappare a sorpresa un risultato importante: screening sulla popolazione.
Se è la promessa sarà mantenuta lo si vedrà con il tempo.
Da oggi in avanti la narrazione sulla conferenza dei servizi potrebbe radicalmente cambiare.

IL VERO NODO: LA DISCARICA DI SCOPO
La prospettiva più inquietante è questa, ma anche quella che tutti si aspettano con questa classe politca: se il soil mixing diventa la soluzione unica e irrinunciabile, se la rimozione viene progressivamente ridimensionata, se il risultato finale è una discarica di scopo dentro il sito, allora bisogna fare le domande giuste. Chi la costruirà? Chi gestirà i lavori? Quali ditte saranno coinvolte? Chi movimenterà tonnellate di materiale? Chi controllerà il ciclo?
Quali rifiuti accoglierà? Chi deciderà se sarà satura o meno? Cosa diventerà dopo la bonifica? Perché la bonifica non è solo ambiente. È appalto. È economia. È potere.
E qui si capisce il sindaco a doppia faccia. C’è il sindaco che parla di salute. E c’è il sindaco che deve governare interessi economici enormi.

IL POTERE INVISIBILE
La vera questione è questa: se il Comune non è in grado di imporre una linea chiara e definitiva, se nel 2026 si discute ancora di perimetri, se il territorio non ha certezze, allora il sindaco non è il decisore. È un intermediario. E quando un sindaco diventa intermediario, il potere si sposta altrove. Nel ministero. Nelle grandi aziende. Nei circuiti economici che ruotano intorno ai lavori. E questo è il punto politico più grave: un sindaco che non ha la forza o la competenza per imporre la tutela assoluta della salute pubblica diventa, di fatto, funzionale agli equilibri esistenti. Diventa una pedina su una scacchiera in una partita più grande di lui. Non serve gridarlo. Basta guardare i risultati. Siamo nel 2026. Il progetto completo non c’è. Le aree vengono ridotte. Il TENORM salta fuori. A Maggio scade la possibilità di trasferire i rifiuti. Si parla di discarica.
E Crotone aspetta, ancora, e muore, in silenzio. Il silenzio uccide…non solo ai capannoni Ciliberto.