Il doppio sindaco e il potere invisibile
Fonte. U’Ruccularu
La vicenda di Agenda Urbana, via Israele, Fondo Gesù e via Acquabona non è solo una questione tecnica.
Secondo Giuseppe Trocino, è la manifestazione di un metodo politico.
Nell’ultima parte dell’intervista, l’avvocato non si limita più a discutere di rettangoli gialli spostati, rimodulazioni e verbali regionali.
Va oltre.
Dice apertamente che a Crotone il potere non è diffuso, non è collegiale, non è partecipato.
Fa nomi. Vincenzo Voce, sindaco. Sandro Cretella, vicesindaco. Luca Bossi, per il PNRR. E poi elenca gli assessori – Angela Derenzo, Pollinzi, Nicola Corigliano – sostenendo che, politicamente, conterebbero poco o nulla. Per l’esattezza trocino afferma: “valgono zero riporto zero”. Noi aggiungiamo che oltre a Valere politicamente zero l’incapacità politica non solo non porta risultati ma alla lunga crea dei danni. Lascia macerie.
In poche parole: l’incompetenza politica ha un prezzo altissimo che pagano i cittadini in termini di gestione di risorse e di servizi mancanti. Secondo Trocino, la catena decisionale sarebbe concentrata. Verticale. Non democratica nel senso sostanziale del termine. Il Consiglio comunale – afferma – non rappresenterebbe più il luogo del confronto, ma una platea silente. È un’accusa pesante.
Non riguarda un singolo atto amministrativo, ma la struttura stessa del potere locale.
E poi c’è la Conferenza dei Servizi. Il solmixing. La tecnica scelta per la bonifica.
In diretta si chiede spiegazioni pubbliche, tecniche, senza fogli, senza slide.
Si Vuole sapere perché quella tecnologia, perché ora, e chi lavorerà su quei cantieri.
Non si formulano accuse dirette, ma si pone una domanda che pesa più di una denuncia:
“Gli amici degli amici?”
È il punto in cui la bonifica ambientale incrocia gli interessi economici.
Dove il cantiere non è più solo terreno e cemento, ma milioni di euro, affidamenti, subappalti, scelte operative.
Infine, la stoccata più politica: il trasformismo.
Trocino invita a mostrare al sindaco i suoi video pre-2020, quando gridava al disastro ambientale, quando parlava di pericolo per l’Europa intera.
E si chiede cosa sia accaduto dopo l’elezione. Perché oggi la narrazione è opposta: niente allarmismi, dati ISTAT alla mano, rassicurazioni continue.
Non è una questione personale, ripete. È una questione di coerenza. Ma la coerenza, in politica, è la prima vittima quando si entra nei palazzi. E così, mentre i fondi vengono rimodulati, i rettangoli si spostano e le conferenze dei servizi si convocano, resta una domanda sospesa sopra la città: Chi decide davvero? E soprattutto: nell’interesse di chi?









