venerdì, Febbraio 27, 2026
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Crotone. “Parlare di amianto è un dovere civico e morale”: alcune domande al preside del Liceo Gravina

Il comunicato del Dirigente del Liceo “G.V. Gravina” non prende le distanze da una “strumentalizzazione”, ma da una realtà scomoda: la presenza di un grave rischio ambientale a poco meno di 300 metri dall’istituto scolastico, in un’area che coinvolge studenti, famiglie, docenti e personale scolastico.

Parlare di amianto non è un atto ideologico, né una forzatura comunicativa: è un dovere civile e morale, soprattutto quando riguarda luoghi frequentati quotidianamente da minori.
Caro Dirigente, le rivolgiamo alcune domande senza scadere nella polemica convinti che bisognerebbe remare tutti nella stessa direzione:
quale sarebbe stato concretamente il danno parlarne ai ragazzi?
quale danno avrebbe prodotto effettivamente informare i ragazzi prima dell’ingresso?
promuovere consapevolezza, prevenzione e diritto alla salute può davvero rappresentare un danno educativo? Ci faccia capire! La risposta è semplice: nessun danno.
L’unico “rischio” che si corre in questa città è la consapevolezza. Ed è proprio quella che, in questa città, sembra fare paura a tutti.
Nel comunicato afferma che la scuola promuove coscienze critiche, educa alla partecipazione civica, forma cittadini consapevoli, ma, nello stesso tempo si prendono formalmente le distanze da una iniziativa pubblica, civica e di denuncia ambientale.
Considera davvero “inopportuno” parlarne davanti agli studenti, perché sono sbagliate le modalità? Quindi, è il metodo sbagliato e non la sostanza.
Le diciamo con molta franchezza: questo non è dialogo educativo, ma una ritrazione istituzionale che non Le riconosciamo per preparazione e attaccamento ai ragazzi.
Richiamare laboratori su Antica Kroton o attività culturali generiche per giustificare l’assenza di una presa di posizione su un rischio sanitario attuale appare a dir poco “fuorviante”.
La storia è fondamentale. La salute lo è di più.
L’amianto non è un tema astratto, né simbolico. È una emergenza sanitaria riconosciuta, con vittime, dati epidemiologici e responsabilità precise.
La scuola, non può essere impermeabile al territorio, neutra di fronte a un rischio ambientale concreto ed evidente, silenziosa per “tutelare serenità”.
La serenità non si tutela col silenzio, ma con la conoscenza.
Negando il confronto con i ragazzi non li ha protetti, li ha disarmati.
Un silenzio che conosciamo molto bene in questa città, ed il meccanismo è sempre lo stesso: se non se ne parla, non esiste. Come la mafia ha presente?
Se si denuncia, si disturba. Se si crea consapevolezza, si “strumentalizza”.
È lo stesso schema che per decenni ha permesso disastri ambientali e omissioni istituzionali. Noi non ci fermeremo. La nostra iniziativa non ha violato la scuola e non ha disturbato la serenità di nessuno ma sicuramente ha acceso una riflessione nei ragazzi. Un punto di domanda: perché?
Difendiamo il diritto alla salute, il diritto di vivere in un territorio sano. Diritto che ci è stato insegnato proprio negli stessi istituti dove Ella oggi ricopre il ruolo da Dirigente.
Il nostro intento era solo quello di parlare ai ragazzi, trasmettergli un messaggio chiaro e senza equivoci: il nostro futuro dipende da loro. Dalla loro coscienza critica e conoscenza.
Continueremo a fare le nostre iniziative civiche scevre da strumentalizzazioni come ha voluto fare intendere, perché siamo convinti che la consapevolezza non è il problema. È la soluzione.
Cittadini Liberi
Il Presidente 
Dott. Geol. Giuseppe Pirillo