«Questa volta saremo direttamente noi a seguire l’ennesima tragedia preannunciata dalla quale difficilmente ci rialzeremo». C’è rabbia e amarezza sulle sponde del Crati. Le comunità di Ministalla, Thurio e contrada Foggia di Corigliano Rossano, finite nella valanga di acqua e fango che li ha travolte, hanno mantenuto intatta la loro dignità e hanno deciso di riunirsi in comitato per levare una voce unica, univoca e forte a tutta la loro rabbia. Così è nato il comitato spontaneo “I Guardiani del Crati”.
Un nome che per altro rispecchia quanto questi uomini e donne hanno fatto in questi anni, controllare il Crati e i suoi fragili argini, chiedendo a più riprese di intervenire, senza però essere ascoltati. Tra di loro anche chi già 8 anni fa era stato colpito dalla prima esondazione del Crati. Ora il Comitato vuole esserci, a soprattutto vuole essere ascoltato e vuole interloquire con le istituzioni e cercando di capire se ci sono delle responsabilità, se questo disastro poteva essere evitato se solo quei lavori finanziati e annunciati fossero partiti. «Nonostante le grosse difficoltà che dovremmo affrontare, fanno sapere del comitato, questa volta noi non ci arrenderemo fin quando non saremo ristorati e il grande fiume Crati non sarà messo in sicurezza». Fonte: Gazzetta del Sud









