COMUNICATO STAMPA
Emergenza idrica a Cosenza: asili chiusi e salari decurtati. USB: “Inaccettabile che a pagare siano sempre lavoratori e famiglie”
COSENZA – La Federazione Provinciale di USB Lavoro Privato Cosenza interviene con durezza in merito alla prevista interruzione idrica che interesserà la città nei giorni 10 e 11 febbraio, e alla conseguente ordinanza di chiusura delle scuole, inclusi gli asili nido comunali.
Quello che si prospetta è un fatto grave, l’ennesimo, che non possiamo derubricare a semplice “disagio tecnico”. La chiusura degli asili nido per due giorni consecutivi rappresenta un colpo durissimo per il tessuto sociale ed economico della città, con ripercussioni che vanno ben oltre il disservizio idraulico.
Il costo sulle lavoratrici Le lavoratrici degli asili nido, molte delle quali iscritte alla nostra organizzazione sindacale, si trovano ancora una volta a essere l’anello debole della catena. La chiusura del servizio incide direttamente sulle loro giornate lavorative e, di conseguenza, su stipendi già bassi e spesso irrisori. Per questo personale, perdere due giorni di retribuzione (o essere costretti a consumare ferie forzate) in un momento di crisi economica come quello attuale è insostenibile. Non è tollerabile che le inefficienze strutturali si scarichino sulle buste paga di chi garantisce un servizio essenziale.
Il peso sulle famiglie e sulle donne Oltre al danno per le operatrici, il disagio si riversa a cascata sulle famiglie, in particolare su quelle dove entrambi i genitori lavorano. Ancora una volta, il prezzo più alto lo pagano le mamme lavoratrici, troppo spesso costrette a sacrificare la propria attività professionale, a prendere permessi non retribuiti o ferie per sopperire alla mancanza di un servizio pubblico fondamentale come l’asilo. In una città che dovrebbe tutelare l’occupazione femminile, queste interruzioni continue sono un ostacolo all’emancipazione e alla stabilità lavorativa delle donne.
Crediamo fermamente che in una città normale queste situazioni non dovrebbero accadere, e certamente non con questa allarmante frequenza. L’acqua è un bene primario, e la continuità scolastica un diritto.
Alla luce di quanto esposto, USB Lavoro Privato chiede con forza all’Amministrazione Comunale di Cosenza: Ristoro economico per le lavoratrici: Che il Comune stanzi immediatamente un bonus di supporto per le lavoratrici degli asili nido e dei servizi in appalto, a compensazione delle giornate lavorative perse o del mancato guadagno causato dalla chiusura forzata.
Interventi strutturali (Cisterne): Che si proceda senza indugio all’installazione di cisterne e autoclaves in tutte le strutture scolastiche comunali, capaci di garantire un’autonomia idrica di almeno 24 ore. È impensabile che nel 2026 un asilo debba chiudere per una interruzione programmata.
Responsabilità di Sorical e sgravi fiscali: Che il Comune chiami formalmente in causa Sorical per i danni legati a questi continui disservizi. Chiediamo che l’Amministrazione pretenda un risarcimento e che tali risorse vengano utilizzate per sgravare le tasse comunali (TARI/IMU) ai cittadini e alle famiglie che subiscono questi disagi, oltre che per finanziare gli interventi strutturali richiesti.
Non accetteremo più che la mala gestione delle risorse idriche venga pagata con i soldi e i diritti dei lavoratori e dei cittadini.
USB Lavoro Privato Cosenza









