Nota stampa Simone Celebre, segretario Generale Fillea CGIL Calabria
Si fa presto a dire grandi opere. Ma in Calabria, oggi, mancano cave, materie prime e semplificazione amministrativa.
I progetti sono pronti e le risorse stanziate, eppure mancano spesso le condizioni materiali per avviarli e completarli nei tempi previsti. Le cave attualmente autorizzate sono numericamente e logisticamente insufficienti a coprire il fabbisogno di materie prime necessario per la realizzazione delle opere strategiche già finanziate.
La Calabria possiede potenzialità naturali importanti, ma è anche un territorio complesso, segnato da una forte eterogeneità ambientale e da numerosi vincoli che limitano drasticamente l’individuazione di nuove aree estrattive. Proprio per questo le aree idonee e non soggette a vincoli devono essere considerate strategiche per lo sviluppo regionale. Non possiamo permetterci di trattarle come semplici pratiche amministrative.
A queste criticità si aggiungono i cronici ritardi della macchina burocratica e la carenza di competenze tecniche in molti enti locali. Tali lacune allungano i tempi di gestione, scoraggiano gli investimenti e complicano la programmazione delle imprese.
Il rischio concreto? Che le aziende siano costrette ad approvvigionarsi fuori regione. Uno scenario insostenibile perché comporterebbe un aumento considerevole dei costi, con ricadute dirette sia sulle aziende che sui cittadini. Inoltre, priverebbe la Calabria di una delle poche occasioni concrete di crescita economica e occupazionale, traducendosi in una perdita di valore, ricchezza e posti di lavoro.
Le associazioni datoriali su questo tema devono mobilitarsi insieme a noi e sollecitare tutte le aziende che si sono aggiudicati i lavori dei tratti della 106 tra Corigliano / Rossano – Coserie, Catanzaro – Crotone e il raddoppio della Galleria Santomarco. La legalità, la trasparenza e la disponibilità delle materie prime – sostiene – sono condizioni essenziali per lo sviluppo e per garantire una concorrenza leale e un’occupazione di qualità”.
In conclusione, la Fillea CGIL Calabria chiede l’apertura urgente di un tavolo regionale che coinvolga la Regione, le imprese, i sindacati e gli enti locali, per affrontare e risolvere un problema che rischia di paralizzare l’intero settore.
Parlare di grandi opere senza affrontare il tema delle cave è come progettare una casa senza avere i mattoni…









