IL MISTERO DELLA DIGA DI TARSIA, LA POLEMICA PROCIV-CONSORZIO E IL POPOLO INCAZZATO
Mentre la preoccupazione aumenta in tutta la Calabria per l’arrivo di una nuova perturbazione, non cessa la polemica sulla gestione dell’emergenza nella piana di Sibari nelle ore antecedenti e successive all’esondazione del fiume Crati.
A tal punto che oggi Domenico Costarella a capo della Protezione Civile in Calabria è stato costretto ad emettere un comunicato all’Ansa in cui tra l’altro afferma : “… Proprio per alleggerire questa pressione, venerdì scorso sono state chiuse le paratie della diga di Tarsia che hanno raccolto 8 milioni di litri cubi di acqua. “Un intervento che probabilmente è stato fondamentale per evitare vittime. Nei giorni successivi si è poi provveduto ad un rilascio molto ma molto lento….”. Nella giornata di ieri Il Consorzio di Bonifica della Calabria aveva rilasciato un comunicato sulla stessa vicenda. Ricordiamo non più tardi di qualche anno fa, i Consorzi di Bonifica furono sciolti e commissariati dal Presidente Occhiuto accusati di essere dei baracconi clientelarI e fu istituito il consorzio unico regionale. Alle ultime elezioni regionali Occhiuto ha presentato il nuovo Consorzio di Bonifica come un orgoglio della sua molto presunta azione riformatrice.
In un primo momento il Consorzio aveva tentato di diffidare l’ondata di polemica con un comunicato di diffida: “AD ONORE DEL LAVORO DI UOMINI CORAGGIOSI SI DIFFIDA QUALSIASI OPERAZIONE DI SCIACALLAGGIO”. La minaccia di querele e denuncie non avrà prodotto alcun esito e il Consorzio è stato costretto a spiegare a sua volta cosa fosse successo con un lungo comunicato che potete trovare sulla pagina facebook dello stesso Consorzio. In concreto il Consorzio non ammette che le paratie della Diga di Tarsia fossero state chiuse nella giornata di venerdi mattina, come invece adesso ammette Costarella. Il Consorzio infatti scriveva: “Si specifica che le paratoie della traversa di Tarsia Non sono state chiuse completamente, ma le stesse sono state movimentate esclusivamente con una funzione di regolazione e attenuazione dei volumi in ingresso, nei limiti della quota massima di invaso autorizzata dal Ministero”.
E qui nasce la prima domanda: le paratie sono state chiuse o solamente movimentate nella giornata di venerdi mattina? Siccome Occhiuto si vanta dello spirito di collaborazione istituzionale che si è avuto in questi giorni non sarebbe male se due istituzioni da lui riporatte sotto il suo controllo fornissero la stessa versione. Per riassume quanto è successo. Nella giornata di venerdi mattina la paratie della diga di Tarsia sono state chiuse. Questa operazione ha portato alla raccolta di 8 milioni di litri cubi di acqua, come dice Costarella. Non reggendo questo volume enorme successivamente le paratie sono state riaperte contribuendo ad allargare la piana di Sibari.
La seconda domanda nasce spontanea: la chiusura delle paratie è stata un’operazione corretta? Costarella e la Prociv asseriscono di si, anzi questa scelta ha salvato vite umane: “… un intervento che probabilmente è stato fondamentale per evitare vittime”. Oppure è stata un’operazione sbagliata? Secondo alcuni le paratie non potevano essere chiuse nel periodo invernale. E tutto ciò scaturirebbe dallo stesso Piano di emergenza della diga dove si afferma che l’invaso non è progettato per bloccare le piene, a valle il Crati ha una capacità limitata. Il Piano di Emergenza, sostiene questa tesi, dice chiaramente che le paratoie devono rimanere tutte aperte nei periodi dall’autunno all’inverno. D’altronde lo stesso comunicato del Consorzio di Bonifica dice chiaramente che la traversa «non è deputata alla laminazione delle piene» e che «avrebbe dovuto limitarsi a osservare il transito delle portate più rilevanti».
Gli interrogativi con conseguente polemica non nascono dall’azione incalzante dell’opposizione o delle associazioni ambientaliste, ma dall’opinione pubblica. Se andate a leggere i commenti sotto il comunicato del Consorzio di Bonifica troverete osservazioni, non da leoni da tastiera, ma da parte di cittadini responsabili che vogliono sapere cosa sia successo e non accettano più le versioni alla Occhiuto della serie; come siamo stati bravi noi. Riportiamo la voce del popolo. Se qualcuno si sente diffamato puo’ querelare anche noi. Forse sarebbe meglio dare risposte ai tanti interrogativi che la gente pone.
Cristian C…. : Abbiamo letto con attenzione il Vostro comunicato relativo alla gestione della Diga Traversa di Tarsia. Pur prendendo atto delle spiegazioni tecniche fornite, non possiamo non evidenziare che, al di là delle formulazioni burocratiche e dei richiami alle competenze ministeriali e agli enti coinvolti, resta un fatto concreto e innegabile: un’intera popolazione è stata messa in ginocchio. Case allagate, aziende devastate, famiglie economicamente compromesse. Nel Vostro comunicato si parla di “regolazione”, “attenuazione”, “quote autorizzate”, “monitoraggi continui” e “sinergia istituzionale”. Tuttavia, sul territorio della Sibaritide si sono registrate numerose rotture di argini e criticità strutturali che da tempo vengono segnalate e che attengono direttamente alla manutenzione ordinaria di fossi, canali e opere di bonifica.
Non può passare il messaggio che l’evento sia esclusivamente riconducibile a un fenomeno straordinario, quando la manutenzione preventiva delle infrastrutture idrauliche è compito preciso del Consorzio, che puntualmente richiede e incassa contributi dai consorziati.
La popolazione non chiede comunicati autocelebrativi né rivendicazioni di “assenza di vittime” come unico parametro di successo. Chiede responsabilità, trasparenza e interventi strutturali concreti.
Si chiede pertanto:
• pubblicazione integrale dei dati tecnici relativi alla movimentazione delle paratoie (orari, livelli, portate in ingresso e in uscita);
• apertura di un tavolo pubblico con i cittadini e le imprese danneggiate.
Scaricare l’intera responsabilità su un evento meteorologico straordinario non è sufficiente quando le infrastrutture territoriali mostrano evidenti fragilità.
La fiducia si costruisce con i fatti, non con i post sui social.
In attesa di un riscontro concreto.
Distinti saluti.
Alessandro S… : Avete monitorato vero?? Piove da 1 mese siamo tutte le settimane con allerta meteo arancio e il bacino come mai era pieno e diga chiusa?? Se c’era una buona gestione e un buon monitoraggio avreste dovuto svuotare già da 10 giorni gradualmente con aperture misurate l’invaso in modo da far trovare il bacino nel momento di piena dei fiumi al 50% e si era evitato sia lo straripamento a monte che l’inondazione a valle con apertura di urgenza della diga strapiena.
Alberson… “Le paratoie erano chiuse e li anno aperte all’ultimo minuto e de successo tutto questo”.
Luigi A… “Sarà , ma doveva stare aperta completamente, invece avete prima allagato sopra, poi inevitabilmente siete stati forzati ad aprire sotto”.
Ferry M.. DITE QUEL CHE VOLETE È SUCCESSO QUEL POTEVA ESSERE EVITATO. GLI ALLAGATI RINGRAZIANO!!!!!!
Damiano P… : Non trovate giustificazioni. Alle ore 7 di mattina di venerdi la diga era chiusa. Il invaso era pieno come mai visto. Dovevate lasciarlo sempre aperto non chiuderlo e creare l enorme quantità che avete fatto accumulare nel invaso. Pollo avete aperto ed avete creato una valanga d’acqua. Siete incompetenti.
Emanuele R.. : Un testamento di parole di giri, per non dire pagheremmo per il disastro creato,la moda dell Italia della politica di tutti è colpa di qualcuno altro, tempeste temporali allerte meteo, è poi da una settimana prima il ciclone che si sarebbe abbattuto, anche uno stupido potrebbe arrivare a capire che per stare tranquilli doveva essere completamente svuotato nel più breve tempo, anzi il buonsenso doveva essere un rigagnolo completamente aperta,)le altre fesserie raccontatele a chi ha perso tutto per fortuna non c’è scappato il morto, evidentemente neanche in mano a cretini siamo il che è anche peggio
Salvatore D… “Ok alle spiegazioni, ma non dimostrate di avere avuto competenza, anzi siete responsabili del disastro, spero la procura apra un fascicolo e voi ne rispondiate per tutti coloro che hanno subìto danni e disagi per la vostra incompetenza
Luigi N… Recitate un mea culpa mea culpa.. avete in mano la soluzione dei problemi (DIGA) e non sapete usarla..Dio perdona loro che non sanno quello che fanno.









