LA “BIT DI MILANO” ALLA CASSANESE
Arriva puntuale come ogni anno la fatidica trasferta alla BIT di Milano: il momento che, almeno sulla carta, dovrebbe servire a tessere relazioni, promuovere il turismo e creare opportunità per Cassano.
Peccato che a Cassano sembri essere diventata la fiera dei selfie istituzionali. Già in passato era stato criticato Papasso, che approfittava della trasferta per farsi una gita in compagnia di amici ed amiche Cassanesi, anche se non ricoprivano nessun incarico pubblico, con tanto di foto ricordo per celebrare probabilmente il Beautiful Cassanese. Oggi la storia si ripete con un cambio di cast. Al posto di Papasso c’è Iacobini, che però non rinuncia a portarsi dietro tutta la sua famigliola politica. Ma il colpo più comico lo regala Luigi Guaragna: non solo presente, ma accompagnato dalla moglie Sofia Maimone, pronto a farsi immortalare in foto ufficiali, come se la fiera fosse una passerella familiare da social.
Ancora più curioso è l’elenco dei partecipanti dal consiglio comunale: l’unico presente è Stefano Pesce. Nessun criterio apparente se non la tessera di Forza Italia e la vicinanza a Gallo. Sarebbe stato molto più sensato portare un consigliere con esperienza nel settore turistico: almeno l’utile e il dilettevole si sarebbero uniti e la trasferta avrebbe avuto un senso concreto per Cassano.
E alla fine, cambiano i musicisti, ma la musica è sempre la stessa: l’addetto stampa del Comune, l’uomo di tutte le stagioni, che si adatta perfettamente a ogni amministratore, continua a dirigere il coro dei sorrisi e delle foto, senza che nulla cambi veramente.
Morale della favola: il metodo è invariato. Cambiano i volti, ma la gita, la passerella social e l’apparire rimangono immutati, mentre il bene del paese resta in secondo piano. Cittadini di Cassano, sorridete pure davanti alle foto, dietro ogni selfie c’è sempre qualcuno che cerca visibilità… e non necessariamente per il bene del territorio.









