venerdì, Febbraio 27, 2026
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“Le stragi di Stato nel Mediterraneo non sono finite a Steccato di Cutro”. A Paola “Colpo” depone una corona di fiori

NOTA STAMPA COLPO – Comitato di Liberazione Popolare – PAOLA 

Nelle ultime settimane, in seguito agli eventi climatici che hanno devastato il nostro territorio, abbiamo iniziato a fare il conto dei danni e degli investimenti necessari per mettere in sicurezza la nostra comunità.
A dare dignità alle vittime di questi giorni è stata invece Mediterranea Saving Humans, che ha lanciato una notizia capace di lasciarci senza parole.
Le testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia parlano dell’ennesima strage nel Mar Mediterraneo: oltre 1000 i dispersi.
Naufraghi. Uomini, donne, bambini. Nostri fratelli e sorelle che non avranno più un domani da sognare, immaginare, costruire.
Sulle coste del Tirreno cosentino, già segnate dall’incuria, il mare ci restituisce ancora una volta la vergogna della nostra tacita ipocrisia.

Le stragi di Stato nel Mediterraneo non sono finite con la tragedia di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023, dove sono stati accertati 94 decessi, di cui 34 bambini.
La notizia del ritrovamento di un corpo sulla spiaggia di Paola ci lascia sbigottiti, tramortiti da quella silenziosa accettazione che rischia di trasformare l’orrore in abitudine. Eppure, non si tratta di un episodio isolato: negli ultimi dieci giorni sono stati ritrovati cinque corpi sulle coste calabresi. Un dato che rende ancora più insopportabile questo silenzio e che dovrebbe impedire a chiunque di voltarsi dall’altra parte.
Tra gli obiettivi che il nostro circolo si è posto fin dall’inizio c’è quello di dare voce a chi sta ai margini, a chi una voce non ce l’ha, a chi — come in questo caso — viene tolto perfino il nome.

Abbiamo deciso di deporre una corona di fiori nel luogo del ritrovamento, per non dimenticare mai che le politiche xenofobe e razziste dei nostri governi hanno effetti reali sulle persone e sulle nostre vite.
Salvare vite deve essere il nostro obiettivo principale.
Le notizie che continuano ad arrivare, di ora in ora, della restituzione dei corpi ormai senza vita sulla nostra costa non può trovarci attori impassibili di una politica disumana e assassina.
Nella nostra città, in cui ogni anno si commemorano i morti in mare, è necessario pretendere verità e responsabilità per l’ennesima strage di cui il nostro mare è stato, ancora una volta, testimone.