Catanzaro e i media di regime omertosi
Da circa un mese ormai a Catanzaro c’è un gran chiacchiericcio sul Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, da quando la presidente ha inviato prima alla stampa e poi agli iscritti una nota in cui ha denunciato ammanchi nelle casse dell’ente, indicando il nome e il cognome della presunta responsabile, con una celerità talmente sospetta, tale da consentire di ritenere che abbia voluto provare a esimersi da ogni responsabilità.
Epperò, dopo avere dato in pasto tale notizia, degna di una gogna mediatica e personale medievale, la tesoriera ha provato a spiegare di non essere la sola responsabile, documentando poi finanche ciò, inviando un esposto a due differenti Consigli di Disciplina, quello di Salerno per i fatti relativi ai Consiglieri di Catanzaro e quello di Salerno in merito a un singolo avvocato.
Mentre evidentemente dei Consiglieri in carica, è noto il nome, senza però che la stampa locale abbia esplicitato con esattezza tutti gli addebiti a costoro mossi, di quello denunciato a Catanzaro nessuno ha osato indicare il nome, preferendo la stampa catanzarese pubblicare veline censurate, senza indagare e approfondire nulla.
Di costui sappiamo che ha acquistato alcuni beni importanti usando una carta di credito del Consiglio dell’Ordine, tra cui, a quanto si legge, la carta igienica.
Poiché nessun organo di stampa ha osato neanche fare una ipotesi sul nome di tale responsabile, proviamo a farlo noi. Nei peggiori bar di Catanzaro si dice che quel nome corrisponda ad Antonello Talerico.
Già Consigliere regionale, consigliere del Consiglio Nazionale Forense e Consigliere comunale di Catanzaro, già presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catanzaro.
Sarebbe lui, secondo quanto denunciato nell’esposto della tesoriera, ad avere usato la carta di credito del Consiglio dell’Ordine con la quale ha effettuato acquisti per sé stesso, con la compiacenza e il benestare della presidente Vincenza Matacera.
Peraltro – sempre nei peggiori bar di Catanzaro – si dice che Talerico era legatissimo alla tesoriera che avrebbe commesso le sottrazioni in danno del Consiglio, tanto da averne sponsorizzato la candidatura quale sindaco di Cropani, comune a poca distanza da Catanzaro, candidatura poi non andata a buon fine per l’errata presentazione della documentazione.
Del resto, Antonello Talerico non ha mai nascosto che il Consiglio in carica fosse sua espressione, rivendicandolo pubblicamente.
Nel medesimo esposto la tesoriera segnalerebbe che nel corso della perquisizione presso il suo studio il Consigliere Vittorio Ranieri, già presidente del Movimento Forense, avrebbe violato le garanzie costituzionali che presiedono gli accertamenti compiuti presso gli studi legali, abbandonandola immediatamente, per come dalla stessa documentata dalla produzione del verbale di perquisizione.
Questi sono i nomi che non vengono fatti. Nonostante la strenua difesa del Consiglio, che si è arroccato senza rassegnare le dimissioni richieste a gran voce dal Foro nel corso dell’assemblea del 29 dicembre, la Procura della Repubblica continua a indagare a largo raggio, esaminando anche i conti della Fondazione Forense, di cui Tesoriera è Jole Le Pera, già strutturata del Talerico quando era Consigliere regionale… A presto…
Lettera firmata









