venerdì, Febbraio 27, 2026
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Longobucco, crollo del viadotto Ortiano: la Corte dei Conti cita in giudizio 4 soggetti per danno erariale. C’è anche il solito Zinno

La Procura regionale della Corte dei Conti della Calabria ha contestato a quattro soggetti un presunto danno erariale derivante dal crollo del viadotto “ORTIANO II” sito nel comune di Longobucco (Cosenza), infrastruttura che avrebbe dovuto costituire, nell’iniziale schema progettuale, uno strategico intervento di viabilità per facilitare e velocizzare il collegamento tra l’entroterra cosentino e la costa ionica calabrese. Si tratta di Aldo Madeo, di Rossano, rup e poi componente della commissione di gara, Gianfranco Volpe, di Genova, direttore dei lavori e già progettista del progetto definitivo, Luigi Giuseppe Zinno, di Marano Marchesato, componente commissione per il collaudo statico e amministrativo e Mariano Mari, di Paola, componente commissione per il collaudo statico e amministrativo

Costruite fondazioni “dirette” poggiate sul terreno vicino all’alveo del fiume

Le indagini, effettuate dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, hanno permesso di definire puntualmente le diverse fasi che hanno portato alla costruzione del viadotto – facente parte del “IV lotto della Strada Statale MirtoLongobucco-Sila” costituito da sei viadotti complessivi – a partire dalla procedura di appalto integrato espletata nel 2005 da parte dell’ente attuatore Comunità Montana “Sila Greca/Destra Crati” sino al suo crollo, causato da un difetto di progettazione e realizzazione. In particolare, ancorché nel progetto definitivo posto a base di gara fosse stata prevista la costruzione di fondazioni “indirette” poggiate su un certo numero di micropali di profondità, nelle successive fasi di progettazione e realizzazione sono state costruite delle fondazioni “dirette” poggiate sul terreno, anche in corrispondenza dell’alveo del fiume che attraversa il viadotto.

Il crollo di una delle campate nel maggio 2023

Tale difetto progettuale e realizzativo delle fondazioni ha provocato il crollo di una delle campate il 3 maggio 2023, avvenuto a seguito dello scalzamento delle fondazioni di una delle pile in alveo, anche a causa del torrente in piena per le abbondanti precipitazioni. Sulla base degli elementi sopra evidenziati, la Corte dei Conti – Procura Regionale presso la Sezione giurisdizionale per la Calabria – ha emesso un atto di citazione per un danno erariale di 4.789.765,79 euro, oltre agli accessori di legge e alle spese di giustizia, nei confronti del Responsabile Unico della Procedura, del Direttore dei Lavori e di due componenti della Commissione di collaudo dell’opera. È questa la contestazione effettuata dalla Procura della Corte dei conti nella persona del Procuratore Regionale facente funzioni Dott. Giovanni Di Pietro, avvalendosi del contributo investigativo dei militari della Guardia di Finanza di Catanzaro.

Luigi Zinno

La Procura regionale della Corte dei conti della Calabria ha contestato a quattro soggetti un presunto danno erariale derivante dal crollo del viadotto “ORTIANO II” sito nel comune di Longobucco, infrastruttura che avrebbe dovuto costituire, nell’iniziale schema progettuale, uno strategico intervento di viabilità per facilitare e velocizzare il collegamento tra l’entroterra cosentino e la costa ionica calabrese. Si tratta di Aldo Madeo, di Rossano, rup e poi componente della commissione di gara, Gianfranco Volpe, di Genova, direttore dei lavori e già progettista del progetto definitivo, Luigi Giuseppe Zinno, di Morano Marchesato, componente commissione per il collaudo statico e amministrativo e Mariano Mari, di Paola, componente commissione per il collaudo statico e amministrativo

In particolare, ancorché nel progetto definitivo posto a base di gara fosse stata prevista la costruzione di fondazioni “indirette” poggiate su un certo numero di micropali di profondità, nelle successive fasi di progettazione e realizzazione sono state costruite delle fondazioni “dirette” poggiate sul terreno, anche in corrispondenza dell’alveo del fiume che attraversa il viadotto. Tale difetto progettuale e realizzativo delle fondazioni ha provocato il crollo di una delle campate il 3 maggio 2023, avvenuto a seguito dello scalzamento delle fondazioni di una delle pile in alveo, anche a causa del torrente in piena per le abbondanti precipitazioni. Il presunto danno erariale contestato è di 4,7 milioni di euro. Le indagini sono state condotte dalla GDF di Catanzaro.