LA SANITÀ SI ATTIVA SOLO QUANDO I CITTADINI URLANO (O MUOIONO). LONGOBUCCO, LE CONVENZIONI FANTASMA DIVENTANO REALTÀ DOPO L’ENNESIMO FUNERALE
In Calabria la sanità operativa non dipende da piani sanitari, fabbisogni territoriali o statistiche epidemiologiche. Dipende da quanto i cittadini sanno denunciare, protestare, mandare affanculo, fare casino. Questi i protocolli:
Se stai zitto, resti senza ambulanza.
Se urli, forse arriva.
Se muore qualcuno… arriva sicuro. Sotto casa. E in pochi minuti. Ed è esattamente quello che è successo a Longobucco.
LO “SCIÙADDRU” TROVATO NEI CASSETTI DELL’ASP
Con la cacciata dell’ex direttore generale dell’Asp di Cosenza, Antonello Graziano, e l’arrivo di Vitaliano De Salazar, qualcuno ha dovuto per forza aprire i faldoni. Dentro, possiamo immaginarlo, non ha trovato criticità. Ha trovato uno “sciùaddru”. A Cosenza il termine non indica un guaio qualsiasi. Indica un disastro, un cataclisma amministrativo. Un’apocalisse. E tra i disastri ereditati c’è la nuova convenzione per il trasporto infermi 118 con le croci private.
Un atto storico, mai scritto in trent’anni, che finalmente: riconosce la professionalità dei volontari, introduce compensi veri (“sinnò mìsse un si nni càntanu cchiù”), ridimensiona i turni massacranti fino a 24 ore e garantisce diritti, benefici e tutele legali
Una rivoluzione che, guarda caso, era rimasta ferma. Perché le rivoluzioni sono quelle che scoperchiano “altarini”. Perché le rivoluzioni, specie qui in Calabria, non fanno solo rumore, fanno paura.
POI MUORE QUALCUNO. E TUTTO SI ACCELERA
E mentre si catalogavano gli “sciùaddri”, succede quello che in Calabria succede sempre.
Dopo San Giovanni in Fiore. Dopo Soverato. Succede di nuovo. A Longobucco. Antonio Sommario, 65 anni. Infarto. Chiamata al 118. Ambulanza partita da lontano. Troppo lontano. Antonio muore tra le braccia del fratello. E qui la storia non diventa solo tragica, diventa indecente. Perché la convenzione c’era e l’ambulanza H24 doveva esserci pure. A settembre 2025 l’Asp aveva firmato l’accordo con le associazioni private della provincia, affidando il servizio a Longobucco alla Misericordia di Scala Coeli. Ma dopo la firma? Il nulla.
I CITTADINI INSORGONO. LE TV ARRIVANO. LA POLTRONA TREMA
La popolazione protesta. Il caso esplode. Finisce sulle TV nazionali. Arriva perfino a “Fuori dal Coro” su Rete4. Qui la fanno da padrone spiegazioni confuse. Parole ‘mpastàte.
E la perla istituzionale: l’assenza dell’ambulanza e la morte di Antonio archiviate come un semplice “disguido” da De Salazar. Poi la vicinanza ai cittadini. Le frasi di circostanza. La solidarietà da studio televisivo. Praticamente ciò che a Cosenza ha un nome preciso: “Carità pilùsa” . Compassione pelosa. Di facciata.
IL SILENZIO DELLA MISERICORDIA DI SCALA COELI SENZA MISERICORDIA
Nessuna reazione invece dal presidente Rocco Acri. Eppure in TV aveva provato a mettere una pezza. Motivazioni dell’inoperatività? Documenti mancanti, festività natalizie, sanità “in vacanza”. Una toppa quasi peggio del buco. Perché dire che un territorio resta senza ambulanza per le feste non è una giustificazione. È una confessione. Ma figurati se qualcuno si autoaccusa. Con l’omertà congenita che circola da queste parti, pensare che qualcuno si “inculi da solo” o i suoi complici è fantascienza.
LA TELEFONATA CHE SBLOCCA I MIRACOLI
A quel punto De Salazar capisce che la questione non è sanitaria ma… personale.
Si confronta con Azienda Zero e con Riccardo Borselli. E immaginiamola, la telefonata risolutiva:
“Riccà… mo’ non c’è cchiù u culu i Graziano in ballo. C’è u mio. Attivami subitu ‘si cazz’i convenzioni. Chiama a tutti, vida chi vonnu e daglielo. Falle partire. Mo’.” Tradotto dal cosentino amministrativo: quando la poltrona scricchiola, la sanità corre. Infatti parte la missiva urgente:
CONFERMA AVVIO POSTAZIONI 118 – DECORRENZA 16 FEBBRAIO
E improvvisamente: i mezzi esistono, il personale pure, le postazioni cominciano ad essere spolverate. La burocrazia, se motivata, è velocissima.
DOPO IL MORTO, L’AMBULANZA
Nei giorni scorsi arriva repentino l’annuncio: L’ambulanza a Longobucco è finalmente operativa. Dopo il morto. Senza spiegazioni. Senza una parola dalla Misericordia di Scala Coeli sul perché il mezzo convenzionato non fosse attivo prima. Sirene postume.
Ah, cazzo! Quindi era possibile…
SPERIAMO ALMENO SERVA A QUALCOSA
Ci auguriamo che questa ennesima morte non sia stata invano. Ci auguriamo che il fratello di Antonio denunci. Perché qui le responsabilità non sono astratte. Sono sotto gli occhi di tutti. E hanno nomi e cognomi.
16 FEBBRAIO: PARTITE. TUTTI
Ci auguriamo che le convenzioni partano davvero il 16 febbraio.
Che partano tutte. Che diventino operative tutte le postazioni ancora chiuse, ancora esistenti solo su carta, come nell’elenco allegato. Perché un territorio montano senza ambulanza non è solo sfortunato. È abbandonato per scelta.
E VOI CALABRESI, IMPARATE
Impariamo tutti. Se non protestiamo, non parte niente. Se non denunciamo, resta tutto fermo. Se non facciamo rumore, ci lasciano senza soccorso. Qui la sanità funziona con un interruttore brutale: Silenzio = servizio fermo Proteste = servizio attivo. E questa non è satira. È il manuale operativo della sopravvivenza in Calabria.









