di Riccardo Colao
PRIMO TEMPO – Sabato scorso al Ceravolo non c’era il “Pitta” (e anche stasera resta in panchina) mentre all’Adriatico (alias Giovanni Cornacchia) non c’é neppure Cisse; il fuoriclasse dopo essere scampato alle grinfie olandesi e poi da quelle del Diavolo che lo ha “cartellinizzato“, ma pure lasciato in gestione, ha finito per “rompersi” sul campo e – se tutto va bene – sarà recuperabile in primavera. In compenso rivediamo il “riverino” Mattia Liberali sin dal primo secondo del primo minuto e suona già come garanzia di spettacolo.
In campo s’é vista una sola squadra: quella giallorossa. E forse non poteva essere diversamente visto il tasso tecnico pescarese decisamente molto povero. Il “Catanza” nel corso dei primi 45′ (più 4 di recupero concessi con grande generosità) ha costruito diverse azioni pericolose. Senza voler andare troppo nello specifico ne abbiamo annotato sul nostro taccuino almeno cinque.
La prima al 13′ quando il cross di Pontisso consegna il pallone a Iemmello che stoppa ma calcia alto sulla traversa; la seconda al 17′ allorché lo scatenato Di Francesco si vede parare in anticipo il tiro da Desplanches; la terza: scambio Muamah – Antonini e parata del portiere pescarese; e quando ingraniamo la quarta un “laser” illuminante del golden boy Liberali consente allo zar Pietro Iemmello di scavalcare Desplanches e realizzare il suo primo “golletto” in trasferta. E pensare che sette minuti prima (al 22′) il Pescara nell’unica azione pericolosa era andato vicino al vantaggio e i corpi di Cassandro e Antonini si erano eretti a trincea di sbarramento per salvare Pigliacelli dalla capitolazione.
Una volta sull’1 a 0 la partita per la formazione di Aquilani si è tramutata in una specie di gioco del gatto con il topo. Inutile spiegare chi era il felino e chi fosse il ratto. Il lettore lo capisce da sè. Le geometrie giallorosse rendono volatile il calcio “made Catanza”. Un gran spettacolo veder correre senza alcun problema di fiato l’intera formazione che trasla dalla retroguardia alla prima linea con un afflato formidabile. Il Pescara appara come un cinghiale stritolato dalla stretta di un pitone. a dieci minuti dal termine assistiamo a tre corner consecutivi e poi al 37′ Pigliacelli si merita la sua fetta di gloria impedendo ad un tiro insidioso di Faraoni di superarlo.
Al 41′ l’episodio contestato che avrebbe potuto forse chiudere la partita. Di Francesco al termine di una specie di parapiglia si ritrova la sfera sul destro e calcia imprimendo al pallone il più diabolico degli effetti. Desplanches che tenta di opporsi è superato e sarebbe stato il 2 a 0. Galipò però è sicuro che la rete non sia valida. Si attende un po’ per il responso dell’oracolo Var e il bel gesto di Di Francesco viene cancellato. Si resta sull’1 a 0 per il “Catanza” e si potrebbe andare a rinfrancarsi negli spogliatoi ma gli Dei mortali (ed arbitrali) comandano altri quattro minuti che poi diventano cinque e si chiude al 50′ virtuale.
Impressioni? Una gran prova dei catanzaresi che giocano in maglia verde con inserti “Noir” (un colore migliore poteva essere scelto dagli stilisti di casa “Notiello”? (mezzo Noto e mezzo Iemmello). Ovvio che occorrerebbe il raddoppio per chiudere con la vittoria e non rischiare. Staremo a vedere.
SECONDO TEMPO– Per non cadere in equivoci Aquilani lancia Alesi al posto di Nuamah e Brighenti per Frosinini. Logico che decida di fare a meno dei due ammoniti e che non voglia rischiare di ritrovarsi con espulsioni visti i precedenti di altre gare. Il gioco si incattivisce più che altro per la foga dei calciatori adriatici che sembrano volerla giocarsela in perfetto stile “corrida”. Volano calcioni, spinte, manate sul viso mascherate da subdole carezze…son tanti i protagonisti che ruzzolano sul manto verde e gli sputi hanno il colore verde della bile. Il Pescara muggisce come un toro scatenato e cerca di supplire con foga all’eleganza della tecnica che latita. Insomma per il “Catanza” la vitalità di questi minuti appare sofferente anche se i disimpegni son sempre risolti con eleganza dinamica. Si soffre? Diciamo di sì anche per la ragione che vede Gorgone innestare forza fresca nelle linfa pescarese. Si gioca il tutto per tutto e schiera il “cammellone” Di Nardo e il furetto Meazzi (e a questo punto “sò cazzi” ipotizzerebbe il maresciallo Giraldi in arte “Monnezza“… ma non accade nulla di preoccupante e neppure scaturisce il rigore da una sua caduta in stile tuffo a candela). Poi quando la pressione dei biancazzurri pare insistere è la volta del raddoppio del Catanzaro. Siccome la fortuna è cieca ma la “sfiga” ci vede benissimo, Cappellini e Gravion finiscono per non intendersi. Ne profitta Alesi che come l’omonimo pilota di Formula 1 si avventa sul pallone strappandolo dai piedi di uno dei due “fregnacciari” e con un chirurgico rasoterra costringe Desplanches a raccogliere nuovamente il pallone in fondo alla rete.
È il gol del KO. Nemmeno l’ingresso del mito locale Lorenzo Insigne riesce a scuotere la formazione di Gorgone. E il “Catanza” torna dal “Cornacchia” vittorioso e con tre punti che lo collocano ancora di più in fascia alta, quella dei play off. Il Pescara resta ultimo e sarà molto difficile che possa centrare l’obiettivo della permanenza in serie B. Ad ogni modo auguri di cuore anche a loro.
CONCLUSIONI – Dice il saggio “Né Venere né di Marte, non si sposa non si parte, né si dà principio all’arte“. Mai proverbio potrebbe essere più sbugiardato stasera. Il “Catanza” è riuscito ad emulare Cesare. “Veni, vidi, Vici” conquistando la seconda vittoria consecutiva e si è collocato al quinto posto, salvo eventuali esiti dei risultati relativi alle gare che si giocheranno domani. Sugli spalti esultano gli immancabili tifosi giallorossi e questa volta possono farlo col cuore colmo di gioia e di passione per i loro colori! A voi amici lettori del quotidiano l’Italiano e a quelli di “Iacchitè” – immancabile megafono sui social per le nostre cronache – giunga il tradizionale, sincero e consueto: giallorossamente vostro da...
Riccardo Colao
IL TABELLINO DI PESCARA – CATANZARO 0 – 2
MARCATORI: 30′ Iemmello 80′ Alesi
PESCARA (3-5-1-1) Desplanches; Gravillon, Corbo (58′ Meazzi); Capellini; Faraoni (70′ Berardi), Brugman (70′ Acampora), Valzania (80′ Insigne), Lamine Fanne (58′ Di Nardo), Letizia; Caligara; Olzer. Allenatore: Giorgio Gorgone. A DISP.: Saio, Profeta, Oliveri, Cagnano, Altare, Brandes, Meazzi, Russo, Di Nardo, Insigne.
CATANZARO (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Antonini, Frosinini (46′ Brighenti); Favasuli, Pontisso, Petriccione, Di Francesco (67′ D’Alessandro); Liberali (74′ Pompetti), Nuamah (46′ Alesi); Iemmello. Allenatore: Alberto Aquilani A DISP.: Marietta, Borrelli, Esteves, Bashi, Fellipe Jack, Verrengia, Rispoli, Buglio, Pompetti, Koffi.
DIREZIONE ARBITRALE: Simone Galipò di Firenze, assistito da Domenico Palermo di Bari e Andrea Bianchini di Perugia; IV Ufficiale Juan Luca Sacchi di Macerata; al Var Federico Dionisi di L’Aquila e Niccolò Baroni di Firenze quale Avar.










