venerdì, Febbraio 27, 2026
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Provincia di Cosenza, le peripezie di Loredana ‘a cascetta e gli ordini del “capo supremo”

La Provincia di Cosenza tra regine e first lady non si fa mancare nulla. In questo clima di incertezza politica, di instabilità dell’apparato amministrativo-burocratico, di transizione elettorale, il presidente facente funzioni si atteggia a leader come se avesse vinto le elezioni e dovesse rimanere in carica per… quattro anni. Ma la sua carica gli consente di svolgere esclusivamente ordinaria amministrazione. In termini spiccioli, le sue sorti sono assimilabili a quelle di Caronte. dovendo fare da traghettatore fino alle prossime elezioni che si terranno entro il 20 marzo.

Acclarata la disgustosa “politica” degli ultimi 4 anni, alla Provincia di Cosenza a farne le spese al suo interno sono solo i dipendenti – spettatori dell’avvicendarsi di sconcertanti teatrini che perpetuano identiche modalità e costumi – costretti a subire le angherie e i soprusi della “malapolitica” fino allo sfinimento. Infatti sia il vecchio carrozzone Succurro-Ambrogio che il nuovo regime Lamensa-Pastore) propongono il solito schema della rincorsa al potere e alla polttona, il clientelismo e gli interessi personali. Basta guardare le somme (lorde) pari a 28.980 euro (9.660 per tre mensilità) impegnate in favore del presidente facente funzioni per i mesi di gennaio, febbraio e marzo 2026 e da incassare come indennità di funzione. E si capisce subito che nonostante la grave crisi finanziaria in cui versa la Provincia di Cosenza questi continuano a spolpare le casse dell’ente a danno dei cittadini e anche degli stessi dipendenti che in più occasioni hanno rischiato di non vedersi accreditare gli stipendi mensili.

Non è dato sapere, almeno a oggi, a quanto ammonterà invece la cifra relativa al solo “rimborso spese” da pagare all’attuale capo di gabinetto Loredana Pastore, dato che la sua “prestazione” in Provincia di Cosenza è “a titolo gratuito”. Quasi superfluo commentare che la popolare “cascetta” si atteggia a first lady de noantri tra i corridoi e le stanze di piazza XV Marzo. Nelle stanze di rappresentanza, il capo gabinetto in orari diversi della giornata riceve gente che viene filtrata all’entrata con molte difficoltà da personale interno ma anche esterno all’ente. All’occorrenza Pastore si reca anche nell’ufficio della Segreteria generale per dettare gli ordini ricevuti dal capo supremo Mario Occhiuto in termini di intrallazzi vari.

Intanto, continua la penosa vicenda del comandante/non comandante, che ancora oggi non riesce a trovare nessuno che gli firmi la “carta” secondo la quale lui “comanda” la polizia provinciale. Gli diamo un consiglio: vada a San Giovanni, si diriga verso le montagne e provi a “comandare” un bel gregge di capre: siamo sicuri che anche loro gli daranno la stessa risposta dei dirigenti della Provincia. A buon intenditor poche parole…