venerdì, Febbraio 27, 2026
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“San Giovanni in Fiore. Castelli di privilegi e silenzi assordanti: le auto blu nel garage di casa Ambrogio-Succurro”

Castelli di privilegi e silenzi assordanti: oltre il caso Occhiuto c’è di più

Mentre le testate giornalistiche regionali, da Iacchite’ a LaC, puntano giustamente i riflettori sulle pacchiane irregolarità rimborsistiche del presidente Occhiuto e sulla gestione dell’auto di rappresentanza pagata… dai calabresi per i suoi porci comodi… c’è un silenzio che urla vendetta tra i corridoi dei palazzi di San Giovanni in Fiore e della Provincia di Cosenza.
La legge è uguale per tutti o vale solo per qualcuno?
L’indignazione a giorni alterni non è informazione. Nessuno sembra più ricordare la vicenda che ha coinvolto i coniugi Succurro e Ambrogio: prima i lauti rimborsi chilometrici per l’uso dell’auto privata per raggiungere il Comune, una pratica interrotta solo dopo essere finita sotto la lente dell’opinione pubblica. Ma il “rimedio”, se possibile, è stato peggiore del male.
Siamo passati dai rimborsi chilometrici all’uso sistematico dell’auto di servizio della Provincia. Un escamotage che non solo non fa risparmiare i cittadini, ma aggrava il danno erariale:

Costi di carburante e usura del mezzo pubblico per fini che appaiono strettamente personali o legati alla doppia carica. Costi per il personale, con autisti costretti spesso a turni di straordinario per garantire gli spostamenti della “coppia reale”.

È inaccettabile che si gridi allo scandalo per un’auto a noleggio in Regione e si volti lo sguardo dall’altra parte quando le dinamiche del privilegio si consumano sotto il naso dei cittadini sangiovannesi.
Chiediamo trasparenza. Chiediamo che la magistratura e gli organi competenti non facciano distinzioni di “casacca” o di peso politico. Se l’abuso di ufficio e lo spreco di denaro pubblico sono reati, lo sono a Catanzaro come a Cosenza e a San Giovanni in Fiore.
I cittadini sono stanchi di amministratori che confondono il patrimonio pubblico con il garage di casa propria. L’informazione a 360 gradi è un dovere, la denuncia degli abusi è un diritto che non faremo tacere.

Lettera firmata