Sanità pubblica e diritto alla cura: i dubbi di un cittadino
Mi rivolgo all’opinione pubblica per porre alcuni quesiti che nascono da un’esperienza personale e che credo riguardino molti cittadini. Dopo aver tentato di prenotare una visita specialistica tramite il servizio sanitario, mi sono trovato davanti a tempi che vanno ben oltre ciò che può essere considerato accettabile. Per questo motivo ho deciso di fissare un appuntamento in intramoenia con il dottor Di Dio presso la struttura sanitaria di Cosenza, per un costo di oltre 250 euro. Il 17 febbraio, alle ore 19:00, mi sono presentato alla visita portando con me esami e certificazioni già in mio possesso, frutto di precedenti accertamenti specialistici.
La visita si è svolta regolarmente e, al termine, mi è stato riferito che avrei dovuto sottopormi a un intervento chirurgico. Tuttavia mi è stato anche spiegato che, attraverso il sistema sanitario pubblico, le liste d’attesa risultano lunghissime, con prenotazioni ferme addirittura al 2022 e tempi che potrebbero arrivare a circa quattro anni. Alla conversazione era presente anche una segretaria che ha assistito a tutto il colloquio.
Da cittadino mi chiedo: è possibile che il sistema sanitario sia arrivato a un livello tale di difficoltà organizzativa? È normale dover attendere anni per un intervento necessario, senza avere la possibilità concreta di percorrere altre strade? Ci si deve rassegnare a tutto questo?
Dopo aver sostenuto il costo della visita specialistica, mi sono ritrovato con molte domande e senza una reale prospettiva di tempi certi per la cura. Ritengo che sarebbe opportuno che i pazienti venissero informati con chiarezza fin dall’inizio sulle reali tempistiche degli interventi, magari rendendo disponibili le liste di prenotazione prima ancora di affrontare una visita a pagamento. Sapere subito quali sono i tempi reali aiuterebbe le persone a fare scelte più consapevoli ed eviterebbe ulteriore frustrazione.
Il mio non vuole essere un attacco personale verso i professionisti sanitari, ma un appello affinché si faccia chiarezza e, se necessario, vengano avviate verifiche per capire se davvero il sistema sanitario sia così caotico oppure se esistano soluzioni per restituire ai cittadini fiducia e dignità nel diritto alla cura.









