di Silvia Truzzi
Fonte: Il Fatto Quotidiano
Neil Armstrong, levati. Prima che tutto inizi nella Città dei Fiori i toni sono da res gestae, imprese straordinarie, prodezze mai viste, altro che allunaggio: il Festival di Sanremo 2026, doverosamente dedicato a Pippo Baudo, si presenta al mondo con florilegio di paragoni arditi. Il debutto è affidato a chi paga, ovvero i main sponsor, insieme a Rai Pubblicità, il cui amministratore delegato Luca Poggi si profonde in una sfilza di aggettivi che fanno impallidire il “mitico” di De Gregori: “Epico ”, “super iconico”, “epocale”. Il nuovo direttore Intrattenimento prime time Williams Di Liberatore scomoda i terremoti: “Non esiste un evento di tale magnitudo in Europa. È l’evento più conversato al mondo, anche più del Super Bowl”. Ma attenzione, “oltre all’item commerciale”c’è anche un “item cultura le ” (qualunque cosa voglia dire) in questo evento “etico e inclusivo”, perché “puoi venire a Sanremo e goderti il festival anche senza pagare il biglietto”: c’è il trenino sponsoriz zato, la ruota panoramica brandizzata, il palco in piazza offerto da un’azienda, la nave da crociera in rada. Sanremoland è ostaggio di aziende che pagano, ma invadono la città e ogni anno si mangiano qualche metro in più di spazi pubblici.
Scarseggia il panem, abbondano i circenses . Con i soldi stiamo a posto perché la raccolta pubblicitaria, spiega Poggi, va a gonfie vele: “La tendenza è positiva, con un segno più rispetto all ’anno scorso, quando furono raccolti 65,3 milioni”. Per capirci: “Intorno al Festival”, ancora Di Liberatore, “girano 252 milioni di euro, secondo l’analisi economica di H&Y”.
STASERA la maratona parte con i 30 brani in gara, super ospiti Tiziano Ferro e Olly, vincitor e dell ’anno scorso, co-conduttore “SandoCan” Yaman. Ci sarà anche la signora Gianna Pratesi, 105 anni da Chiavari, che ricorderà il suo 2 giugno 1946, quando votò, e con lei tutte le donne, per la prima volta (speriamo per la Repubblica).
Qualche nube oscura il cielo sanremese: un turno di Champions League (oggi gioca l’Inter, domani la Juventus) può dar fastidio al battesimo del Festival, che deve anche battere se stesso o almeno pareggiare: l’anno scorso la prima puntata fu vista da 12 milioni e 300 mila spettatori, per un esorbitante 65,3% di share. Ma forse in Paradiso c’è già qualche guaio e riguarda la coppia che per cinque sere condurrà il festival: Carlo e Laura non sembrano affiatati, le loro interazioni sono cordiali mai complici. In conferenza stampa lui scalpita perché lei si fa attendere un po’troppo a lungo e alla fine la va a prendere. Hanno, con il tempo, un rapporto diverso: Conti è il metronomo di una scaletta farcita come il tacchino del Ringraziamento, lei tende a prendersi la scena e a dilungarsi. Lo rivendica anche: “I tempi di chiusura delle puntate dipenderanno molto da me, che sono logorroica!”. Speriamo non troppo perché hanno già dato l’1:30 come ipotetica ora di fine trasmissioni. Nonostante i ringraziamenti di rito, tra i due non c’è feeling, il che spiegherebbe i rumors che indicano Pausini come seconda scelta, dopo il no di Giorgia. È così vero che Conti, da sotto l’abbronzatura,, non pare affatto gradire una precisazione di Pausini (“Carlo non dire che siamo giullari!”). Se l’Ariston non farà una magia, stasera dobbiamo aspettarci un po’di freddezza e qualche inciampo.
UNA DOMANDA ha svelato il vero timore degli organizzatori: l’aura attorno a Laura non è buona per niente. Dopo le critiche social, Pausini pensa che si sia rotto il rapporto con il pubblico italiano? Perché a ben vedere l’album lanciato due settimane fa – Io canto 2 – è partito terzo la prima settimana e in sette giorni è precipitato alla 20esima posizione. Lei risponde così, in bilico tra la vanità del successo internazionale e la necessità di rinsaldare il rapporto con l’Italia. “Se su 4 mila commenti ce ne sono solo 400 negativi, certo sono pesanti, alcuni anche maleducati, fanno più notizia quelli negativi. Io però mi sento amata in questo paese. E amo la Nazione in cui sono nata e cresciuta”.
L’amata “Nazione” avrà fatto fare un sorriso alla nostra premier, evocata come possibile ospite stasera. La Rai ha negato, Carlo Conti pure (“Se poi si compra un biglietto, libera di venire come chiunque”) e anche lei, da Palazzo Chigi, si è precipitata a postare che no, non ci sarà: “È Fantasanremo”. Le opposizioni insorgono per la rapidità della risposta – avrebbe ben altro cui pensare – ma a prendersi la scena ci pensa Ignazio La Russa, insoddisfatto della risposta di Conti sul caso dell’a utoeliminato Pucci. In un surreale video sui social la seconda carica dello Stato (sic!) tira le orecchie al conduttore del Festival di Sanremo (Povera patria, direbbe Battiato). Trovi (imperativo) un modo per garantire una presenza “riparatoria” del comico che ha subito “ingiuste sofferenze”:“Da parte del conduttore mi aspetto qualcosa di più che dire: ‘Vabbè, pazienza, ha deciso lui’. Mi aspetto magari una sorpresa”. Giusto per chiarire che non è Telemeloni e per carità non ci sono pressioni. Solo “aspettative”intimida – torie…









