venerdì, Febbraio 27, 2026
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Spezzano Sila corrotta. Il sistema cooperative: giro d’affari milionario per 17 (!) società di faccendieri e prestanome

Spezzano Sila corrotta. Il sistema cooperative

Non finiscono mai di stupire i “compagni” di Spezzano Sila e dintorni. Si perché, gli allievi hanno superato i maestri. Se i maestri sono Guapp’i Cartune, Capu i Liuni, Madame Fifi & co, gli allievi, bisogna ammetterlo, hanno davvero fatto il salto di qualitá. A tutti oramai è chiaro il sistema delle cooperative mediante il quale la Banda Monaco tiene in scacco un intero comprensorio e incassa milioni di euro. Quello che pochi sanno è che la vecchia e gloriosa scuola media di Spezzano Sila, attualmente in ristrutturazione, non vedrà mai più la luce come istituto scolastico. Si, il luogo dove molti ragazzi e uomini di oggi sono cresciuti, hanno studiato, si sono innamorati, diventerá una RSA.

Era prevedibile. Sperimentato in tutte le salse il modello dell’accoglienza, dei servizi e della assistenza agli anziani, perché non alzare il tiro? Tanto, a questo prezzo (a spese degli spezzanesi), perché non osare? Si erano già regalate intere strutture comunali a soggetti che, senza né arte né parte, sono andati a letto disoccupati e si sono risvegliati imprenditori alla guida di enormi Suv con decine di dipendenti sfruttati e un immenso bacino di voti da reindirizzare al sindaco Monaco; ricordiamo, gran creatore di buchi di bilancio e ras occulto delle strutture sanitarie. Si, perché, fra prestanome, amanti, nullafacenti, consiglieri ed assessori, a scorrere i nomi e le cifre delle molte cooperative spezzanesi che gestiscono i servizi su citati, viene quasi il capogiro.

Per avere una idea di quanto detto, basta accedere al RUNTS (Registro Nazionale del Terzo Settore), sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, servizio gratuito ed aperto a tutti; accedere alla ricerca territoriale ed effettuare una semplice visura. Solo sul territorio di Spezzano della Sila, insistono ben 17 fra enti e cooperative che, solo in teoria, dovrebbero essere No Profit ma che, in verità, muovono un giro d’affari di diversi milioni di euro. Con il leggendario Guapp’o cartune al secolo Giuseppe Mazzuca grande protagonista nel “riciclare” i cosentini ai quali non è riuscito a pagare le cambiali elettorali. E a leggere bene fra gli atti (statuto, bilanci d’esercizio e atto costitutivo), vengono fuori diverse sorprese (o forse no). Sorelle, fratelli, figli, amanti e soci occulti di amministratori odierni e del passato. Ed ancora: collaboratori, guappi e mezzi guappi, prestanome, faccendieri e quaquaraquà. A ben guardare – e non come il rendiconto comunale dove i debiti fuori bilancio vengono accuratamente celati -, si trova di tutto.

Ne prendiamone una a caso ed apriamo lo statuto. Dalle storiche, si evince l’evoluzione diabolica degli statuti costituenti. L’oggetto della cooperativa non è più specifico ma amplissimo. Si va dalla somministrazione di bevande all’assistenza anziani, dal trasporto scolastico alle manifestazioni sportive. In pratica, di tutto e di più… Turismo in quantità direbbe il buon Peppe Voltarelli. Tradotto, vediamo dove possiamo arraffare. E di arraffare, si arraffa davvero tanto.

Come la cooperativa del nipote del sindacalista al soldo del Comune (e, di nuovo, povera Cgil, che fine che hai fatto).. Cooperativa che si occupa di assistenza migranti che incassa 900mila euro a triennio. O come altre che si occupano di assistenza anziani, ovviamente tutte allocate in strutture comunali gratis. Ed a leggere bene il bilancio di esercizio appare evidente che i guadagni veri sono celati sotto la voce “spese di amministrazione”. Ed ancora, autovetture da diverse decine di migliaia di euro (BMW, Mercedes, Audi) in uso agli amministratori, cifre stratosferiche per gli stipendi dei lavoratori che poi, nei fatti, vengono elargite al 50% (quando va bene), figure professionali obbligatorie dichiarate come dipendenti che poi, nei fatti, spariscono dopo poco tempo. E non parliamo di figure marginali, parliamo di psicologi, medici, fisioterapisti, autisti specializzati, infermieri, tutti fintamente a libro paga.

Ma la vera sorpresa riguarda i nomi degli amministratori e dei creatori che cambiano al mutare delle condizioni elettorali. Man mano che le elezioni si vincono o si perdono, alcuni nomi scompaiono, alcuni riappaiono. Altri spariscono definitivamente; stare alla luce del sole non è conveniente. Ed allora un prestanome, un ex collaboratore, una amante. E poi ci sono i voti. Decine e decine di famiglie incastrate in un meccanismo diabolico. Sottopagati e comunque obbligati ad una riconoscenza pelosa e criminale che si traduce in voti e vassalli.

Oramai non è più un mistero per nessuno il modello di business degli amministratori di Spezzano Sila. E vien quasi da ridere rispetto ai pochi eletti che ancora, a dispetto dei faccendieri, si sbattono e cercano di mandare avanti un Comune ormai in dissesto economico. Mentre i vicini di scrivania si arricchiscono. E a nulla vale ricordare che tutti i servizi comunali sono in proroga tecnica e tutti i costi sono raddoppiati. Basti pensare alla raccolta dei rifiuti che è passata da 400mila euro a oltre 700mila (ora si aspettano le bollette della Tari); o come il trasporto scolastico in completo disastro con dipendenti licenziati dall’oggi al domani e bus che perdono pezzi con i bimbi a bordo; o come la convenzione bancaria scaduta e tenuta in piedi solo dalla responsabilità del direttore di banca che non sa come bloccare un ente pubblico. Ed inoltre, con alcuni servizi balzati a oltre 200mila euro (vedi il servizio scuolabus), non sarebbe obbligatorio per legge indire una gara europea? I bene informati riferiscono che alla CUC (Centrale Unica di Committenza), da mesi si grattano la testa per cercare di capire come sia possibile che la Procura non abbia ancora rispolverato il fascicolo su Spezzano della Sila.

Ma se tutti i servizi sono bloccati, e le convenzioni sono tutte scadute (perché allo stato attuale al Comune di Spezzano della Sila non esiste neanche un responsabile della ragioneria ma solo un mezzo R.U.P. affetto da intontimento glicemico), sulla base di cosa si stanno dando questi soldi? Come si autorizza una simile uscita di denaro pubblico con una convenzione scaduta? E, si badi, non quattro spiccioli ma pacchi e pacchi di denaro pubblico.

Proprio nei giorni della resa dei conti finale del Partito Democratico, viene da chiedersi cosa hanno a che fare questi soggetti con le idee ed i valori della sinistra. Ma se queste sono le nuove leve del Pd, e chiaro come il sole il motivo per cui questa destra continuerà a vincere nazionali, regionali e comunali. Si perché i soldi sono finiti. E anche gli amici spariranno. E dunque, a livello comunale, sarà dura dire ai complici da oggi dovete fare da soli e con i soldi vostri.

Insomma, fra dissesti, imprenditori mafiosi che comandano, cooperative di precari e amministratori incapaci, l’asticella dello schifo viene ogni giorno spostata più in basso. Ma, se qualcuno ha ancora amore per questo territorio, se qualcuno, nei suoi anni belli di quando questi bimbiminkia non erano ancora nati ha partecipato ad almeno una di quelle edizioni di “Classi a Confronto”, speriamo che si opponga alla dismissione della vecchia scuola media, luogo di ricordi e di crescita.