venerdì, Febbraio 27, 2026
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Unindustria Calabria. Ferrara, il presidente degli imprenditori (senza… impresa) che vorrebbe fare il sindaco di Catanzaro

UNINDUSTRIA CALABRIA

Ieri abbiamo iniziato un viaggio all’interno di Unindustria Calabria e abbiamo iniziato a spiegare quali sono gli interessi personali alla base della “scalata” di alcuni bene individuati faccendieri che hanno davvero poco da spartire con il mondo sano dell’imprenditoia calabrese.

Ma da cosa è motivata questa spinta di Unindustria Calabria ad attuare un processo di accentramento di potere e di interessi ed un totale allontanamento dai territori, dalle imprese e dagli associati? I protagonisti della vicenda sono i vertici attuali e duraturi, visto che sono in sella ben oltre i limiti di durata dei mandati ordinari, che sono di quattro anni. In un sistema normale, dopo le deroghe straordinarie legate all’emergenza pandemica, un lontanissimo ricordo, si dovrebbe spingere per un ritorno alla normalità e favorire il cambiamento ed il ringiovanimento. Ma giunti al sesto anno di mandato, di tutto ciò non vi è traccia ed anzi non pare vi sia alcuna intenzione di lasciare spazio ad altre imprese, ad altri attori e ad altri territori per il doveroso rinnovamento che caratterizza la storia del movimento associativo.

Il futuro dovrebbero costruirlo i giovani e le imprese che si avvicinano a Confindustria perché credono nei valori della tutela degli interessi delle aziende e dello sviluppo dell’economia e dei territori. Ma forse i valori importanti sono diventati altri. Si assiste invece ad una commedia in cui gli attori in scena non vogliono lasciare spazio a nessun altro e premono per continuare a recitare in prima persona il ruolo di protagonisti.

Il potere logora chi non ce l’ha. Si sa. Da ambienti imprenditoriali catanzaresi si apprendono informazioni che gettano uno squarcio di luce e fanno chiarezza sui contorni della questione. Parrebbe che il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, che rappresenta a livello regionale il mondo delle imprese e dialoga e si confronta con i massimi livelli istituzionali sia interessato ad una prossima candidatura a sindaco del capoluogo regionale, Catanzaro. E parrebbe anche col sostegno di una frangia politica che vorrebbe puntare su di lui. Ma di questo se ne parlerà in un altro momento.

C’è un solo problema: a Catanzaro si vota nel 2027 ed in qualche modo occorre pure arrivarci. E qui, si apprende, diventa fondamentale mantenere l’unico fattore di visibilità di cui ci si può avvalere: la Presidenza di Unindustria Calabria. Di certo non può essere o diventare un fattore di visibilità determinante il ruolo personale di imprenditore. Da una analisi dei dati della Media Service Srl, l’azienda del presidente Ferrara, emerge un fatturato medio degli ultimi anni di circa 70.000,00 euro. Ad essere precisi 73.304,00 nel 2024 e praticamente la stessa cifra in tutti gli anni precedenti. Sono dati pubblici, così come è pubblico un altro dato che riportato stabilmente nelle informazioni dell’azienda e che è ancor più significativo: ZERO dipendenti!

La prima domanda da porsi dovrebbe quindi essere: come può il principale rappresentante degli imprenditori calabresi interloquire con il Governo nazionale e regionale, far parte del CNEL, essere componente del consiglio generale di Confindustria e dissertare di finanza, esigenze delle imprese e del mondo del lavoro, richiedere interventi, sostegni, misure e proporre percorsi e strategie alla politica ed ai colleghi imprenditori senza alle spalle una impresa che possa essere considerata tale?

Sarebbe interessante anche sapere quale apporto economico l’azienda del presidente Ferrara dia ed abbia dato al sistema Confindustria nel tempo. Sarebbero tante e interessanti le cose da capire. Si sa, le scelte sono figlie dei momenti e delle circostanze, ma per rivestire determinati ruoli dovrebbero sussistere delle precondizioni imprescindibili ancor di più per il sistema delle imprese che si basa su concretezza, sostanza e realtà. Ma siamo nell’epoca dell’apparire e forse le valutazioni ormai si fondano su altri aspetti.

Ritornando al punto centrale si comprende come il mantenimento del ruolo di presidente sia essenziale almeno fino al 2027. Interviste, articoli, interventi pubblici sarebbero garantiti così come la necessaria visibilità per divenire un candidato a sindaco quantomeno credibile. Un mandato infinito, uno sguardo al futuro – il proprio –  e le mani ben salde sul presente.

Il rinnovamento, per le imprese, non è più rinviabile. Il cambiamento deve essere concreto e reale. I vertici devono lasciare spazio ad altri e l’interesse collettivo deve prevalere su ogni interesse personale anche se solo ipotetico. Il primo protagonista di questa vicenda, che è in buona compagnia, dovrebbe essere il garante di questi valori e non di altro. E solo questo quello che chiedono e che dovrebbe essere garantito alle imprese.