di Riccardo Colao
PRIMO TEMPO – Un minuto di raccoglimento è speso per ricordare il calabrese emigrato negli States Rocco Commisso presidente della Fiorentina. Poi le squadre tagliano il nastro delle ostilità. Catanzaro in perfetta tenuta bianca e Venezia in completo nero. Parte alla riscossa il Venezia e già dopo ottanta secondi rischia di andare in gol. Doumbia ci va molto vicino con un destro calibrato diretto sul secondo palo che Pigliacelli vede andare al di là del palo veramente di un soffio. Poi le formazioni si studiano fino a che accade l’episodio che scuote e galvanizza la tifoseria giallorossa. Sul finire del 6′ Iemmello inventa un grande assist per D’Alessandro che galoppa come un forsennato e si ritrova un pallone d’oro che riesce a ben amministrare e se ne va in gol. Lungo check al Var per stabilire la posizione del catanzarese: praticamente cinque minuti abbondanti di controlli (roba da far scendere il latte alle ginocchia a chiunque). Poi finalmente il Var rilascia il disco verde ed è il “Catanza” a ritrovarsi (clamoroso al Penzo) in vantaggio!
Non “dura minga” però l’effimero vantaggio perché sette minuti più tardi il Venezia imbastisce un’azione veloce ed è il “moro” Busio che ha il merito o forse il “bucio” di trovarsi nelle vicinanze della porta difesa da Pigliacelli e riesce a beffarlo con un tiro che va dal basso all’alto e si infila tra l’uomo ragno giallorosso ed il palo. L’1 a 1 lascia ben intendere che nulla è ancora deciso e che tutto è possibile.
Ma quel che preoccupa è stata la scarsa reazione difensiva che ha consentito al Venezia di arrivare sottorete e questo dovrebbe indurre Brighenti e compagni ad esprimere maggiore attenzione e determinazione nei contrasti. Doumbia e Sagrado sono due autentiche spine nel fianco e si scatenano sulla fascia che lambisce la postazione della tribuna stampa. Neppure il rapido Favasuli trova la maniera gentile per controllarli e il Venezia che ha nelle gambe la tecnica del palleggio controlla il possesso della sfera di cuoio con spunti spettacolari. C’é da soffrire e non poco anche perché le risposte delle Aquile si affidano ai possibili contropiedi sulle ali di Cisse e di Pittarello ma il Venezia ha ben capito (dopo la volèè di D’Alessandro) che non deve distrarsi. Al 21′ i lagunari colgono una traversa e l’allegra brigata della tifoseria “catanzarista” alle spalle tira un sospiro di sollievo.
Al 33′ invece è il “Catanza” a mantenere ed amministrare il possesso palla. Lo fa così bene al punto da costruire dal basso una bella azione che però si conclude con un tiro telefonato di Pittarello fin troppo facile da intercettare per Stankovic. Subito dopo ci prova Iemmello, in una situazione analoga, ma lo zar riesce a far la barba al palo e il Venezia si salva. Nei minuti di recupero (solo 5 contro i sette abbondanti da noi annotati sul nostro taccuino) Cisse si vede parare un tiro da Stankovic a conclusione del suo guizzo. Non v’é dubbio che il Venezia abbia speso maggiori risorse fisiche rispetto agli avversari e che i quasi cinquanta minuti di spettacolo siano stati in qualche modo graditi agli spettatori. Gli ultimi secondi si spengono come sospiri tra qualche calcione negli stinchi (ne fa le spese Brighenti) e le risposte difensive di Pittarello e Iemmello che quando possono retrocedono nelle retrovie per dar man forte ai compagni. Impressioni generali: il Catanzaro non ha timori reverenziali nei riguardi della corazzata lagunare e quindi attendiamo i prossimi 45 minuti di gioco che saranno decisivi. Al mmento la formazione di Aquilani non ha rubato nulla ed ha guadagnato un ottimo punto. Dall’altro campo che interessa la zona alta della classifica anche tra Monza e Frosinone si va negli spogliatoi per il riposo sull’1 a 1.
SECONDO TEMPO – Si riprende. La trama è quella del p.t.: Venezia che attacca con le stantuffate di Doumbia, Sagrado e Svoboda e Catanzaro che si difende con ordine e senza affanni. Una “corbellata” di Antonini favorisce l’avanzata lagunare e Pigliacelli rischia la beffa. Poi l’arbitro decide che c’era un posizione di fuori gioco e allora la paura (che fa 90) si scioglie. Poi è lo stesso Antonini a riparare una “distrazione” di Pittarello che favorisce la ripartenza veneziana… campanelli d’allarme che dovrebbero indurre le Aquile a maggiore attenzione. I primi dieci minuti della ripresa hanno il marchio e la firma della formazione di Stroppa. Se vogliamo dirla tutta l’assenza di Petriccione (squalificato) pesa come un macigno. Troppi, tanti errori in fase di costruzione e si avverte la necessità che qualcuno metta ordine. Immaginiamo le sensazioni che Aquilani stia vivendo in panchina; lui osserva e mastica amaro. Non è il “Catanza” che ci aspettavamo ma non sempre nel calcio ha ragione la formazione che attacca e non traduce in gol i suoi tentativi. Fosse stato al microfono Ezio Luzzi, mitico radiocronista di Tutto il Calcio minuto per minuto” dei bei tempi avrebbe parlato di “rimpalli e scaramucce da un campo all’altro” senza eccessive emozioni. A scriver la verità (che è sempre meglio che raccontare bufale) è il Venezia a cercare la soluzione per la vittoria; al Catanzaro il compito di sostenere la parte di “Rocky” Balboa nel primo film della serie. Lo vediamo alle corde quasi sul punto di finire al tappetto e poi reagire, ritrovare forza e vigore per rintuzzare gli assalti di Apollo Creed. Aquilani decide che è giunto il momento di giocare qualche carta. Richiama il provato D’Alessandro e getta nella mischia Verrengia. Stroppa invece, per il momento mantiene la formazione iniziale.
Al 71′ il nuovo arrivato cagiona uno scivolone al limite dell’area di rigore che pone l’attaccante Yeboah in condizione di infilarsi per segnare… Verrengia per porre rimedio tocca il pallone con la mano e consente a Pontisso di intervenire per sventare la minaccia… ma Ayroldi decreta il calcio di punizione e l’espulsione del giallorosso. Così la formazione catanzarese rimane per la seconda volta consecutiva in inferiorità numerica. Si ripetono le condizioni che hanno determinato già la sconfitta a Frosinone.
Pigliacelli si trasforma in saracinesca e al 75′ compie il miracolo… mentre vola da un lato nega il gol a Sagrado con la manona sinistra. Ora le cose si fanno terribilmente serie per le Aquile. Nuamah e Di Di Chiara sostituiscono Cisse e Pittarello e Stroppa invece rincara la dose inviando sul manto del Penzo un ulteriore attaccante: fuori Korac e dentro Compagnon. All”80 la traversa trema sotto il tiro di Perez … poi Compagnon si mette in proprio e tenta di sorprendere Pigliacelli con un rasoterra insidiosissimo. L’uomo ragno gli dice ancora una volta che non può passare… Ma è una corrida perché il pallone pur allontanato alla “viva il parroco” dai difensori catanzaresi ritorna sempre dalla parte opposta… finché Perez va giù in area sul contrasto con Antonini e Ayroldi concede il rigore… Batte Adorante; palla a sinistra e il Venezia raddoppia a quattro minuti dal termine. Poi Ayroldi annulla il gol di Doumbia che avrebbe significato il 3 a 1 ma francamente avrebbe mutato di poco la conclusione della partita che è apparsa segnata già dopo l’espulsione di Verrengia. Nel recupero la tripletta veneziana è firmata da Casas e dal Penzo è tutto.
CONCLUSIONI – Doppia trasferta e doppia battuta d’arresto per il Catanzaro che lascia sei punti tra ciociaria e laguna veneta. Rispetto alla gara di Frosinone dove c’era tanto da recriminare oggi la formazione di Aquilani ha prodotto una figura ridimensionata soprattutto nel secondo tempo quando ha tirato troppo a lungo la corda difendendosi ad oltranza. Anche questa gara va in archivio mentre in testa Monza e Frosinone si spartiscono equamente il punto del pareggio e il Venezia invece con l’ottava vittoria casalinga consecutiva spinge il Bucintoro verso la vetta con tre punti in più sul Monza!
Giallorossamente vostro
Riccardo Colao
IL TABELLINO DI VENEZIA – CATANZARO 3 – 1
MARCATORI: 7′ D’Alessandro (Cz), 18′ Busio (Ve), 86′ Adorante (Ve), 93′ Casas (Ve)
VENEZIA FC (3-5-2): Stankovic; Korac (77′ Compagnon), Svoboda, Sverko; Hainaut, Perez, Busio, Doumbia, Sagrado; Yeboah, Adorante. All.: Stroppa
US CATANZARO 1929 (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Antonini, Brighenti (87′ Buglio); Favasuli, Pontisso (87′ Liberali), Rispoli, D’Alessandro (64′ Verrengia); Iemmello, Cisse (77′ Nuamah); Pittarello (77′ Di Chiara). All.: Aquilani
AMMONITI: 50′ Svoboda (Ve), 62′ Pittarello (Cz), 72′ Verrengia (Cz), 92′ Cassandro (Cz) ESPULSI: Verrengia ; CORNER: 2-1
DIREZIONE ARBITRALE: Giovanni Ayroldi di Molfetta









