Egregio direttore,
scrivo queste poche righe per smascherare l’ennesima situazione melmosa che sta avvenendo a Vibo Valentia. Questa città è da sempre alla ribalta delle cronache per le drammatiche condizioni di vita in generale. Il caso più paradossale riguarda però sicuramente quello della sanità pubblica. Ospedali in chiusura, sanitari in numero insufficiente e allo stremo delle forze, cittadini privati del diritto alle cure e tanto altro ancora. Oggi però, seppur in un contesto da terzo mondo, mentre i politicanti vibonesi e i curatori fallimentari dell’Asp fanno il gioco delle tre carte con la salute della gente sono venuti a galla numerosi comitati civici, associazioni, sindacati e semplici cittadini che lottano tutti insieme, come mai accaduto prima, per contrastare i giochi di potere di politica e massoneria che vogliono distruggere definitivamente un intero territorio e i suoi abitanti.
Purtroppo, in questa lotta senza esclusione di colpi si è inserita, in maniera viscida e squallida, una compagine civica dalla più che discutibile onestà e trasparenza. Ali di vibonesitá, è questo il nomignolo sdolcinato che i padri fondatori hanno affibbiato alla loro creatura per mascherare le loro iniziative apparentemente a favore della cittadinanza vibonese. Ma chi sono i personaggi che ruotano attorno a questa “quinta colonna” che si fregia di essere paladina delle ingiustizie perpetrate contro Vibo e vibonesi? Diversi, ma in particolare ad organizzare tutto vi è il decano dei giornalisti vibonesi, Giuseppe Sarlo. Questo vecchio arnese della carta stampata, armato di penna di giorno e grembiulino di notte, sta cercando in tutti i modi di cavalcare l’onda della lotta per la sopravvivenza del popolo vibonese. Il nostro eroe insieme ai suoi seguaci, vedendo e temendo che la dura lotta della cittadinanza potrebbe portare qualche frutto sta cercando ad ogni costo di inserirsi nel campo di battaglia per scongiurare qualche possibile successo.
L’ultima iniziativa riguardava una pseudo marcia che Ali di vibonesitá aveva organizzato per oggi ma che è andata a ramengo causa maltempo. Nella locandina dell’evento che stava girando sul web, risultava molto strano che non vi fosse nessun riferimento all’organizzatore di questa iniziativa. Nulla, solo una lunghissima serie di inviti a tutte le autorità del territorio e ai cittadini.
Certo, caro direttore, si dice che “il diavolo fa le pentole ma si dimentica i coperchi” e, in effetti, a smascherare questa finta iniziativa meritoria risultano esserci due sponsor. Lei ha mai sentito di marce di protesta sponsorizzate da attività commerciali private? Il bello di tutto ciò è che uno di questi fantomatici sponsor, altri non fosse che una nota gioielleria di Vibo di sua conoscenza. La gioielleria Franzè, il cui proprietario altri non è che l’ex battilamera e “amico speciale” di noti politici vibonesi, a loro volta “amici intimi” di Robertino Occhiuto. Pensate che doppia beffa oggi: il maltempo blocca la marcia e la manovra viene smascherata in maniera disarmante.
Quindi caro direttore, per riassumere: il carnefice cosentino della sanità pubblica vibonese aveva persino trovato gli sponsor amici vibonesi per mettere su un teatrino di manifestazione contro gli interessi degli stessi cittadini vibonesi. Che finissimi Gattopardi reggono oggi le sorti della sanità a Vibo Valentia… Vibonesi svegliateviiii!
Lettera firmata









