venerdì, Febbraio 27, 2026
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Vibo. Il Pd gioca a “lascia e raddoppia”: protagonisti e retroscena

di Rocco Tripodi 

Al Comune di Vibo si gioca a LASCIA E RADDOPPIA. Alla luce delle vicende politiche che negli ultimi anni hanno interessato i partiti italiani, un po’ tutti gli osservatori hanno unanimemente convenuto che ai partiti è venuta a mancare un’ANIMA. A Vibo al contrario, nel Pd, di anime ne hanno tante che, dazi trumpiani permettendo, ne possono persino esportare. Due anime in particolare sono stabilmente alla ribalta per vivacità e protagonismo: una MAMMOLITIANA e l’altra ALECCIANA.

La prima anima sponsorizzata dall’ex consigliere regionale MAMMOLITI, allisciata, civata ed annacata da SUPERCICCIUK COLELLI; la seconda da ENZO MIRABELLO che, mancando di bella presenza (che oggi fa tanto) e gradevolezza di eloquio, si affida al lestofant prodige (che agisce rapido) NICO CONSOLE di cui ne è l’illuminato tutor. COLELLI e CONSOLE stanno nella giunta dell’AGGARBATUNI, con l’effetto su di lui di due fichi d’india, con la buccia, nelle mutande.

Ora succede che il molto esposto Democratico (anima non riformista) COLELLI  (con i primi due bei “doni” che la mamma gli ha fatto, che gli facevano scintille) rinuncia alla delega allo Spettacolo. Proprio così, allo Spettacolo, non c’è nessuna facile ironia. È evidente che lo fa con la stessa voglia con cui (parlando con decenza) SALVINI andrebbe a lavorare, per la prima volta, se obbligato. Colelli lo fa perché costretto a garantire la sopravvivenza del sindaco ROMEO. Deve infatti L’AGGARBATUNI liberare posti nel salotto buono degli Assessori per ACCOMODARE un altro Democratico, questo, però, RIFORMISTA, selezionato con l’occhio seppiolino di NICO CONSOLE e l’occhio squadrato che dall’alto lo guida.

Se ne parla da mesi. Ed eccoci al punto. Il Democratico non Riformista LASCIA e l’AGGARBATUNI  RADDOPPIA, salvandosi la poltrona  (e soprattutto quello che la poltrona contiene) grazie ai Democratici Riformisti, che state certi anche loro gli giureranno eterna fedeltà. Stiamo parlando di un capoluogo di provincia con problemi  passati mai risolti, presenti di difficile soluzione e prossimi (vedi sanità, acqua, cantieri…) irrisolvibili. Un Comune dove senza il giusto umus, l’adesione, la consapevolezza politica si entra, si esce, si traccheggia, si puntano i piedi, si fanno capricci e, quando necessario anche un “guarda ca ‘nciu dicu a cuginima” non guasta. Non c’è un’Autorità responsabile di partito che senta il dovere verso gli iscritti –  sempre che sia vero che ne abbiano – di fare chiarezza.

Un tempo era facile, a seguito di episodi rilevanti più o meno direttamente coinvolgenti, raccogliere informazioni, dettagli, giustificazioni che ce ne consentivano una almeno parziale comprensione, che poi ciascuno elaborava confrontandosi con gli altri. Oggi un COLELLI decide di abbandonare un incarico di governo (locale) di punto in bianco, almeno apparentemente per scelta e non c’è traccia di motivazione politica. Forse a decidere è stato chi quell’incarico gli aveva assegnato per “strategia politica”, ma a noi non è dato sapere. O molto più semplicemente si è trattato di semplice calcio nel (facciamo) gomito perché non più gradito. Tutti i partiti si sono riuniti a seguito di questo nuovo episodio che crea instabilità nel governo. Ma riflessioni da parte loro sulla complessità della nuova situazione non sono ancora passate attraverso la stampa.

In altre diverse occasioni, vicende anche di maggiore interesse venivano raccontate con ogni strumento senza omertà e con coerenza. Per esempio ci veniva raccontato, senza reticenze, di come la caduta di LUCIFERO negli inferi sia stata decretata dal “PRINCIPALE”, e che il calcio finale gli fu dato da San Michele.Tutto facile facile e comprensibile da vecchi e bambini. E se volessimo trasferire questo racconto ai giorni nostri, ci troveremmo un COLELLI, la cui colpa non è  certo quella di essere invidioso del suo datore di lavoro, come lo fu Lucifero, ma probabilmente quella di non avere accettato il ruolo dell’ortolano nella filastrocca del cetriolo, propostogli, con sospetta insistenza dal suo compagno di partito, Riformista, ERNESTO ALECCI.

E come dimenticare: quando la Bonazza dei “Ricchi e Poveri” fu allontanata dal gruppo, altro episodio che scosse la Nazione tutta traumatizzandola, mille rotocalchi ce ne svelarono dettagliatamente i motivi che ci permisero, dopo non poche sofferenze, di farcene una ragione. Così anche, come registrato e divulgato tempestivamente dal canale ITALIA 1, i telespettatori furono messi a conoscenza e tranquillizzati (anche con l’ausilio delle immagini assai eloquenti), delle ragioni per cui TELESPALLA BOB cessò la sua collaborazione con KRUSTY IL CLOWN.

Questo spaccato di Pd che da anni è sotto gli occhi di tutti, ci mostra personaggi assolutamente incoerenti e incompatibili con la storia del vecchio partito di provenienza: il partito internazionale dei lavoratori, di lotta per i diritti delle categorie da sempre vessate, della legalità, giustizia e dell’uguaglianza.

Nella storia recente, invece, credo di potere affermare, ma sarei contento se venissi nei fatti smentito, che i diversi rappresentanti del popolo vibonese che li vota, la cosa di sinistra con la quale hanno maggiore familiarità, sia la tasca interna, quella vicina al cuore, dove tengono il portafoglio, a meno che non siano mancini. Non ricordo di averli (quasi) mai visti in manifestazioni popolari dove non fosse prevista la presenza di sindaci e prefetti con fascia tricolore e carabinieri con pennacchi, o ci fosse da ricevere o distribuire pergamene, encomi e gagliardetti, dopo essersi accertati della presenza di telecamere e macchine fotografiche. Non mi aspetto che facciate cose di sinistra, ma, per la misericordia di quel DIO del quale siete diventati i più fedeli servitori, SMETTETE DI FARE ESCLUSIVAMENTE COSE DI DESTRA.